sabato 16 ottobre 2021

IL GOVERNO ERRA ANCHE CON LA FIGC

IGNORATE LE RICHIESTE DI AIUTO

di Elisabetta Esposito (fonte Gazzetta dello Sport)

Delusione, rabbia, preoccupazione. Sono queste le parole che da ieri si sentono ripetere più spesso nei palazzi del nostro calcio. Le richieste avanzate dalla Figc, con il costante sostegno della Lega Serie A, al governo, su cui gli uffici federali avevano lavorato per mesi, sono state escluse dal decreto fiscale approvato ieri in Consiglio dei ministri. In Federcalcio si respira forte preoccupazione e giustificata delusione alla luce dei tanti sforzi fatti finora. Si parla di una grande occasione persa, ma non si perde la speranza: la partita non è chiusa, ripetono in via Allegri. L’obiettivo al di là di tutto è portare avanti le riforme che consentano al calcio di ripartire nel segno della sostenibilità e adesso, dopo quasi due anni di pandemia che hanno portato al calcio perdite per oltre 1,2 milioni di euro, è indispensabile essere aiutati. Il presidente Gravina ha più volte lanciato il suo grido di allarme e sperava di avere le prime risposte concrete con il decreto di ieri. Dovrà aspettare ancora. Anche a Milano, nella sede della Lega Serie A, l’atmosfera è pessima. La sorpresa è stata enorme nel non vedere accolta neanche una delle sette richieste che in estate, con una lettera a Draghi e ai suoi ministri, Gravina aveva portato avanti anche in nome dei club del massimo campionato. Oltretutto si trattava di provvedimenti che non prevedevano ristori ma, come ripetuto anche di recente dal presidente Dal Pino, si era deciso di puntare su manovre fiscali che allo Stato non sarebbero costate nulla.

LA NORMA —Allora entriamo nel merito della più urgente richiesta fatta dal calcio per questo decreto e non ascoltata. Era stato chiesto di riconoscere alle società sportive, fortemente colpite dalla pandemia, la sospensione e la rateizzazione dei versamenti fiscali e contributivi. E attenzione, il provvedimento non sarebbe dovuto durare fino al 2024 come si era pensato in un primo momento ma, visto che il decreto è legato allo stato di emergenza sanitaria che scade il 31 dicembre del 2021, era stato scelto di limitare lo stop da luglio a dicembre di quest’anno per quanto riguarda i versamenti Inps e da marzo a dicembre per l’Irpef. Con questa necessaria modifica, si sperava che almeno su questo fronte la proposta potesse essere accolta. Che cosa è andato storto? Qualcuno ha parlato di un ritardo da parte del Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali nell’inviare la norma da valutare. Ricostruendo quanto accaduto nei giorni scorsi, il provvedimento sulla sospensione dei versamenti non è arrivato al preconsiglio dei ministri di giovedì sera perché il Dipartimento per lo Sport l’ha inviato al Mef - il cui capo di gabinetto è tra l’altro il numero uno della Procura Figc, Giuseppe Chinè - quella stessa mattinata e vista l’importanza dell’intervento non ci sarebbe stato il tempo necessario per valutarlo, tanto che al momento si troverebbe ancora in istruttoria. Dunque tecnicamente la Vezzali, che aveva comunque già proposto una prima versione della norma a metà settembre in sede di conversione del decreto 105, non è andata oltre i tempi formalmente stabiliti per presentarla, ma arrivando a ridosso del preconsiglio non ha permesso al Ministero di controllare a fondo. Fonti vicini al Sottosegretario parlano di bocciatura perché le richieste andavano oltre il 2021, dunque dopo la fine dello stato di emergenza, ma viste le modifiche fatte dalla Federcalcio di cui abbiamo già parlato e osservando il tipo di interventi a livello fiscale contenuti nel decreto, sembra che alla base del problema ci sia altro. L’impressione resta quella che il governo sia dubbioso sull’aiuto, seppure indiretto, al calcio, nonostante la grande dimensione sociale ed economica dell’industria del pallone. Senza dimenticare il ritorno in termini fiscali di cui grazie al pallone gode tutto il Paese.

L’APPELLO —L’unico a parlare ribadendo la necessità del provvedimento è il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: "Riconoscere alle società sportive sospensione e rateizzazione dei versamenti è fondamentale per non aggravare una situazione già molto complicata, e mi riferisco in particolare modo alle società della Serie C. Si tratta di un provvedimento ampiamente discusso e condiviso con il Sottosegretario Vezzali. Le scadenze, che pendono come spade di Damocle, mi preoccupano molto, non ci sono più finanze disponibili. Da parte nostra, continueremo a lavorare perché il provvedimento possa essere recuperato in sede di conversione del decreto, per questo c’è bisogno del più ampio sostegno parlamentare". Le speranze ora sono tutte lì. E nella prossima e attesa Legge di Bilancio.

 

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