domenica 27 marzo 2022

ORA LEGALE (UNA DELLE POCHE COSE LEGALI CHE ABBIAMO IN ITALIA)

QUALCHE TRUCCO PER AFFRONTARE IL CAMBIO

di Federica Cocchi (fonte Gazzetta dello Sport)

È soltanto un'ora, sessanta minuti, eppure per il nostro corpo lo stress dell'ora legale è molto più alto di quanto si possa immaginare: "La differenza può peggiorare il nostro equilibrio circadiano, ovvero il ritmo sonno-veglia - spiega la dottoressa Viola Zulian, medico chirurgo specialista in lifestyle medicine -. La nostra biologia si è regolata sul fatto che ogni giorno il sole sorge ed ogni giornata termina con la notte. Questo alternanza ha permesso l’adattamento della specie umana. Alla fine del ‘700, Benjamin Franklin propose l’ora legale (in inglese Daylight saving) perché aveva fatto un rapido calcolo economico sulle tonnellate di cera per candele che si sarebbero risparmiate. Pur nella validità delle sue affermazioni, Franklin non conosceva la complessità del sistema cronobiologico che venne spiegato solo quando nel 2017 Jeffrey Hall, Michael Rosbach e Michael Young, vennero insigniti del premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta dei meccanismi regolatori dell’orologio biologico circadiano".

GLI EFFETTI NEGATIVI DELL'ORA LEGALE—Insomma, il sonno è fondamentale, e le troppe ore di luce mandano in tilt la secrezione di melatonina: "Oggi la maggior parte della popolazione vive un deficit cronico di sonno dovuto alla sovraesposizione luminosa che impedisce la corretta secrezione della melatonina. Aggiungere un’ulteriore ora di ritardo non fa che peggiorare l’estrema fragilità e delicatezza di un ritmo che prevede di dormire quando fa buio e di svegliarsi con i primi raggi di sole. Questo sforzo di adattamento, ripetuto due volte l’anno, non fa che incrementare lo stress". Cosa che invece non accade d'autunno, quando si guadagna un'ora di sonno. "Diversi studi, tra cui quelli del prestigioso Karolinska Instituet di Stoccolma, hanno dimostrato un aumento degli infarti del 5% nella settimana che segue il cambio d’ora primaverile - prosegue la dottoressa Zulian -. Gli effetti negativi si riscontrano anche sull’umore e la depressione. Si è registrato un tasso aumentato di incidenti stradali a causa della sonnolenza. Il rendimento di molti studenti può risentire di un deficit d’attenzione e diminuzione delle capacità cognitive".

GLI SCHERMI E LA MELATONINA—  Allora bisogna cercare di correre ai ripari e tamponare le conseguenze del cambio dell'ora: "Si può cercare di abituare in modo gentile e progressivo il corpo al cambiamento dell’ora. Già qualche giorno prima, anticipare la sveglia abituale di 15 minuti per dare spazio ad un seppur forzato adattamento. C’è da dire che molte persone indugiano alla sera, non vanno a letto nonostante il bisogno di sonno, perché si espongono agli schermi. La luce blu prevalente negli schermi come televisione, telefoni e tablet, induce un’inibizione della secrezione della melatonina che ha il compito fondamentale di indurre il sonno e gridare, come un gigantesco megafono, a tutte le cellule 'È buio! È ora di andare a dormire!'".

ORA LEGALE E NUOVE ABITUDINI—  La luce non è la sola a influenzare il nostro ritmo sonno-veglia: anche l’ora dei pasti e dell’attività fisica gioca il suo ruolo. "Se possibile fate in modo che anche queste ultime siano anticipate progressivamente - conclude la dottoressa -. La luminosità della stanza influenza il sonno, i fasci luminosi dei lampioni, delle insegne o dell’illuminazione domestica esterna perturbano il ritmo sonno-veglia. Cercate di oscurare la camera da letto da tutte le luci non naturali. Uno dei fattori che ritardano l’addormentamento è la procrastinazione di fronte agli schermi. Si vuole finire la serie Tv, guardare un altro video YouTube o una story di Instagram, così si finisce non solo con l’impedire la corretta secrezione della melatonina ma anche di ritardare volontariamente l’addormentamento. Sarebbe bene, abituarsi a interrompere la visione degli schermi almeno un’ora prima di prendere sonno cercando di favorire attività rilassanti come la lettura, la meditazione, il journaling o un po’ di stretching". E buonanotte.

 

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