domenica 20 novembre 2022

GOLF FINALE A DUBAI

McLLROY RE DEL DPWORLD TOUR, A RAHM IL TORNEO

di Silvia Audisio (fonte Gazzetta dello Sport)

Un torneo, due campioni. Lo spagnolo Jon Rahm vince il gran finale del circuito europeo, il DP World Tour Championship di Dubai (70-66-65-67, -20), ed è per lui la terza volta. Rory McIlroy, 33 anni, dall’Irlanda del Nord, resta dietro di poco, ma alla fine solleva il pesante Harry Vardon Trophy (14 chili d’argento) che viene assegnato al migliore della stagione. Chi lo merita più di lui? Primo nella FedExCup americana, numero uno al mondo e ora numero uno anche da questa parte dell’Atlantico. Per lui è la quarta volta, «ma sono passati sette anni dall’ultima, anche se nel frattempo ho vinto tre FedEx», dice. «Sono stato davvero un esempio di continuità, il piazzamento peggiore nel circuito europeo è stato un dodicesimo posto. Sono veramente orgoglioso del mio 2022. Ora voglio un major». Cosa lo ha portato ad un livello superiore? Lo spiega così: «Negli ultimi anni non devo più affidarmi a un solo aspetto del gioco. Se manca il drive so che mi aiuterà il putt, oppure lo faranno i ferri. L’obiettivo è stato quello di diventare un giocatore più completo e lo sono come mai prima; voglio continuare su questa strada». Intanto però deve lavorare col wedge, dice. Lo aspetta un periodo di riposo (a parte il match con Tiger Woods contro Justin Thomas e Jordan Spieth in dicembre), poi di nuovo negli Emirati a gennaio per il Desert Classic, quindi fino a luglio in Europa, poi tre FedEx negli Stati Uniti e quindi a Roma per la Ryder Cup. Questo il piano. Oggi ci ha provato, contando alla fine su quelle ultime tre buche che avevano fatto la differenza nei giorni scorsi. Ma il vento dietro forte alla 16 ha spinto la sua palla in acqua (bravissimo a recuperare il par), il putt non è entrato alla 17 e neppure sull’ultima. Ha chiuso quarto con 272 colpi (71-68-65-68, -16) intascando circa 500 mila dollari per la gara e un milione per la vittoria nel ranking.

SUPER RAHM—   Per Jon Rahm, invece, i tre milioni della prima moneta e un bonus di 400 mila per il terzo posto nel ranking finale (ed è quinto in quello mondiale). «Incredibile vincere giocando il drive così male, ma ci sono altri colpi che mi hanno portato al successo. Come il putt, proprio dove ho sofferto di più tutto l’anno», ha detto della sua prestazione il ventottenne giocatore basco di Barrika.

A Dubai ha messo in campo potenza ma anche un gioco corto eccellente su un campo che gli dà fiducia, ha dichiarato (tre vittorie su quattro presenze). I recuperi più belli della giornata? Il secondo colpo alla 1 (dal bosco di sinistra ha fatto girare la palla intorno agli alberi, poi da 4 metri ha centrato il primo birdie. Ma gli abbiamo visto fare super recuperi per il par alla 9 e alla 12 dal bunker, poi sull’ultima una rimessa dal bosco di sinistra a cinquanta metri dall’asta. Alla fine sarà solo un par, per rimanere a -20 e vincere il torneo.

MIGLIOZZI PROVA LA RYDER—   Guido Migliozzi finisce la gara in 23 esima posizione (71-69-73-72, -3). «Si poteva fare meglio», ha detto, dopo una stagione che aveva raddrizzato dal quel 66 nel giro finale dello Us Open lo scorso giugno, i buoni piazzamenti dal mese di agosto e la vittoria con ultimo colpo spettacolo nel Cazoo Open de France a fine settembre. Da metà anno lavora con il suo storico maestro, Niccolò Bisazza, che era a bordo campo insieme ai genitori e a quelli di Teodoro Soldati, il campione scomparso troppo presto che ha giocato con Guido, compagno di squadra e avversario di tanti match avvincenti. Il pro vicentino ha lasciato il Jumeirah Golf non prima di aver provato la divisa della squadra di Ryder Cup. Per Roma è pronto alla chiamata. Attualmente tre giocatori sono qualificati (Rahm, McIlroy e Lowry): Guido è in 12 esima posizione. A Dubai le prime posizioni rispecchiano una potenziale squadra europea. Tra gli altri, Hatton, Noren, Fleetwood, Fitzpatrick, Rasmus Hojgaard, Adrian Meronk.

G4D TOUR A LIA—   È stato lo svedese Rasmus Lia, 21 anni (che ha giocato le seconde nove 3 sotto par) a vincere di quattro colpi (147, 75-72) il torneo conclusivo del G4D Tour (Golf for Disabled) nella sua stagione inaugurale (sette eventi i tutto nelle stesse settimane e sugli stessi campi dei campioni). «Un messaggio forte per ispirare future generazioni di golfisti con disabilità. Lavorate sodo, continuate a credere in voi stessi e forse un giorno potrete salire su questo palcoscenico», ha detto. Settimo posto per Tommaso Perrino (160, 81-79), troppi putt nei suoi score. Il pro toscano è stato uno degli otto giocatori top dello speciale ordine di merito di EDGA (European Disabled Golf Association), ammessi a questa finale.

 

Post in evidenza

PENSIERO SERALE

POST MUTO ✅✅✅✅✅✅✅✅✅💯💯💯💯💯💯💯💯💯💯⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️👏👏👏👏👏👏👏👏