martedì 21 febbraio 2023

DOLCI DI CARNEVALI ITALIANI

REGIONE CHE VAI DOLCI CHE TROVI

Regione che vai dolci di Carnevale che trovi! I dolci di Carnevale italiani sono così numerosi che più che la festa dei bambini e delle maschere sembra la celebrazione dello zucchero a cominciare dal dolce simbolo di questa festa antichissima, le chiacchiere di Carnevale. Che le chiamiate frappe, bugie o chiacchiere, il risultato non cambia: queste piccole sfoglie di impasto fritte e poi cosparse di zucchero a velo sono ovunque irresistibili. Ecco quindi una piccola guida alla geografia dei dolci di Carnevale divisi per regione, un modo dolce per fare chiarezza su questa bella festività invernale.

Dolci di Carnevale dell’Abruzzo

Insieme alle castagnole, chiamate anche favette, in Abruzzo il dolce tipico di Carnevale è senza dubbio la cicerchiata. Si tratta di piccole palline di impasto fritte e poi sistemate in un vassoio, vengono poi cosparse di miele e di zuccherini. Ricordano certamente gli struffoli napoletani, ma in Abruzzo sono il vero simbolo del periodo carnevalesco.

Dolci di Carnevale della Basilicata

Come accade in altre regioni italiane, anche in Basilicata oltre alle chiacchiere, tra i dolci di questa festa, non può mancare il sanguinaccio. No, non si tratta di un errore. In antichità infatti, il Carnevale corrispondeva proprio al periodo di macello del maiale ed era usanza preparare il sanguinaccio, una sorta di crema con cioccolato, mandorle, latte, cannella, scorza di limone e sangue di maiale. Oggi sono pochissime le persone che amano ancora questa usanza, ma tra i dolci di Carnevale della Basilicata sono ancora molto famosi i taralli al naspro, una dolce alternativa alle chiacchiere. Si tratta di taralli preparati con anice e una candida glassa al limone che, a differenza delle chiacchiere, non vengono fritte ma cotti al forno.

Dolci di Carnevale della Calabria

Questa bella regione italiana ha come piatto simbolo del Carnevale le polpette. Ma i dolci? Oltre al sanguinaccio, alle castagnole e alle chiacchiere, in Calabria si prepara la pignolata di Carnevale, costituita da pallini di pasta detti pigne ed è ricoperta di miele caldo. Esistono anche delle varianti con glassa bianca al bergamotto o glassa al cioccolato.

Dolci di Carnevale della Campania

Napoli è il quartier generale dei dolci carnevaleschi campani. Qui a Carnevale si mangia il migliaccio, una torta di miglio e ricotta spesso preparata anche a Pasqua. È una ricetta della cucina povera tradizionale che prevedeva l’uso del miglio, oggi sostituito dal semolino e dal sangue di maiale che ormai non viene più usato. Impossibile poi dimenticare le graffe, ciambelle fritte e spesso glassate che non faranno mai parte del programma di nessuna dieta al mondo.

Dolci di Carnevale dell’Emilia Romagna

Qui le chiacchiere si chiamano sfrappole, ma tra i dolci tipici del Carnevale romagnolo ci sono le frittelline legate alla cucina povera della campagna romagnola. Si tratta di frittelle preparate anticamente con il riso e latte avanzato che poi veniva appallottolato e fritto nello strutto o nell’olio. Queste frittelline croccanti fuori e morbidissime dentro sono poi aromatizzate con Grappa o Marsala. Un altro dolce tipico di queste zone sono le tagliatelle, ma dimenticatele condite con il ragù perché per Carnevale sono fritte e cosparse di zucchero a velo e scorzette di arancia. Tipici del reggiano sono gli intrigoni che differiscono dalle chiacchiere perché sono fatti di pasta sfoglia e hanno forme diverse (nastri intrecciati, anelli) realizzate con la classica rotellina da pasta fresca.

Dolci di Carnevale del Friuli

Le molte influenze di questa regione di confine si sentono anche tra i dolci del Carnevale. In Friuli i dolci di questa festa sono molti a cominciare dai Mogn Kropfen, tortelli ripieni di semi di papavero, miele e poi fritti. Le orecchiette di coniglio chiamate hosenearlan, sono la versione senza ripieno, con una forma allungata che ricorda appunto l’orecchio di un coniglio. Un altro dolce tipico sono gli schtraubm, simili agli strauben, le frittelle tirolesi. Questa forma si ottiene versando la pastella dolce e molto liquida, nello strutto bollente con un imbuto chiamato appunto schtraubmlaure. Ci sono poi la sope e il bujarnik. La prima è una frittella di pane che si prepara friggendo fette di pane raffermo, passato in una pastella di farina, uova, latte e zucchero. Il secondo si ottiene da un impasto di farina di mais e frumento, uova, zucchero, panna, latte, mele e pere, fichi secchi, uva sultanina, frutta secca, lievito, semi di finocchio selvatico, cannella o carrube. Il dolce viene poi infornato e il risultato è una sorta di torta molto ricca. Ci sono anche gli strucchi, fagottini di pastafrolla fritti con ripieno di noci, nocciole, uvetta e pinoli e la gubana. Da non dimenticare infine le frittole triestine di forma rotonda, con uvetta e pinoli che in alcune versioni vengono farcite con crema o cioccolato.

