giovedì 10 agosto 2023

CALCOLI RENALI

DIAGNOSI, CAUSE, RIMEDI E PREVENZIONE

di Roberto de Filippis (fonte Gazzetta dello Sport)

È a seguito dell’aggregazione dei cristalli contenuti nelle urine che si formano i calcoli renali. In particolare, i calcoli si creano o quando i sali minerali presenti nelle urine superano una certa concentrazione o quando la quantità di urina diminuisce per via della disidratazione, problema frequente soprattutto in estate. La calcolosi, disturbo che purtroppo tende a recidivare, ha nella popolazione mondiale una prevalenza tra il 5% e il 10%.

I VARI TIPI DI CALCOLI RENALI—  A favorire la formazione dei calcoli renali concorrono numerosi elementi, a partire da una dieta ricca di proteine animali e povera di frutta e verdura. Altri fattori di rischio sono l’obesità, il diabete, la familiarità e alcune patologie, quali la gotta e il rene policistico. “La calcolosi renale è un problema che non interessa soltanto le vie urinarie, perché può comportare anche un rischio sistemico, riducendo la capacità depurativa dell’organismo e favorendo l’insufficienza renale” precisa il dottor Massimo Concetti, nefrologo della Casa di Cura Villa Pini (Gruppo KOS) di Civitanova Marche (Mc). Con il termine calcoli si indicano delle formazioni che possono differire non soltanto per dimensione e forma, ma anche per composizione. I più comuni sono quelli di ossalato di calcio, che rappresentano fra il 60% e il 70% del totale. Sono invece più rari quelli di acido urico, fosfato di calcio, struvite e cistina. Se nella maggior parte dei casi la presenza dei calcoli non provoca alcun fastidio, quando si spostano e vanno a ostruire le vie urinarie danno luogo alla colica renale, che è causa di un dolore acuto al fianco, talvolta abbinato a nausea e vomito.

MENO ACQUA PER I RENI—  Per la diagnosi della calcolosi è opportuno sottoporsi a una Tac senza mezzo di contrasto. “Questo esame ha sia un’elevata sensibilità sia un’elevata specificità. Per quanto altrettanto specifica, l’ecografia ha una sensibilità inferiore nell’individuazione di calcoli lungo l’uretere” spiega il dottor Concetti. Inoltre, la Tac consente di osservare la densità della formazione, così da poter risalire alla composizione chimica, in base a cui impostare eventualmente una terapia specifica. Oltre a questo esame, è opportuna una valutazione sia funzionale sia morfologica dei reni, perché a volte è proprio la forma di tali organi e delle vie urinarie a favorire il rallentamento del flusso di urina, che fa aumentare le possibilità di formazione di calcoli. “In estate questo problema è più frequente perché una parte significativa dell’acqua che sarebbe destinata ai reni per diluire le urine evapora con la sudorazione, meccanismo fondamentale per mantenere costante la temperatura corporea” osserva l’esperto.

CALCOLI RENALI E PREVENZIONE—  Per quanto aspecifico, un ottimo metodo per contrastare la formazione di calcoli consiste proprio nel bere tanta acqua, aumentandone il consumo quanto più si suda. “Andrebbero preferite acque oligominerali. In presenza di calcoli di ossalato di calcio bisognerebbe optare per quelle bicarbonato-calciche, mentre contro i calcoli di acido urico sono utili quelle alcaline” consiglia il dottor Concetti. Sono invece da evitare bevande gassate e zuccherate, che favoriscono l’escrezione di acido urico. Oltre che riducendo il consumo di proteine di origine animale è importante limitare il sale (sostanza per il cui assorbimento è necessario il lavoro dei reni) e i cibi ricchi di ossalati (spinaci, pomodori verdi, cioccolato, mandorle, noci, cereali integrali eccetera). “A meno che i calcoli non siano dovuti a un aumento di calcio nel sangue riconducibile a ipercalciuria idiopatica o a iperparatiroidismo, non va ridotta l’assunzione di alimenti che contengono questo minerale, come latte e latticini” fa notare l’esperto. In quanto ricche di citrati e altre sostanze che ostacolano la formazione di calcoli, sono invece indicate frutta e verdura fresche. Se con la modifica della dieta non si ottengono miglioramenti, va valutato con il medico il ricorso a farmaci e, in ultimo, a interventi di litotrissia, che oggi sono poco invasivi.

 

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