martedì 7 dicembre 2021

VOLLEY

L'INTERVISTA A JUANTORENA 

di Davide Romani (fonte Gazzetta dello Sport)

A 36 anni Osmany Juantorena va a caccia del sesto Mondiale per club. Nel torneo che inizia oggi a Betim, in Brasile, tra le favorite ci sono le due squadre italiane: Trento e Civitanova. Il passato e il presente del fuoriclasse cubano naturalizzato italiano. Dal 2009 al 2012 ha vinto 4 edizioni con l’Itas mentre nel 2019 si è imposto con la maglia della Lube proprio in Brasile. Il capitano dei marchigiani da domani insegue il record di 6 titoli. “Una cosa che nessuno è riuscito a fare. Sarebbe fantastico”.

Come sta? Ha superato i problemi fisici?

“Non sto al top, il problema sotto l’ascella destra non è completamente risolto e non riesco a spingere in attacco. Cercherò di dare una mano come posso. In battuta, in ricezione, se serve anche solo tifando. Se arriverà la vittoria la sentirò anche mia”.

Un torneo con il quale ha un feeling particolare.

“È sempre bello prendere parte a questa manifestazione. Non ho mai capito perché non ci hanno invitato da subito al torneo dal momento che siamo la squadra campione in carica. Abbiamo dovuto aspettare il ritiro dei polacchi dello Zaksa. Ora siamo qui e sarà particolare perché forse sarà l’ultimo che gioco”.

Perché l’ultimo?

“Ho maturato l’idea di andare via a fine stagione. Sono stanco, non è semplice trovare le motivazioni. Ho vinto tutto”.

Il contratto con Civitanova è in scadenza?

“Ho ancora un anno, ma deciderò insieme alla società. Di sicuro non resterò in Italia perché non andrei mai in un club diverso dalla Lube”

Dove le piacerebbe andare?

“Magari in Asia. Giappone o Cina, vedremo”.

Quali sono le avversarie più accreditate per questo torneo?

“Le favorite sono tre: ci siamo noi, Trento e poi i brasiliani del Sada Cruzeiro. Credo che la squadra campione uscirà da questa triade”.

Da capitano di Civitanova come valuta la prima parte di stagione?

“Dopo la vittoria di Cisterna ho fatto i complimenti alla squadra per come stanno stringendo i denti in questa situazione di difficoltà. Nonostante i contrattempi fisici che hanno fermato ai box oltre a me anche Zaytsev il gruppo si è dimostrato forte, unito, in grado di superare i guai”.

Quando si vedrà la “vera” Civitanova?

“A fine gennaio per la Coppa Italia spero che la Lube possa presentarsi al completo”.

In questa situazione di difficoltà si stanno mettendo in mostra il cubano Marlon Yant e il portoricano Gabi Garcia.

“Marlon già dalla passata stagione si è inserito al meglio nel mondo Lube e quest’anno sta dimostrando tutto il suo valore. Gabi è, invece, un ragazzo che ha una grande voglia di imparare. Per essere alla sua prima stagione in Italia dopo il college è un opposto che dimostra già di essere maturo. La cosa che mi piace di lui è che parla poco e lavoro tanto”.

A Tokyo ha giocato per l’ultima volta con la maglia azzurra. Poi è arrivato l’oro all’Europeo. Ha seguito il nuovo corso della Nazionale?

“Mi hanno emozionato. Conoscevo la voglia di riscatto che avevano i reduci dai Giochi e sono contento per quello che sono riusciti a fare”.

Dopo l’Olimpiade ha “virtualmente” ceduto la maglia numero 5 a Michieletto. È il suo erede?

“Lo conosco da anni, è un talento fenomenale. A 20 anni gioca già da esperto campione. Sapevo che avrei lasciato quella maglia, quel numero, in buone mani”.

In casa Juantorena continua il feeling con la pallavolo?

“Vittoria (la primogenita, poi c’è Angelica, ndr), che ha 8 anni, ha iniziato con il minivolley. Ma è ancora presto”.

 

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