lunedì 6 marzo 2023

ECCO COME CAMBIA IL REDDITO DI CITTADINANZA

ECCO LA GUIDA ED I  REQUISITI 

Il Reddito di Cittadinanza sta per cambiare pelle. Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a rinnovare il sostegno a chi è senza lavoro come anticipato nelle scorse settimane. I tecnici del Ministero del Lavoro hanno elaborato delle proposte che sono ora al vaglio del Ministero del Tesoro. Secondo il Corriere della Sera, che in esclusiva ha svelato le novità, la ministra del Lavoro Elvira Calderone, entro due settimane presenterà al Consiglio dei Ministri il decreto legge per riformare il Reddito di Cittadinanza.

CHE COS'È LA MISURA DI INCLUSIONE ATTIVA (MIA) PER GLI OCCUPABILI—  Il sussidio non sparirà del tutto per i cosiddetti occupabili, coloro che sono stati identificati dal governo come persone che potenzialmente potrebbero lavorare ma che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. Questo aspetto sarebbe stato confermato dalla ministra Calderone alle parti sociali, preoccupate per le novità della misura. Per gli occupabili il Reddito di Cittadinanza diventerà Misura di inclusione attiva con l'acronimo da ricordare che diventerebbe MIA.

REDDITO DI CITTADINANZA E MIA: QUANDO ENTRERANNO IN VIGORE LE NUOVE NORME—  Le nuove misure dovrebbero entrare in vigore a settembre, visti i sette mesi di proroga del Reddito di Cittadinanza inseriti con la legge di Bilancio 2023. Agosto potrebbe quindi essere il mese giusto per richiedere la nuova MIA. Secondo i piani del ministero del Lavoro, i beneficiari sarebbero divisi tra famiglie povere senza persone occupabili e famiglie con occupabili. Nel primo caso si tratta di famiglie con almeno un minorenne o un over 60 o un disabile; nel secondo caso quelle in cui almeno un membro ha tra i 18 e i 60 anni di età. Quindi la famosa platea di occupabili, stimata in 300mila persone monofamiliari e 100mila con più membri che ancora prendono il Reddito di Cittadinanza, dovrà presentare domanda per la MIA Misura di inclusione attiva. 

NOVITÀ DELLA MIA—  La MIA - Misura di inclusione attiva dovrebbe prevedere un importo base di 500 euro per un single non occupabile, ma potrebbe cambiare la quota aggiuntiva destinata all'affitto che rispetto ai 280 euro al mese previsti attualmente dal Reddito potrebbe essere rimodulata in base al nucleo familiare. I più colpiti sono gli occupabili. Infatti per loro l'assegno base della MIA dovrebbe scendere a 375 euro e la durata dovrebbe essere di un anno (confermati i 18 mesi per gli altri). LA RIFORMA DEL REDDITO DI CITTADINANZA 2023—  La proposta del ministero del Lavoro dovrebbe impedire la possibilità di chiedere a ripetizione il rinnovo della Misura di Inclusione Attiva, ottenendo ogni volta 18 mesi di copertura come per l'attuale Reddito di Cittadinanza. Per le famiglie senza occupabili a partire dalla seconda domanda, la durata massima scenderà a 12 mesi e tra una richiesta e l'altra dovrà passare un mese. Per i nuclei con persone occupabili la MIA scadrà dopo un anno la prima volta, dopo sei mesi alla seconda richiesta e la terza richiesta di potrà fare solo dopo una sospensione di un anno e mezzo. La riforma permetterà anche a chi ha un lavoro dipendente di cumulare la MIA con lo stipendio fino a 3mila euro l'anno, così da scoraggiare il lavoro in nero. 

LA SOGLIA ISEE—  Dovrebbe essere modificata anche la soglia di reddito Isee necessaria per ottenere la MIA. Secondo quello che trapela da fonti vicine al Ministero del Lavoro, la soglia massima di ISEE per ottenere la Misura di Inclusione Attiva scenderebbe a 7.200 euro, contro i 9.360 euro attuali del Reddito di Cittadinanza. Secondo le stime in questo modo dovrebbero restare fuori dalla MIA un terzo degli attuali percettori del Reddito. Sarà cambiata la cosiddetta scala di equivalenza che fa aumentare l'importo in base al numero dei componenti del nucleo familiare. 

LE NOVITÀ—  La nuova norma allo studio del ministero del Lavoro dovrebbe cambiare il requisito della residenza in Italia che dovrebbe scendere da 10 a 5 anni per evitare le censure della Consulta e dell'Unione Europea. Questa correzione farà sicuramente aumentare la platea dei potenziali beneficiari. In base alla riforma oltre ai centri pubblici per l'impiego, dovrebbero essere coinvolte anche le agenzie private del lavoro per la ricerca dell'impiego dei beneficiari della MIA. Queste aziende riceveranno un incentivo per ogni occupabile che otterrà un contratto anche a termine o part-time.  OFFERTE CONGRUE—  La domanda alla MIA andrà presentata online e il beneficio sarà riconosciuto solo dopo approfonditi controlli incrociati sul possesso dei requisiti e sul nucleo familiare. A quel punto i nuclei senza occupabili saranno indirizzati ai Comuni per percorsi di inclusione sociale, gli occupabili saranno mandati ai centri dell'impiego. Sarà sviluppata una piattaforma online cui dovranno iscriversi gli occupabili per ricevere le offerte congrue di lavoro. Basterà un solo rifiuto per perdere la MIA. L'offerta sarà ritenuta congrua se la sede di lavoro è nella provincia di residenza o in province confinanti e saranno congrue anche offerte di contratti brevi purché superiori ai 30 giorni.

MAGGIORI CONTROLLI—  Nella proposta di riforma c'è anche un innalzamento dei controlli sia verso chi non rispetta i patti di inserimento al lavoro sia per chi dichiara il falso. L'obiettivo di questa riforma è operare un'ulteriore stretta dopo quella già avvenuta che ha portato a gennaio 2023 a un calo di circa 200 mila beneficiari rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e a una riduzione delle domande passate da 111 mila a 88 mila. In questo modo la speranza del governo è risparmiare 2-3 miliardi l'anno.

 

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