(fonte Tgcom)
Alessandro Frigo è il fondatore del brand di abbigliamento femminile Aleph. Le creazioni del designer veneziano si esprimono attraverso un vocabolario estetico preciso e discreto, con un pizzico di follia, che abbraccia ricordi, viaggi e passioni. L’arte, l’architettura e la luce della laguna diventano linguaggio e sensibilità. Ogni capo è frutto di una manualità autentica e di un savoir-faire rigorosamente italiano, dove la cura dei dettagli incontra l’emozione del gesto.
Frigo sviluppa la propria visione personale durante gli anni trascorsi all’interno di prestigiosi gruppi industriali e maison internazionali, collaborando con designer del calibro di Jean-Paul Gaultier, Roberto Cavalli e Vionnet, sino ad arrivare a esprimere la propria creatività in un progetto indipendente.
Aleph, in alcune culture, è la prima lettera dell’alfabeto e si identifica con il numero uno. Nell’immaginario di Frigo, rappresenta l’inizio di una storia, il principio che già racchiude il senso del tutto, in cui l’amour fou per la moda, il design e l’arte diventa tridimensionale in un dialogo costante tra discipline che si attraggono, si contraddicono e si completano.
Un rêve d’été è la nuova collezione Spring/Summer 2026 che celebra la leggerezza come destino. Un sogno di libertà e misura, sospeso tra giorno e sera, tra realtà e immaginazione. Le silhouette si stagliano tra rigore e morbidezza, costruzione e abbandono: camicie impalpabili, abiti che scivolano come un respiro, pantaloni ampi e giacche sartoriali che rivisitano il tailoring come se fosse un’architettura. Il corpo non è mai costretto ma avvolto delicatamente; l’abito lo sfiora e lo interpreta con naturalezza.
La palette cromatica spazia tra i toni caldi e sfocati della natura: bianco, sabbia, ecru, terra. Quindi il nero, che evoca la profondità della notte. La materia – cotone, lino, garze, trame leggere – racconta una sensibilità tattile genuinamente italiana.
Un total-look coerente e riconoscibile che unisce il maschile e il femminile, la struttura e la fluidità, il pensiero e il sogno, celebrando la semplicità come sintesi sofisticata della complessità.
Chi è Alessandro Frigo? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione?
Sono un designer indipendente di origini venete. Sono nato a Venezia, in un contesto dove arte, architettura e luce fanno naturalmente parte del paesaggio e della sensibilità visiva. Il mio percorso di formazione è iniziato con studi linguistici, ma molto presto la mia passione per la moda, l’arte e il moulage mi ha portato verso il design. Da lì ho iniziato un percorso professionale che mi ha permesso di collaborare con importanti maison internazionali e di costruire nel tempo una mia visione personale della moda.
Quando e com’è nato il brand Aleph?
Aleph è nato come naturale evoluzione del mio percorso professionale, maturato negli anni a contatto con grandi maison internazionali. Sentivo infatti il desiderio di dare forma a un progetto personale che potesse esprimere pienamente la mia visione estetica.
Come mai la scelta di questo nome?
Cercavo una crasi tra il mio nome e il mio cognome e mi sono imbattuto nella parola Aleph. In molte culture Aleph è la prima lettera dell’alfabeto e si identifica con il numero uno: il simbolo dell’origine, del punto da cui tutto comincia. Mi è sembrata immediatamente la sintesi perfetta per raccontare l’inizio di questa nuova storia.
Quali sono le cifre stilistico-distintive delle tue creazioni?
Il mio processo creativo parte sempre da una dimensione onirica, fatta di immagini, ricordi ed esperienze personali. Questa visione viene poi riportata alla realtà attraverso capi essenziali, caratterizzati da linee pulite e costruzioni precise, che talvolta rimandano alla tecnica del moulage d’atelier. La scelta dei tessuti è sempre molto attenta e la manifattura è fondamentale: per me ogni capo deve esprimere equilibrio tra emozione e struttura.
“Un rêve d’été” è la nuova collezione Spring/Summer 2026. A cosa si ispira e qual è l’estetica che la contraddistingue?
“Un rêve d’été” nasce da un’immagine quasi cinematografica: un sogno estivo, caldo e leggermente sfocato. Un paesaggio isolano, lontano, dove la luce del sole filtra e trasforma i colori. La palette riflette questa atmosfera: il bianco ottico richiama la luce intensa dei paesi mediterranei, il paglierino appare come un ricordo luminoso di un pomeriggio d’estate, il beige più profondo rimanda alla sabbia bagnata, mentre il nero notturno introduce una pausa visiva, quasi un momento di respiro. I volumi restano precisi e puliti, mentre la leggerezza emerge attraverso pieghe morbide, tessuti che cadono naturalmente e la trasparenza discreta del tulle.
Quali sono i capi di punta che proponi per la prossima stagione calda?
Per la mia idea di femminilità propongo abiti, gonne e top che accompagnano la silhouette senza mai costringerla. Volumi che accarezzano il corpo e ne valorizzano la naturale eleganza. Accanto a questi, ci sono pantaloni e camicie dal taglio più rigoroso, che però introducono elementi di gioco attraverso l’uso delle righe o inserti di tulle.
Che importanza assume l’artigianalità Made in Italy nell’ambito della tua produzione?
L’artigianalità è centrale nel mio lavoro. Tutti i capi sono prodotti rigorosamente in Italia, perché credo profondamente nel valore della manifattura italiana e nel savoir-faire che la sostiene. Un brand indipendente come Aleph ha anche la responsabilità di contribuire a mantenere viva una tradizione produttiva che rappresenta una parte fondamentale della nostra cultura.
A quale pubblico ti rivolgi?
Mi rivolgo a una donna che desidera distinguersi dal mainstream della moda e scegliere capi che abbiano un carattere più personale e, in un certo senso, intemporel. È una donna che ama un’eleganza discreta e minimale, ma che allo stesso tempo sa divertirsi con un dettaglio inatteso: una stampa, un volume particolare, un gesto stilistico che rompe l’equilibrio.
Progetti e sogni per il futuro?
I progetti sono molti e fanno parte di quello che mi piace definire il mio “sogno infinito”. Mi piacerebbe sviluppare una linea di accessori, per esempio, e continuare ad ampliare il vocabolario estetico di Aleph stagione dopo stagione. Ma il sogno più semplice, e forse più autentico, sarebbe vedere una donna per strada indossare un mio capo…sarebbe il momento in cui un sogno nato di notte trova finalmente la sua realtà alla luce del giorno.
