mercoledì 12 ottobre 2022

ALCOL E FALSI MITI

ECCO CIÒ CHE C’È’ DA SAPERE

di Enrico Macciantelli (fonte Gazzetta dello sport) 

Si definiscono bevande alcoliche tutte le bevande che contengono alcol (alcol etilico, o etanolo) con una gradazione di almeno l’1,2%. Tra queste rientrano vino, birra, liquori e distillati. Ci si chiede spesso se sia possibile conciliare il consumo di bevande alcoliche con un buono stato di salute. La risposta è complessa: pur apportando 7 kcal/g, l’alcol si differenzia dagli altri macronutrienti per la mancanza di una funzione metabolica utile per il nostro corpo e le calorie che ingeriamo attraverso le bevande alcoliche vengono definite “vuote” perché apportano energia senza utilità.

QUANTO ALCOL SI DEVE CONSUMARE?— Secondo la classificazione delle sostanze tossiche che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha stilato, l’alcol è inserita nel primo gruppo come sostanza sicuramente cancerogena per l’uomo; pertanto non è possibile individuare una quantità raccomandabile o consigliabile che sia sicura per la salute, ma il rischio aumenta proporzionalmente alla quantità consumata. Per monitorare il consumo di alcol, in Italia esiste un’unità di misura specifica che si chiama unità alcolica (U.A.). Il valore di 1 U.A. corrisponde a 12 g di alcol, quantità contenuta in un bicchiere di vino (125 ml), in una lattina di birra (330 ml) o in un bicchierino di superalcolico (40 ml.)

I LIMITI DI CONSUMO DELL’ALCOL—  L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce le seguenti modalità di consumo a seconda della quantità di alcol consumata:

Consumo a basso rischio—  Inferiore a 10 g/die per le donne e a 20 g/die per gli uomini.

Consumo a rischio—  20-40 g/die per le donne e 40-60 g/die per gli uomini.

Consumo dannoso—  >40 g/die per le donne e >60 g/die per gli uomini. Modalità di consumo che causa danno a livello fisico e mentale.

Alcoldipendenza—  insieme dei fenomeni fisiologici, comportamentali e cognitivi in cui l’uso di alcol riveste per l’individuo una priorità sempre più preponderante.

La quantità di consumo di alcol che rientra nella fascia del basso rischio può essere sintetizzata con la regola del 2-1-0:

Fino a 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini adulti.

Fino a 1 unità alcolica al giorno per le donne adulte.

Niente alcol sotto i 18 anni.

FALSE CREDENZE SULL’ALCOL—  Attorno alle bevande alcoliche girano molte false credenze, che è bene conoscere, per avere maggiore consapevolezza riguardo il loro consumo. Vediamone alcune:

L’alcol non aiuta la digestione—  L'alcol produce infatti ipersecrezione gastrica che rallenta il processo digestivo. Il bicchiere di “digestivo” dopo cena quindi non faciliterà la nostra digestione.

L’alcol non aiuta a idratarsi—  L'alcol non va nemmeno inteso come integratore post sforzo fisico. Al contrario il suo consumo provoca disidratazione perché l’etanolo richiede molta acqua per il suo metabolismo. Pertanto la “birretta” post allenamento o partita non faciliterà il recupero dallo sforzo.

L’alcol non aiuta a riscaldarsi—  La funzione vasodilatatrice dell'alcol porta il corpo verso il raffreddamento.

Non è vero che l’alcol del vino e della birra sia meno dannoso—  Semplicemente l’etanolo contenuto in queste bevande è percentualmente minore rispetto ai superalcolici. Ancora una volta, è la quantità di alcol ingerita che fa la differenza.

CONSIDERAZIONI FINALI SUL CONSUMO DI ALCOL—  Per gli italiani il consumo di alcolici è legato alla cultura enogastronomica e alla tradizione del paese, ma d’altra parte non sarebbe giusto banalizzare l’impatto che il consumo di questa sostanza ha sulla salute della popolazione. In questo senso il messaggio dell’OMS sul consumo di alcol è chiaro: meno è meglio! In definitiva può essere utile utilizzare il metodo delle unità alcoliche e la regola del 2-1-0 per auto monitorare il proprio consumo e farlo rientrare nella fascia definita a basso rischio per la salute.


 

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