giovedì 4 novembre 2021

VIA FRANCIGENA

VIA CANDIDATA ALL'UNESCO

Ha rappresentato per secoli un itinerario che ha segnato la vita, la cultura, gli scambi e la storia di popoli, Paesi e popoli. E, ora, la Via Francigena Italia è candidata a diventare patrimonio Unesco nel 2023.

La Via Francigena

Questa antica strada fu percorsa per secoli da pellegrini, mercanti, soldati. Univa l’Europa occidentale del Nord e del Sud, dal Regno Unito passando per Francia, Germania, Spagna, Italia – attraverso Roma – per concludersi a Gerusalemme. Un percorso dettagliato riportato nel diario di viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, svolto fra il 990-994 d.C., che si rifà a viaggi precedenti di pellegrini cristiani, ma anche di legionari e viandanti, che sceglievano le vie in base a sicurezza, salubrità, stagionalità, carestie, guerre e malattie.

Le prime strade sono quelle dell’inizio della cristianizzazione, agli albori del IV sec d.C. di cui si hanno testimonianze scritte. Poi ci sono le vie create dai Longobardi, prima della frequentazione dei Franchi. Quindi una via Europa-Roma che, all’inizio, privilegiò le strade consolari romane, poi i tragitti sui crinali delle montagne, poi le strade più ampie e battute di fondovalle, ma anche quelle segnate da monasteri, conventi, castelli e borghi come tappe obbligate e, infine, quelle più frequentate e sicure per il passaggio dei carri. Comprende dunque un panorama di varianti molto significativo.

Il tratto italiano

La Via Francigena Italia, scelta come “via maestra” nazionale, oggi attraversa undici regioni per circa 1800 chilometri, consta di 80 tappe, attraversa 300 Comuni, dal passo del Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca in Puglia. Solo a Piacenza ci sono tre tappe e attraversa nove Comuni (Alseno, Calendasco, Carpaneto, Fiorenzuola, Piacenza, Pontenure, Roveleto di Cadeo, San Giorgio, Rottofreno), è lunga circa 70 km, dal guado del fiume Po ai passi appenninici emiliani-toscani.

Piacenza, crocevia della Via Francigena

“Il Comitato scientifico culturale “Tratta Piacenza” intende sostenere le istituzioni nazionali e regionali, ma soprattutto agisce per definire una forte identità “patrimoniale” di Piacenza, castrum fondata nel III secolo a.C. dalle Legioni Romane sul fiume Po”, spiega Giampietro Comolli, presidente del primo Comitato Tratta Piacenza volontario pro-Unesco 2023. “È da 2250 anni un crocevia di strade antiche, grazie alla invidiabile posizione geografica-storico-militare-commerciale. Oggi questa tratta, compresa tra la pianura e l’Appennino, ha una impronta di paesaggio culturale, una biodiversità botanica e faunistica espressa in più valli fluviali ed è un’attrazione per il turismo lento e la vita in campagna, con un riconoscimento dell’autenticità salutare del buon cibo e buon bere”.

La tratta Piacenza Via Francigena Italia

Per quasi duemila anni, Placentia, fondata nel III secolo a.C. dalle legioni romane all’inizio della conquista dei territori celtici e subalpini della Pianura Padana, è stata una tappa-sosta obbligata, un punto strategico di controllo e di conquista, di difesa e di passaggio per viandanti, pellegrini, commercianti, abati, monaci e perfino banchieri da tutta Europa per le “fiere del cambio” delle monete nel Rinascimento. Il luogo di riferimento, come appare su tutte le carte geografiche antiche, era dato dai due guadi sicuri sul grande fiume Po, un tempo ostacolo non da poco per chi scendeva dalle Alpi della Val di Susa o dal San Bernardo o dal Passo dello Spluga e voleva andare a Roma, a Venezia, a Ravenna. Da qui, anche il riconoscimento a Piacenza di Capitale del crocevia padano, da cui si potevano prendere più percorsi e più varianti per oltrepassare gli Appennini e arrivare alla costa tirrenica.

Piacenza caput mundi

L’importanza di Piacenza iniziò a manifestarsi all’inizio del IV secolo d.C. con la fondazione della Diocesi di Piacenza e grazie ai primi Vescovi piacentini strettamente legati alla Diocesi milanese e con gli oltre 200 castelli rimasti attivi per secoli e le oltre 100 chiese, monasteri, conventi costituiti da tutti gli ordini monastici all’epoca conosciuti, dall’Irlanda alla Germania. Piacenza diede i natali, ospitò e sostarono personaggi europei come San Colombano, Carlo Magno, Barbarossa, Teodorico, due Papi, molti Vescovi cristiani diventati Santi e beati e decine di Cardinali fino al XX secolo e vide nascere i Cavalieri del Santo Sepolcro, i Templari. Se la Via Francigena entrasse nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’Unesco, il Comitato Tratta Piacenza ha in programma piani per il sostegno alla valorizzazione, promozione e diffusione delle produzioni, delle attrattive, dei servizi e della viabilità locale di questo tratto di antica via. La Via Francigena piacentina non è una sola, ma una ragnatela di percorsi che, dal Po e dalla pianura confinante di Pavia, Lodi e Cremona conduce direttamente al Mar Tirreno superando gli Appennini.


 

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