mercoledì 19 gennaio 2022

JUDO

MARIA CENTRACCHIO, UN LIBRO PER ISPIRARE I GIOVANI

di Enzo Denaro (fonte Gazzetta dello Sport)

"Ho vinto. Dovrei scatenarmi, urlare di gioia, invece mi trovo totalmente spiazzata. Porto le mani al volto e mi chiedo: È successo veramente?". In queste due righe, accompagnate dalle quattro immagini di Maria Centracchio che si copre il volto con le mani prima di alzarle al cielo, c’è il messaggio più esaustivo ed efficace di quale possa essere stata la tempesta emotiva scatenata dalla conquista di questa incredibile medaglia alle Olimpiadi Tokyo 2020. Sì! È successo veramente. E questo straordinario capolavoro che Maria ha compiuto nel Nippon Budokan il 27 luglio 2021, a coronamento di un percorso lungo e tortuoso è ora testimoniato dal libro di Antonino Morici della Gazzetta dello Sport, edito da Volturnia e da oggi disponibile su Amazon: "Cadi sette volte, rialzati otto".

LA STORIA—Casi della vita, la medaglia olimpica della molisana Maria è la prima per la sua regione ed Antonino, che a Tokyo è stato l’inviato di Gazzetta per seguire anche il judo, è molisano a sua volta. Entrambi di Isernia. E quindi, non solo il Molise esiste e mena forte, come aveva osservato a caldo Maria, ma si fa anche trovare presente e prontissimo quando accadono fatti memorabili come questo, nonostante i diecimila chilometri di distanza. Chiedendo infatti a Maria Centracchio com’è nata l’idea di questo libro, ha detto… “L’idea del libro è nata da Antonino Morici, giornalista de La Gazzetta dello Sport, molisano, che si è appassionato alla mia storia dopo aver seguito le arti marziali a Tokyo. Insieme abbiamo ripercorso la strada che dall’estate di Rio de Janeiro mi ha portato a quella di Tokyo 2020. Antonino ha raccontato i momenti difficili che mi sono trovata ad affrontare, le delusioni, gli infortuni, proponendo anche qualche flashback sulla mia infanzia e il mio vissuto”.

C’è un obiettivo in particolare che vi siete posti?

“L’obiettivo del libro è spronare tutti, ma soprattutto i giovani a credere ai propri sogni e non arrendersi mai. Perché così come ce l’ho fatta io, tutti lo possono fare attraverso la dedizione, il lavoro e l’amore per ciò che si fa. Ma il libro è anche l’occasione per mettere in evidenza tutte le figure che mi hanno accompagnato in questo percorso, contribuendo alla realizzazione del mio sogno, e cito per esempio il mio gruppo sportivo e la federazione, ma penso davvero a tutti quelli che mi sono stati d’aiuto e sono tanti”.

Che tipo di risposta ti aspetti dal pubblico, hai già delle sensazioni?

“Sono molto contenta della risposta che sto raccogliendo dal pubblico, in base ai messaggi che ricevo, le telefonate, le persone che incontro e che mi fermano per la strada, ma mi auguro che questo libro possa ispirare le tante persone che, soprattutto in questo periodo, attraversano dei momenti difficili e possa essere anche una guida per i più giovani, affinché non smettano mai di sognare e di rimanere disponibili a battersi per realizzare tutti i loro sogni. Anche quelli che poi ti faranno dire: ma è successo veramente?”.


 

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