domenica 3 maggio 2020

SERSALE CALCIO

SALVATORE SCALISE, IL CAPITANO GIALLOROSSO 
di Umberto Gallo

La voce del Sersale Calcio, il cuore del Sersale Calcio: una semplice chiacchierata col capitano dei lupacchiotti pre silani che si confessa ai nostri taccuini. Non ci da tempo ancora di formulare la prima domanda che subito dichiara: ”ringrazio il mio primo mister Sonny Barbuto per lo spazio dedicato nel suo meraviglioso blog e per i tanti fantastici ricordi da “pulcino” che mi legano a lui e che ancora porto nel mio cuore”. - Ora tocca a noi capitano : - Ti aspettavi prima dell’interruzione, un campionato  per il Sersale così positivo , e cosa rappresenta per te Sersale ? “All’inizio del campionato, di certo, non pensavo che potessimo raggiungere i risultati ottenuti sino allo stop forzato causato dall’emergenza sanitaria, classificandoci in piena zona playoff nel campionato di Eccellenza. Il nostro obiettivo iniziale era, infatti, raggiungere la salvezza il prima possibile così da proseguire il campionato serenamente. Invece le cose, fino all’interruzione del torneo, sono andate ben oltre le nostre aspettative;

Grazie al nuovo staff tecnico, continua Scalise,  ai nuovi giocatori, molti dei quali giovanissimi, abbiamo raggiunto risultati impensabili, e ciò, non solo per l’impegno profuso in ogni allenamento ed in ogni partita, ma anche e soprattutto perché siamo stati in grado di creare un ambiente sereno e rapporti che vanno al di la della semplice amicizia, come se fosse una grande famiglia. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al nuovo look dello Stadio Ferrarizzi che ha riacceso l’entusiasmo nostro e dei nostri impareggiabili tifosi e alla Società Sersale Calcio, nelle persone dei tanti dirigenti, che con notevoli sacrifici non hanno fatto mancare mai il loro supporto.
Ovviamente per me il Sersale rappresenta tutto, è la mia vita. Ci gioco da quando avevo dodici anni  e, scendere in campo con la maglia ed i colori della squadra della mia città è un onore, reso ancora più forte dalla fascia da capitano che indosso con orgoglio. Il Sersale è la mia casa, è la mia famiglia, il luogo in cui ho costruito legami indissolubili e ho trovato amici fraterni. Vedere sulla tribuna i miei familiari e i miei amici, e sentire la loro voce che mi accompagna in ogni ed in tutta la partita mi da la carica e mi spinge a non mollare”. - Spettasse a te la decisione come ripartiresti la prossima stagione nel calcio dilettantistico, azzerando il tutto di questo campionato o con quale idea? “Non nego di avere una gran voglia di riprendere gli allenamenti e di ritrovare tutti i miei compagni di squadra, ma oggi è più importante tutelare la salute di ognuno e se di dovesse riprendere il campionato, lo si dovrebbe fare in assoluta sicurezza per tutti: ritengo - aggiunge Salvatore - che avendo già disputato 24 partite su 30 si potrebbe ipotizzare di confermare la classifica attuale ma ovviamente questa decisione spetta agli organi federali che, sicuramente, decideranno per il meglio”.
- Ti vedi in futuro come allenatore ? “ Sicuramente non lascerò lo sport, ed in particolare il calcio. Non nascondo che mi piacerebbe un giorno vestire i panni dell’allenatore (ruolo che consta di molta fatica) soprattutto del settore giovanile, così da poter trasmettere ai ragazzi la mia passione ed il mio entusiasmo”.  - Hobby extra calcistici e sogni nel cassetto ? “ Credo che quando smetterò di giocare a calcio (il più tardi possibile) cercherò di digerire il tutto con qualche lezione di latino americano e serate di karaoke. Non ho particolari sogni nel cassetto, quello che vorrei oggi è potermi sposare con la mia fidanzata e creare una famiglia GIALLOROSSA. Per concludere appare doveroso da parte mia mandare un caloroso saluto e abbraccio a tutti i miei compagni di squadra e agli avversari, con l’augurio di poterci incontrare al più presto in campo”.

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