sabato 16 settembre 2023

CERVICALE

ECCO PERCHE' POTREBBE DIPENDERE DAL NERVO VAGO

a cura di Roberto de Filippis (fonte Gazzetta dello Sport)

Quelli che sono comunemente indicati come mal di testa non sono altro che la manifestazione di problemi che possono avere diverse origini. Una delle forme più diffuse di mal di testa è la cervicalgia, che erroneamente a volte viene chiamata cervicale: in realtà la cervicale è la zona corporea, mentre la cervicalgia è il dolore in quell’area. Alla base di questo disturbo possono esserci diversi fattori, compresa la sofferenza di uno dei nervi più lunghi dell’intero corpo: il nervo vago.

IL NERVO VAGO E IL CERVELLO—Il nervo vago è uno dei 12 nervi cranici. Ha origine dal midollo allungato e, attraverso il foro giugulare, si sviluppa verso il basso, passando dal torace e arrivando fino all’addome. Deve il suo nome proprio al caratteristico percorso che segue: deriva infatti dal latino “vagus”, il cui significato letterale è “vagabondo”. Siccome innerva principalmente i polmoni e lo stomaco, è chiamato anche nervo pneumogastrico. Nonostante se ne parli quasi sempre al singolare, in realtà ci sono due nervi vaghi, uno sul lato destro e l’altro sul lato sinistro del corpo; al contrario di quanto molti immaginano, non sono perfettamente simmetrici. Il nervo vago è un nervo ‘misto’ in quanto non solo trasmette informazioni dalla periferia del corpo (organi, muscoli eccetera) al cervello, ma trasmette anche gli impulsi del cervello verso la periferia. Ha dunque una funzione sia sensitiva sia motoria” spiega la dottoressa Michela Galizzi, fisioterapista coordinatrice dei Punti Raf First Clinic di Milano e fisioterapista ufficiale delle Forze Speciali Svizzere (Ksk).

I PROCESSI—  Proprio per la sua lunghezza il nervo vago ha un ruolo importante in molte funzioni corporee. Infatti, contribuisce a regolare la frequenza cardiaca, la pressione e il ritmo respiratorio, a rilassare o contrarre alcuni muscoli (è coinvolto, per esempio, nella deglutizione) e partecipa anche alla digestione e alla peristalsi intestinale. I nervi, compreso il vago, non sono strutture statiche. Simili a cavi elettrici, possono essere messi in tensione o essere compressi a seconda dei movimenti che si compiono e possono irritarsi se stanno a contatto con muscoli contratti o con organi infiammati, nonché essere sollecitati per ragioni meccaniche. Alla luce delle numerose parti del corpo con cui viene a contatto, quando il nervo vago è in sofferenza si possono manifestare diversi sintomi. I più comuni sono la nausea, il bruciore di stomaco, la stanchezza, l’abbassamento della pressione, l’aumento della salivazione e della sudorazione, nonché dolore nel tratto cervicale della colonna e mal di testa. “Non è detto che quando causa mal di testa il nervo vago sia irritato nella sua parte cervicale, ma potrebbe anche esserlo all’altezza dello stomaco. È questo il motivo per cui, a volte, dopo un pasto pesante si avverte anche dolore al capo. Ed è anche possibile il contrario, cioè che se il nervo è in sofferenza nella zona cervicale si abbiano problemi di digestione” sottolinea la dottoressa Galizzi.

CURARE LA CERVICALGIA—  A irritare il nervo vago possono essere numerosi fattori, tra cui la contrattura dello sternocleidomastoideo e della muscolatura occipitale e suboccipitale, la rigidità delle vertebre cervicali, nonché lo stress. Anche una postura scorretta, che obbliga tale nervo a una posizione forzata e innaturale, può irritarlo e determinare cervicalgia. Una volta capito che questo problema ha origine da una sofferenza del nervo vago, per risolverlo è utile sottoporsi a sedute di fisioterapia, in modo da far ritrovare benessere a questa struttura. Perché il trattamento abbia successo è fondamentale che lo specialista individui la parte sofferente. “L’obiettivo del fisioterapista è di mobilizzare i tessuti vicini in modo da liberare il più possibile il percorso del nervo vago. Quando la cervicalgia è in fase molto acuta, può essere indicato trattare il tessuto fasciale a livello addominale: in questo modo si può diminuire in modo indiretto la tensione cervicale, per attenuare il dolore e potersi poi gradualmente avvicinare alla zona interessata” precisa la dottoressa Galizzi. In generale, contribuiscono alla prevenzione delle algie legate al nervo vago lo svolgimento di esercizi utili a tonificare la muscolatura con cui viene a contatto, un’attività fisica regolare e una corretta postura. “Attenzione anche all’alimentazione: per non nuocere a questo nervo è importante mangiare con calma, non esagerare con le quantità e con l’alcol e ridurre il consumo di cibi che favoriscono l’infiammazione” conclude la dottoressa Galizzi.

 

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