martedì 11 maggio 2021

CALCIO - SETTORE GIOVANILE

IN ITALIA SEMPRE PEGGIO

di Matteo Nava (fonte Gazzetta dello Sport)

Parlare di giovani e parlare di vivaio non è esattamente la stessa cosa, soprattutto in Italia. Se in Serie A si stanno infatti facendo dei passi avanti sull’utilizzo di giocatori "under", il nostro campionato è ancora incredibilmente in ritardo rispetto alle maggiori leghe europee sull’utilizzo di calciatori cresciuti in casa. Non è certo una sorpresa, ma leggere i dati pubblicati dal Cies - Centro Internazionale di Studi sullo Sport - fa venire i brividi. Nel nostro Paese solamente il 5% dei minuti sono disputati infatti da giocatori provenienti dal vivaio: meno di un terzo rispetto a quanto fa la Liga spagnola, la migliore tra i cinque maggiori campionati del continente.

DISLIVELLI—Con il Cies che considera il minutaggio nel 2020/21 dei giocatori con almeno tre stagioni nel club tra i 15 e i 21 anni, la lega di Sergi Busquets e Daniel Carvajal si attesta infatti al 15,7%, seguita da Premier League e Ligue 1, rispettivamente al 12,6% e all’11,8%. Ma per capire il ritardo dei club di Serie A nella fiducia nei propri settori giovanili, va paragonato il dato nostrano con quello della Bundesliga, penultima tra queste "Big Five". I tedeschi viaggiano infatti al 10,5%, più del doppio rispetto al campionato italiano. Per fare qualche altro esempio, il Celta Vigo recita il ruolo di capofila toccando l’incredibile quota del 49%, ma nemmeno le grandi squadre scherzano, dal 29% del Barcellona al 16% del Real Madrid, passando per il 27% e il 20% di Manchester United e Arsenal fino al 16% del Bayern Monaco. Da noi, tutto un altro scenario.

LE NOSTRE VIRTUOSE—   La classifica della Serie A è guidata dal Genoa, storicamente avvezza a sessioni di calciomercato molto fitte, ma ultimamente più attenta ai Grifoni cresciuti in casa: 20,9%. Segue il Milan al 17,8% con Stefano Pioli che ha raramente fatto a meno di Gianluigi Donnarumma e di Davide Calabria, e il podio viene completato dal Sassuolo (15,3%). Tutte le altre società rimangono al di sotto della doppia cifra: ben 13 non arrivano al 5%, di cui 8 che non riescono nemmeno a raggiungere l’1%, tra cui Inter e Juventus. Un resoconto desolante, soprattutto pensando ai talenti che popolano le categorie che fino a qualche anno fa si chiamavano Giovanissimi o Allievi Nazionali. Forti, determinati e promettenti: se però si dicesse ai bianconeri del settore giovanile o ai giovani nerazzurri che le rispettive prime squadre ignorano i propri giovani, probabilmente perderebbero un po’ di sorriso. Ma i due club in questione sono allo 0,1% e allo 0,3%: è l’amara realtà.

LE TRACCE—   Il dato è allarmante, ma non è semplicissimo da tradurre in indicazioni, visto che fa parte di diversi aspetti che si condizionano l’un l’altro. È importante segnalare che per ogni Manchester City che fa sempre la spesa altrove - ma ha Phil Foden come eccezione - ci sono tante big che pescano con continuità dalle proprie giovanili. Certo, in parte si può dire che Francia, Inghilterra, Spagna e Germania hanno teenager più forti e si vede talvolta nei match nazionali. Ma l’Italia non vanta un ritardo simile, il talento nel nostro Paese c’è ed è tanto. Sorprende soprattutto che non ricorrano ai vivai nemmeno i club con minor capacità di spesa, con gli atleti cresciuti in casa che sarebbero praticamente a costo zero e assicurerebbero plusvalenze in futuro. Di sicuro nei prossimi anni a queste latitudini si vorrebbero leggere percentuali diverse. I giovani calciatori italiani non valgono certo la metà di quelli tedeschi e quelli spagnoli non sono tre volte più talentuosi degli azzurri.



 

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