Dolci di Carnevale del Lazio

Tipici della tradizione romana, i dolci di Carnevale della regione Lazio possono essere riassunti con 2 grandi opere dolciarie. Le frappe, sottili striscioline, fragranti e leggerissime, ricoperte di candido zucchero a velo che talvolta sono aromatizzate alla vaniglia, a vari liquori o ricoperte di cioccolato. Ci sono poi i ravioli, dolci meno noti di chiacchiere e castagnole ma ugualmente golosi. I ravioli sono dei dolci fritti e ripieni di cioccolato, ricotta e a volte aromatizzati con una punta di cannella.

Dolci di Carnevale della Liguria

Famosa per il pesto alla genovese e la focaccia di Recco, anche la Liguria ha i suoi dolci di Carnevale di cui vantarsi. In questa regione ricca di paesaggi e sapori potrete gustare le frittelle di mele del Borgo Coscia ad Alassio. Ottimo anche il latte fritto, una ricetta semplice ma molto gustosa. Si tratta di una sorta di crema a base di latte che, una volta addensata, viene passata nel pangrattato e fritta. Queste piccole losanghe dolci sono uno dei simboli del Carnevale ligure. Infine in Liguria, con un po’ di fortuna, potrete assaggiare anche un dolce dalle radici antiche che purtroppo si sta perdendo con il tempo. Si tratta delle sciumette, dolcetti leggeri e candidi a base di chiara d’uovo.

Dolci di Carnevale della Lombardia

Panifici e pasticcerie lombardi a Carnevale si riempiono di chiacchiere e tortelli ripieni di crema. Il fatto divertente è che sia i tortelli che le chiacchiere cambiano nome e forma a seconda delle province. Le chiacchiere si chiamano lattughe a Brescia, gale a Bergamo e riccioli a Mantova. Ottime e irresistibili per i più piccoli sono anche le maschere di pasta frolla ricoperte di cioccolato e zuccherini colorati.

Dolci di Carnevale delle Marche

Il marchigiano è ricchissimo di dolci carnevaleschi a cominciare dagli scroccafusi, piccole palline di pasta lessate in acqua bollente e poi fritte, spolverate di zucchero e bagnate con alchermes. Il loro nome deriva dal suono che fanno sotto i denti al momento dell’assaggio. Si continua con le ciambelline di patate fritte dall’esterno croccante e l’interno morbidissimo che devono essere passate nello zucchero semolato quando sono ancora calde per farlo attaccare bene. Impossibile rinunciare anche agli arancini marchigiani preparati con una sfoglia non troppo sottile di pasta lievitata aromatizzata con scorza di agrumi e zucchero che viene poi arrotolata e fritta.

Dolci di Carnevale del Molise

Insieme alla cicerchiata, in Molise a Carnevale si mangiano le scorpelle, chiamate anche scurpelle, scarpelle o pizzelle. Si tratta di piccole ciambelle di impasto lievitato, che vengono fritte e poi ricoperte di zucchero. L’impasto è a base di farina, uova, zucchero, olio (o strutto), latte e lievito, ma le varianti sono tante. C’è chi aggiunge nell’impasto le patate lesse per una maggiore morbidezza, chi le fa a forma di ciambelline, chi a forma allungata, chi invece a forma di 8.

Dolci di Carnevale del Piemonte

Parlando di Carnevale e di Piemonte, è impossibile non citare i friciò, piccole frittelle aromatizzate con la buccia di limone e arricchite al loro interno da uvetta passa. Non mancano castagnole, chiacchiere e dolci di pasta frolla decorati a tema con cioccolato e zuccherini.

Dolci di Carnevale della Puglia

A Carnevale in Puglia si mangiano le pettole ma in versione dolce. Sono piccole frittelline ottenute da un impasto molto morbido che dopo essere fritte vengono passate nello zucchero. Ottime anche le cartellate che vengono preparate anche nel periodo natalizio e in alcuni casi farcite con il mosto di vino.

