sabato 12 giugno 2021

VITA AI MARGINI DELLA GALASSIA

LA NUOVA SCOPERTA OLTRE LA VIA LATTEA

di Giuseppe Giordano (fonte Libero)

Nonostante la calma apparente che emana dalla fotografie restituiteci dai telescopi in grado di sbirciare nelle profondità della galassia, l’immenso spazio fuori dai confini della nostra Terra è tutt’altro che un posto "tranquillo" e adatto alla vita. Secondo gli scienziati, infatti, una serie di aspetti, molto rappresentati nelle profondità siderali, riducono le chances di vita su altri pianeti (almeno di vita per come la conosciamo). Nello specifico, si tratta di collisioni tra piccole galassie, radiazioni cosmiche, esplosioni di supernove. Avvenimenti dalle dimensioni colossali e dalla portata distruttiva inimmaginabile che rendono la placida staticità del cosmo qualcosa di più simile a un inferno.

Al di là delle premesse, però, nel cosmo c’è ancora abbastanza spazio da ipotizzare l’esistenza di qualche oasi felice in cui la vita (per come la conosciamo, è bene ripeterlo) potrebbe prosperare rigogliosa. I ricercatori guidati dal fisico Duncan Forgan dell’Università di St. Andrews, a Fife, nel Regno Unito, hanno quindi messo a punto una simulazione per provare a comprendere quali zone del cosmo presenterebbero le maggiori probabilità di ospitare la vita.

Come la vita verrebbe distrutta nella parte sbagliata dello spazio

Innanzitutto gli scienziati si sono premurati di individuare le condizioni necessarie alla vita: si tratterebbe della presenza di acqua liquida su pianeti che non sono né troppo vicini, né troppo distanti dalla stella intorno alla quale orbitano, insomma pianeti temperati. I centri delle galassie invece sono tempestati di esplosioni, causate dall’elevata densità di stelle. Ciò brucerebbe l’ozono di un pianeta simile alla Terra uccidendo qualsiasi forma di vita con i raggi ultravioletti.

E allora, dove è possibile che nasca la vita?

Gli scienziati hanno ragionato sul lunghissimo termine, simulando al pc l’evoluzione di una galassia basandosi sulle conoscenze attualmente a nostra disposizione, non soltanto riguardanti la via Lattea, ma anche delle galassie vicino al nostro "quartiere spaziale": Andromeda e Triangulum. "Siamo i primi a vedere come la storia delle galassie influisce sulla loro abitabilità", spiega Forgan. Come influisce? Ebbene, sembra che la distribuzione di gas, stelle e sistemi planetari all’interno dei vortici di stelle renda abitabili le zone periferiche delle galassie, dove tra l’altro si trova la Terra, collocata nella fascia interna della cerchia esterna della Via Lattea. La galassia è immensa e le possibilità di trovare esseri viventi sono davvero ridottissime, ma se dovessimo mai cominciare a cercare, sarà bene cominciare dal bordo. Nel frattempo c’è comunque chi ipotizza l’esistenza di funghi su Marte e chi vede tracce aliene sul fondo dell’oceano.


 

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