martedì 18 gennaio 2022

PUBBLICITA' SOCIAL

UN GRANDE BUSINESS CHE NEL 2025 OLTREPASSERA' I 100 MILIARDI DI EURO

Chi si intende di media asserisce: “L’uso di Instagram e Facebook eluderà la chiusura di una azienda su due ma occorre adoperarli bene e non ricorrere al fai da te”  

Il futuro del commercio è online. La maggiore famigliarità e dimestichezza con le transazioni elettroniche, ci porta sempre più ad comperare e pagare tramite il web. E così l’e-commerce, progettato fino a poco tempo fa come qualcosa di lontano e inattendibile, è diventato parte integrante delle nostre consuetudini. Questo non significa che ognuno di noi possa avviare un’attività e-commerce di successo, anche perché l’impresa online e la pubblicità corrispondente non sono per niente un gioco o un qualcosa al livello di tutti. 

Non è sufficiente, dunque, pubblicizzare un prodotto sui social per garantirsi il boom di vendite. Realizzare e-commerce non è semplice, ma se fatto bene, incaricando chi le regole del campo le conosce nel minimi particolari, può rendere moltissimo. “Si stima che tra il 2020 e il 2025 il settore dell'e-commerce mondiale potrà sopportare tassi di crescita annui superiori al 20% e quindi valicare i 100 miliardi nel 2025 dai 39,9 miliardi di ricavi calcolati per il 2020. L'e-commerce in Italia è però ancora distante per dimensioni rispetto al valore di altri grandi paesi europei ma bisogna adattarsi poichè chi non si adegua al digitale corre il rischio di mettere in crisi la propria azienda. Nei prossimi tre anni si prospetta che un’azienda su due sarà costretta a chiudere se non si digitalizza in modo corretto”, spiega Emanuele Maragno, specialista internazionale, conosciuto in Europa e America come uno dei massimi esperti di pubblicità online su Facebook e Instagram, Co-Fondatore assieme a Daniel Bidmon di Ecom House, agenzia di Marketing digitale per e-commerce, qualificata a far maturare rapidamente il settore in tutto il Mondo.

E’ risaputo, la pubblicità è l’anima del commercio, e se parliamo di commercio online, dobbiamo inserire sullo stesso piano anche il discorso pubblicitario. Nell’epoca attuale, la  parte più numerosa del nostro tempo, è legata ai social network. Sono approssimativamente 40 milioni gli italiani con un account sulle maggiori piattaforme come Facebook e Instagram. Ed è proprio su tali circuiti che si può capitalizzare in termini di pubblicità, ma come dicevamo prima per l’e-commerce, non basta solamente realizzare un’inserzione. Pure la pubblicità, come il commercio, per essere adeguata, deve essere ampliata in maniera corretta. “Le piattaforme pubblicitarie si sono diffuse a tal punto che sono in grado di raggiungere persone terribilmente allineate con ciò che si vende”, spiega Maragno. “Molte volte i siti e-commerce di vendita online vengono mantenuti da Agenzie che fanno qualsiasi tipo di sito, oppure da agenzie nate da poco guidate da ragazzi seppur volenterosi ma alle prime armi. Ci sono dinamiche di funzionamento ben distinte per questi siti e-commerce e chi non è abbastanza pratico corre il rischio di creare al cliente una ‘macchina’ non perfetta. È come se si costruisce una casa su delle fondamenta vacillanti”. 

Pertanto, sono necessarie basi ben consolidate e una strategia pubblicitaria efficace che non può essere assegnata al nipote adolescente, esperto di social. “Per poter fare pubblicità online servono per prima cosa conoscenze ferrate di marketing, psicologia e comportamento d'acquisto degli utenti, sistemi di acquisizione dei clienti, oltre che di business ed e-commerce. Nell'80% dei casi le aziende o agenzie non sono in grado a vendere online non per la pubblicità (ammesso che sia fatta bene), ma per una carenza di conoscenze ben definite di marketing digitale e del funzionamento del modello di business e-commerce. La pubblicità è soltanto un potente amplificatore di un’informazione di marketing efficace”. È chiaro dunque che, da quanto spiega Emanuele Maragno, per qualificarsi advertiser esperti non basta conoscere i social, che tramite l’investimento di parecchie centinaia di euro, promettono di tramutare like e interazioni in clienti. 

“Credo di non aver mai visto gettare via così tanti soldi come negli ultimi 12 mesi! Fare pubblicità sui social media è diventata più una moda ‘perché bisogna esserci’, invece che un'azione con un ritorno dell'investimento solido, controllato, vantaggioso e pianificato step by step per una crescita aziendale reale”. Brutte esperienze che, purtroppo frenano i successivi investimenti: “Purtroppo, come in qualsiasi altro settore, c'è chi lavora bene e ha le capacità di generare buoni risultati, ma c'è anche chi approfitta dell'ignoranza altrui in settori ancora poco sconosciuti (tipo e-commerce e pubblicità online). Dunque, occorre incaricarsi ad agenzie competenti, ma non solo: bisogna ampliare anche gli orizzonti oltre confine. È un po’ triste da dire -spiega Maragno- ma l'Italia è il fanalino di coda sul mondo e-commerce e sulle percentuali di persone che fanno acquisti online, motivo per cui una volta iniziato con successo in Italia, può essere di gran interesse l'incremento su paesi come la Germania, Francia, e Paesi Nordici e qualora il prodotto lo permettesse toccare tutta Europa e l’America”.

Perciò a chi bisognerebbe affidarsi per fare pubblicità sui social? “Il mio consiglio più grande, è che devono essere agenzie o esperti qualificati nel mondo e-commerce e vendita online, non agenzie di comunicazione factotum o esperti generici nella pubblicità online. Le regole di questo settore sono differenti, e le conoscenze essenziali non possono essere generali ma ben precise. Devono, ad esempio, rendere pubblici dei casi reali e concreti (più di uno) di come hanno fatto incrementare aziende nel mondo e-commerce, tramite la pubblicità a pagamento. Un altro consiglio che vorrei dare ai ‘nostri’ imprenditori è quello di non approvare dei contratti al di sopra dei 2-3 mesi di tempo. In più dovrebbero reclamare la possibilità di uscita. Chi lavora bene in codesto settore non ha bisogno di contratti lunghi, in quanto sa che procederà a portarvi risultati mese dopo mese con la sua guida, conoscenza e competenza dando origine ad una giusta fidelizzazione”.


 

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