venerdì 24 giugno 2022

CORSA LENTA E CORSA VELOCE

DIFFERENZE E I RELATIVI PERICOLI

di Giorgio Rondelli

Contrariamente a quello che si può pensare non sempre la corsa lenta è meno pericolosa di quella veloce per le strutture muscolo-scheletriche. Intanto, partendo già dall'infanzia, una cosa balza subito agli occhi: i bambini corrono sempre istintivamente in modo naturale e sempre molto velocemente. Il perché è molto semplice: il bambino non si pone problemi di risparmio energetico perché sa che può fermarsi in qualsiasi momento. Tende quindi a correre in modo certamente dispendioso, ma anche con grande coordinazione di movimenti. Questo fatto ci induce a pensare che una corsa troppo lenta, sempre eccessivamente al risparmio, finisca per essere poco armoniosa e possa incidere sulla qualità del movimento. 

LA CORSA LENTA—Tutt'altra cosa invece la corsa lenta dell'adulto che certamente ci permette di correre più a lungo senza accumulo di acido lattico. Quali possono essere però le relative insidie? Certamente il prolungare i tempi di appoggio al suolo può esasperare la pronazione del piede con risultati negativi. Così come avere risvolti negativi per l'articolazione del ginocchio. Come evitare questi pericoli? Sicuramente, sempre andando a parità di velocità, provando a ridurre l'ampiezza della falcata e aumentando la frequenza dei passi per diminuire i tempi di appoggio al suolo. Logicamente modificando la meccanica di corsa è bene non effettuare uscite troppo lunghe a meno di non avere un adeguato lavoro di potenziamento muscolare. 

LA CORSA VELOCE—  La corsa veloce prevede invece uno spostamento in avanti del baricentro del corpo mentre si riducono a poche centinaia di millisecondi i tempi di appoggio al suolo. Quali i pericoli? Una maggiore velocità comporta di conseguenza una maggiore energia cinetica e quindi le forze che il corpo deve sopportare sono maggiori. Ecco allora che occorre avere una preparazione muscolare e organica specifica per evitare infortuni. Anche perché con l'incremento della velocità la falcata diventa per forza di cose più ampia producendo un trauma di impatto al suolo più impegnativo. 

FARTLEK—  Un ottimo mezzo per imparare a gestire le varie velocità della corsa è sicuramente il fartlek. Un allenamento assolutamente valido per tutte le categorie. 

GIOVANI—  Per i giovani si tratta di alternare tratti di corsa lenta a tratti di corsa veloce. 

ATLETI EVOLUTI—  Per gli atleti evoluti di alternare tratti di corsa media a tratti di corsa veloce. 

ATLETI ELITE—  Per gli atleti elite di alternare tratti di corsa veloce a variazioni di velocità anche superiori al ritmo di gara. 

STESSO SCHEMA, VELOCITÀ DIVERSE—  Se dovessimo prendere al riguardo lo stesso schema di lavoro di dieci volte 1 minuto e trenta secondi più lenti e 1 minuto e 30 secondi più veloci ecco che con i giovani dovremmo arrivare a completare 8 km in 30 minuti. Andando alla media di 3.45 al km. Con gli atleti evoluti a completare 9 km in mezz'ora andando alla media di 3.20 al km. E con gli atleti elite arrivare sino a 10 km in 30 30 minuti andando alla media di 3.00 al km.

 

Post in evidenza

IL LIBRO

LA STRATEGIA DELL'OPOSSUM di Roberto Alajmo Divertente, originale, personaggio unico e improbabile detective, alla sua seconda avventura...