sabato 16 luglio 2022

GRAN GALA' DELLA NEVE

BRIGNONE E GOGGIA REGINE COI FIOCCHI 

di Simone Battaggia (fonte gazzetta dello Sport)

Finisce con la fotografia che non ti aspetti, con un momento di serenità a chiudere le storie tese recenti, a dare respiro a una rivalità che sembra scritta nei cromosomi. Il Gala della Neve e del Ghiaccio serve anche a questo, a far abbracciare Sofia Goggia e Federica Brignone, a lasciare che l’estate stemperi un po’ il clima, a vedere l’inverno sotto un’altra prospettiva.

LORO DUE—Anche ai 1550 metri di Madonna di Campiglio - padrone di casa Roberto Failoni, assessore al turismo della Provincia di Trento - l’estate picchia forte e così nella piazza dedicata a Sissi, le protagoniste dell’inverno azzurro fanno le principesse. Sofia Goggia è accolta da un applauso spontaneo. Sarà premiata come ultima, con lo stesso fiocco d’oro per lo sci alpino che all’inizio della serata riceve anche Federica Brignone. Sei vittorie, la terza Coppa di discesa e un incredibile argento olimpico a 23 giorni dall’infortunio per la prima; quattro vittorie per un totale di 20 successi nel circuito - migliore italiana di sempre -, una splendida Coppa di superG e due medaglie olimpiche - l’argento in gigante, il bronzo in combinata - per la seconda. ”Quest’anno sono successe cose molto bizzarre - attacca la bergamasca -: prima 5 vittorie in 17 giorni, poi dopo la caduta di Cortina il periodo più logorante della mia carriera sul piano emotivo, mentale e fisico. Il valore delle medaglie è insito nel loro colore, quindi l’argento di Pechino non è l’oro di PyeongChang. Ma la storia che c’è dietro ha uno spessore incredibile”. “E’ bello vedersi in maniera diversa d’estate, senza cappelli e giubbotti - spiega Federica Brignone -. E’ stata una grande stagione e ne sono orgogliosa. A ottobre ne inizierà un’altra, 41 gare più i Mondiali. Non le farò tutte. Il futuro? Milano-Cortina è un sogno ma bisogna fare i conti con il fisico. Vedrò anno per anno, quello che conta è arrivare ad alto livello. Comunque da atleta o non atleta, ai Giochi del 2026 ci sarò”. La Fisi di Flavio Roda ha cercato di venire incontro alle altre “punte” azzurre, dal trio Brignone-Bassino-Goggia -, ora ognuna ha un allenatore di riferimento e la bergamasca nella prossima stagione avrà sempre con sé, oltre al tecnico Luca Agazzi e allo skiman Barnaba Greppi, anche il preparatore Flavio Di Giorgio - fino a Dominik Paris, Dorothea Wierer e Federico Pellegrino.

PRINCIPESSE—Le principesse sono tante, in piazza Sissi, a iniziare da Cristina Fantoni che conduce con la solita passione e competenza. C’è proprio Dorothea, che riceve il fiocco d’argento per il biathlon dopo il bronzo nella sprint a Zhangjiakou: "E’ stata una stagione difficile tra Covid e freddo che faceva laggiù, ma quella medaglia individuale mi rende orgogliosa". C’è Nadia Delago, che festeggia con un fiocco d’argento il bronzo in discesa sulla pista di PyeongChang: "Non me l’aspettavo, ma ho cercato solo di godermi la mia prima Olimpiade, senza pensare ad altro". Lo sci maschile è rappresentato da Giuliano Razzoli, di casa a Madonna di Campiglio: a lui il fiocco d’oro alla carriera: "Mi emoziono ancora a pensare a questa stagione, a un’Olimpiade che mi ha dato sensazioni indimenticabili, sapevo che era l’ultima, al podio cercato per tanti anni e arrivato a Wengen. E a 37 anni continuo, perché ho promesso un podio anche qui". E c’è Michela Moioli, che con Omar Visintin porta a casa il fiocco d’argento dello snowboard per quelle medaglie nel cross così sofferte e meritate. "Dopo il bronzo ero più tranquillo - racconta l’altoatesino -, con la mia calma e col fuoco che aveva dentro Michela abbiamo preso anche l’argento a squadre". "Un’Olimpiade che non dimenticherò - aggiunge la bergamasca -, a iniziare dall’essere stata portabandiera. Nella gara individuale sono finita con la faccia sulla neve, ma la forza della squadra e di Omar mi hanno portato a una medaglia che non pensavo fosse così bella". E poi l’elegantissima Stefania Constantini, che è senza il suo socio Amos Mosaner ma ci mette tutto il cuore a raccontare l’oro nel curling: "11 vittorie su 11, ancora adesso mi vengono i brividi, Io e Amos non ci alleniamo spesso insieme, per questo siamo stati bravi a trovare il feeling per costruire una settimana pazzesca". E poi c’è Arianna Fontana, anche lei Cristallo d’Oro ma per lo short track: "Un premio che riconosce il lavoro fatto e le decisioni che ho preso - racconta in un videomessaggio -. Milano-Cortina la sento ormai alle porte, ho un piano e una visione precisi per come chiudere la mia carriera". Davide Ghiotto, cristallo d’argento per la pista lunga dopo il bronzo sui 10.000 a Pechino, racconta esaltazioni e difficoltà della stagione: "Sono diventato papà prima di partire per la Cina, è stato difficile ma quel bronzo mi ha ripagato e spero che un giorno mio figlio sarà orgoglioso". E poi René De Silvestro, fiocco d’argento per i paralimpici, argento e bronzo nello sci alpino a Pechino: "Il Covid mi ha costretto a saltare lo slalom e il gigante ai Mondiali, ma a Pechino mi sono riscattato. E fare l’alfiere alla cerimonia di chiusura è stata un’emozione unica".

VALORE UMANO—Massimo Faraò, direttore marketing di Audi Italia, si gode i frutti di una partnership quindicinale con la Fisi. "Siamo grati a questi ragazzi che ci permettono di raccontare storie di grande valore umano, che al di là del fattore tecnologico, per noi è l’aspetto fondamentale".

I PARTNER—Il Galà della Neve e del Ghiaccio, giunto alla quinta edizione, è stato organizzato da La Gazzetta dello Sport insieme alla Federazione Italiana Sport Invernali e all’Azienda per la promozione turistica di Madonna di Campiglio, con la collaborazione della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e di Trentino Marketing.

 

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