martedì 9 marzo 2021

LOW LASCAI ANZITEMPO LA GERMANIA

"DOPO L'EUROPEO DICO BASTA"

di Elmar Bergonzini

Addio anticipato. Inaspettato, ma forse inevitabile. Joachim Löw lascia la guida della nazionale tedesca. Lo farà al termine degli Europei, competizione che vuole vincere per completare il triplete (dopo il Mondiale del 2014 e la Confederations Cup del 2015). Sono ormai anni che tifosi e opinione pubblica chiedono un cambio. Dopo un lungo percorso di crescita che ha portato, prima ancora che ai trionfi, alla finale degli Europei 2008 e alla semifinale dei Mondiali 2010 (entrambe perse con la Spagna), nelle ultime stagioni la Germania non è più riuscita a entusiasmare. E c'era sempre meno partecipazione del pubblico. La figuraccia ai Mondiali 2018 (per la prima volta i tedeschi sono stati eliminati alla fase a gironi) e quelle nella Nations League (ultimo posto nel girone, retrocessione in Lega B cancellata solamente per la riforma del torneo) e contro la Spagna nell'ultima partita giocata (sconfitta per 6-0) non sono state digerite.

LA DECISIONE —  Ad annunciare la fine del rapporto è stata la Dfb con un comunicato stampa nel quale viene citato anche Löw, che in realtà avrebbe un contratto fino al 2022 ma che ha chiesto di lasciare l'incarico con un anno di anticipo. “Faccio questo passo in maniera fiera e consapevole e con enorme gratitudine – ha spiegato il tecnico –. Al tempo stesso però anche con una grande motivazione per quel che riguarda il prossimo Europeo. Sono fiero perché per me è un onore impegnarmi per la nazione e rappresentarla. Lavorare per quasi 17 anni con i migliori calciatori del paese e accompagnarli nel loro percorso di crescita è gratificante. A loro mi legano grandi successi e sconfitte dolorose”. Commissario tecnico della Germania dal 2006, nel biennio precedente era stato assistente di Klinsmann, arrivando fino alla semifinale del Mondiale casalingo, persa contro l'Italia che poi si laureò campione. Il presidente della Dfb Fritz Keller ha commentato la decisione di Löw: “Ho grande rispetto per la sua scelta. Siamo consci delle qualità di Jogi e del fatto che sia uno dei migliori al mondo. Per anni ha segnato il calcio tedesco come pochi. Ci dà il tempo necessario per trovare un sostituto”.

CRITICHE —   A novembre, subito dopo la sconfitta con la Spagna, la Dfb si era riunita per fare il punto sulla situazione della nazionale. Negli ultimi anni Löw ha effettuato scelte dolorose, non sempre condivise dall'opinione pubblica. Per favorire il cambio generazionale sono due anni e mezzo che non convoca più giocatori quali Boateng, Hummels e Müller. Eppure la nazionale tedesca continua a non convincere: delle 8 partite giocate nel 2020 i tedeschi ne hanno vinte solo 3 (due contro l'Ucraina e una, in amichevole, contro la Repubblica Ceca), mantenendo la porta inviolata solo una volta e incassando la bellezza di 16 gol. In realtà però le critiche a Löw sono anche più datate: già nel corso dell'Europeo 2016 (la Germania arrivò alla semifinale) gli scettici cominciarono ad aumentare: contro l'Italia, battuta ai quarti ai rigori, il tecnico decise di passare, improvvisamente, alla difesa a 3, cosa che lasciò perplessi molti ex giocatori: “Perché si cambia una squadra che ha funzionato così bene, adattandola agli avversari? - si domandò Mehmet Scholl –. Nel 2008 ci siamo adattati alla Spagna e siamo usciti. Anche ai Mondiali del 2010 ci siamo adattati agli spagnoli, e ci hanno eliminato. Nel 2012 abbiamo invece giocato a specchio con l’Italia e ci hanno buttato fuori. Nel 2014 Löw dai quarti in poi non ha cambiato mai la squadra e abbiamo vinto con Francia, Brasile e Argentina”.

IL FUTURO —   Proprio perché non è la prima volta che si discute del futuro di Löw, sono mesi che i media in Germania si interrogano sul possibile sostituto. Il preferito del pubblico è Klopp, che è però legato al Liverpool. Tuchel si è appena accasato al Chelsea, motivo per il quale in molti pensano a Rangnick. Ma di questo ne discuteranno i dirigenti della Dfb, che dovranno affrontare questo addio che, per quanto inevitabile, è improvviso. E anticipato.

 

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