martedì 20 settembre 2022

COME OTTIMIZZARE LA TECNICA DI CORSA

LA PAROLA ALL’ESPERTO PAOLO TORNERI

Avere una “buona” tecnica è un requisito fondamentale per avere successo nello sport e la qualità di movimento in un gesto atletico influisce in modo significativo sulla performance. Nel tennis, nel calcio, nella ginnastica e in tanti altri sport, i giocatori tendono a osservare i movimento dei colleghi “più esperti” per cercare di replicare il movimento per migliorare la propria tecnica. Questo è essenziale negli sport in cui ci sono movimenti complessi o non intuitivi, ma cosa succede nelle attività che si imparano naturalmente, come la corsa? È utile analizzare la propria andatura o ascoltare i consigli di esperti riguardo l’appoggio del piede, la cadenza dei passi o la postura? Tranquilli, la risposta è NO, la modalità di corsa non è una patologia, non esiste una diagnosi di “corsa in modo scorretto”.

COME MIGLIORARE LA PROPRIA TECNICA DI CORSA—  I runner si chiedono spesso se cambiando la biomeccanica della corsa sia possibile prevenire gli infortunarsi e/o ottimizzare la prestazione atletica. Cercherò di rispondere riportando un riassunto sulle ricerche di rilievo a riguardo e alcune considerazioni, tratte in parte dal libro Playing With Movement. Alcuni movimenti si apprendono spontaneamente, da piccoli si impara a camminare, correre, piegarsi e arrampicarsi molto bene anche senza istruzioni. Lo stesso non si può dire di abilità più complesse quali una capriola all’indietro, una schiacciata o suonare il pianoforte. Siamo nati per correre, non per segnare un calcio di punizione con un tiro ad effetto. Gli adulti fanno un po’ più fatica dei bambini ad apprendere, ma allenandosi a correre, con il passare del tempo e con sufficiente variabilità impareranno a correre meglio anche senza seguire particolari direttive. Il corpo umano infatti, ha una grande priorità nel conservare le energie e nel prevenire infortuni, perciò continua a lavorare inconsciamente portandoci verso una corsa più efficiente e sicura, anche quando si ha la testa da un’altra parte. È possibile allora accelerare questo processo applicando coscientemente qualche consiglio tecnico, come quando viene detto ai corridori di accorciare il proprio passo, aumentare la frequenza ed evitare il contatto del tallone? Sebbene gli atleti di alto livello possano infrangere queste regole, si dice che si può migliorare attenendosi alla tecnica “da manuale”.

A OGNUNO LA SUA CORSA—  Il primo motivo per essere scettici riguardo i consigli è che ognuno ha una struttura fisica diversa. Per fare un esempio Usain Bolt ha imparato a correre con un passo asimmetrico, galoppando un pochino per favorire un piede rispetto all’altro. Gli esperti credono che questa tecnica sia un intelligentissimo, e non voluto, compenso di piccole asimmetrie nella sua struttura. “Correggere” i corridori per imitare un libro di testo li farebbe andare solo più lentamente. La lezione da imparare è che il corpo trova soluzioni ingegnose per i problemi locomotori con un meccanismo innato di tipo “bottom-up” (dal basso verso l’alto, dalla periferia al centro), si dovrebbe quindi ridimensionare la pretesa di poter di migliorare la tecnica con correzioni top-down (dall’alto verso il basso). Anche la ricerca supporta questo punto di vista per il quale le persone sono in grado di scegliere con successo uno stile di corsa che vada loro bene.

Sempre in merito alle correzioni, si può rischiare di creare confusione. Correre “pensando a come correre” comporta alcune conseguenza che seguono una legge generale del controllo motorio: prestare attenzione al proprio corpo tende a creare rigidità e movimenti strani, fenomeno spesso chiamato “paralizzato dall’analisi”, ma, se si rimane concentrati sull’obiettivo finale del movimento, il corpo è in grado di autoregolarsi con maggiore facilità. La maggior parte dell’intelligenza che coordina il movimento è inconscia e questo è quanto più vero se si parla di movimenti fondamentali come la locomozione.

VERSO LA PROPRIA TECNICA DI CORSA OTTIMALE—   Concludendo, ci sono vari modi di correre e ognuno ha i suoi pregi e difetti, sperimentandone diversi, cambiando terreno, velocità, intensità, scarpe ecc., si avranno maggiori possibilità di trovare il proprio. Man mano che si migliora, la cinematica inizierà a sembrare “da libro”, ma questi cambiamenti si evolveranno più in una maniera naturale e autentica, più stabile e sostenibile piuttosto che cercare di correre coscientemente con una “buona tecnica”.

 

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