Dolci di Carnevale della Sardegna

Il Carnevale sardo vanta i parafrittus o i parafrittos, morbide ciambelle che variano da zona a zona e vengono in alcuni casi aromatizzate con anice, limone o arancia. Le Orillettas (o Origliettas) sono tipiche del nuorese e in Gallura sono strisce di pasta molto sottile a cui viene data la forma a fisarmonica, vengono poi fritte e coperte di miele e di scorza di agrumi. Ci sono poi gli Acciuleddi, dolcetti di pasta violada preparata con burro o strutto tipici del Gallurese, ma diffusi anche in altre zone, da Nuoro a Sassari. Hanno la forma di piccole treccine che venivano un tempo fritte nello strutto. Anche gli Acciuleddi vengono coperti, dopo la cottura, di miele.

Dolci di Carnevale in Sicilia

La Sicilia è la regione dei dolci e anche a Carnevale non si smentisce. Tra i dolci di Carnevale siciliani ci sono sia le classiche chiacchiere che vengono aromatizzate con il Marsala nell’impasto, sia le chiacchiere ripiene di ricotta o crema. La pignolata messinese si ricopre con una golosa glassa al cioccolato fondente o bianco. Assolutamente da provare sono gli sfinci dolci, frittelle di pasta ricoperte di zucchero che possono essere farcite con creme o uvetta. Ottimi anche gli sfinci di riso che vengono profumati con scorza di arancia e cannella. Ottimi i Cuddrureddri di Carnevale, che sono frittelle morbide, nella forma simili a grandi taralli, anch’essi fritti e ricoperti di zucchero. A Messina i ravioli di ricotta si chiamano fraviole. Un’altra tipica specialità da provare sono le Teste di Turco, un dolce al cucchiaio realizzato con una sfoglia fritta e una crema di latte aromatizzata.

Dolci di Carnevale in Toscana

Anche la Toscana vanta numerosi dolci di Carnevale a cominciare dalla schiacciata fiorentina, un dolce realizzato con un impasto di uova, farina, zucchero e zucchero a velo on top. Ancora oggi il dolce viene decorato con lo zucchero con uno stampo che raffigura il Giglio Fiorentino. Ci sono poi i frati, le tipiche ciambelle fritte e zuccherate e gli zuccherini di Fucecchio, dolcetti aromatizzati all’anice la cui pasta è simile a quella di un biscotto secco. Nel pistoiese troverete il berlingozzo, un dolce dallo spiccato aroma di vaniglia e di arancia preparato con il vin santo e l’olio di oliva. I cenci, così si chiamano qui le chiacchiere, sono il vero simbolo del Carnevale dell’intera regione insieme ai quaresimali, dolcetti a forma di lettere dell’alfabeto, preparato con il cacao amaro. Nella zona della Lunigiana si prepara la spongata, una torta dolce ripiena di miele, pane, frutta secca, aromi e spezie.

Dolci di Carnevale in Trentino Alto-Adige

In Trentino, dal punto di vista dolciario, a Carnevale non possono mancare gli straboi o strauben, che sono frittelle fritte che si preparano versando l’impasto direttamente nell’olio bollente. Sono tipici del periodo anche i krapfen farciti con la classica crema o con una più golosa crema al cioccolato.

Dolci di Carnevale in Umbria

Frappe, cicerchiate e castagnole sono i dolci carnevaleschi umbri. Ma se volete provare qualcosa di veramente tipico, le cialde di Carnevale sono quello che fa al caso vostro. Si tratta di sottilissime sfoglie fritte e croccantissime, nell’impasto c’è Marsala, Vin Santo e anice.

Dolci di Carnevale in Valle d’Aosta

Impossibile passare il Carnevale in Valle d’Aosta senza deliziarsi con i panzerotti valdostani. A differenza di molte ricette di Carnevale, questi panzerotti sono cotti al forno e non fritti, inoltre sono farciti con marmellata o confettura.

Dolci di Carnevale in Veneto

In Veneto le chiacchiere diventano galani e le castagnole sono le fritole. Tra i dolci autoctoni ci sono gli gnocchi dolci del Carnevale di Verona, una variante rispetto a quelli tradizionali e salati, creati aggiungendo all’impasto classico di patate e farina anche vaniglia, pinoli e uvetta. Degna di nota è anche la megiassa, un dolce carnevalesco del Polesine, un dolce tradizionale povero, ottenuto con ingredienti avanzati a pranzo e cena. In passato di preparava facendo un impasto di farina di mais, zucca, patate dolci, pane raffermo ammollato o castagnaccio con canditi, uvetta, scorze di limone, mele, fichi secchi e addirittura qualcuno, al posto delle mele e dei fichi secchi, utilizzava i ciccioli di maiale e, per ammorbidire il pane utilizzava l’acqua di cottura del cotechino. Il tutto poi veniva dolcificato utilizzando la melassa.

 

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