domenica 15 ottobre 2023

COS'E' LA TROMBOSI?

CAUSE, SINTOMI E COME CURARLA

(fonte Gazzetta dello Sport)

Può accadere, nel corso della vita di tutti noi, di doverci confrontare con trombosi più o meno gravi che possono portare a conseguenze anche fatali nel caso in cui il problema non venga identificato velocemente. Ma esattamente che cos'è la trombosi, quali sono i principali sintomi e quali possono essere le conseguenze?

CHE COS'È LA TROMBOSI?—  La trombosi è una condizione clinica che si verifica quando all'interno dei vasi sanguigni si formano dei trombi, dei veri e propri coaguli di sangue che ostacolano o impediscono la normale circolazione del sangue e che, a seconda del punto in cui si sono formati, possono portare a conseguenze più o meno gravi per il soggetto colpito.

Il trombo che blocca in parte o totalmente i vasi sanguigni è costituito dalle cellule del sangue - globuli rossi, globuli bianchi e piastrine - che vengono di fatto intrappolate da una rete formata dalle proteine della coagulazione del sangue. La sua pericolosità è rappresentata dall'interruzione della corretta circolazione del sangue all'interno della vena e dell'arteria in cui si forma e dalla possibilità che questi si separi in parti più piccole, chiamate emboli, che attraversano il sistema circolatorio e possono arrivare a impedire il normale flusso sanguigno anche in organi ben lontani dal punto in cui il trombo ha avuto origine. Nei casi più gravi gli emboli possono provocare embolie polmonari, infarto del miocardio e infarto cerebrale e proprio per questo è bene saper riconoscere i sintomi e conoscere le cause principali della trombosi così da ridurre il più possibile il rischio di conseguenze fatali. 

TROMBOSI ARTERIOSA: CAUSE E SINTOMI—  La trombosi può essere di due tipi, a seconda del vaso sanguigno in cui si forma il trombo. La trombosi arteriosa, spesso provocata da patologie come l’aterosclerosi, si verifica in corrispondenza delle arterie e, se non identificata o presa per tempo, può portare alla morte dell'organo a cui l'arteria porta il sangue ossigenato. Tra i principali fattori di rischio per la trombosi arteriosa troviamo il diabete, l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'ipercolesterolemia. 

I sintomi della trombosi arteriosa sono diversi a seconda dell'organo che viene colpito, ma in generale si manifestano con dolore nell'area interessata: dolore toracico nel caso di trombosi che riguarda il cuore, dolore ai piedi o ai polpacci nel caso in cui a venir colpite siano le arterie degli arti inferiori, dolori addominali se la trombosi riguarda l'intestino e difficoltà di movimento o di parole se l'occlusione riguarda i vasi arteriosi che portano il sangue al cervello. 

TROMBOSI VENOSA: CAUSE E SINTOMI—  La trombosi venosa, invece, è la conseguenza della formazione di uno o più trombi nelle vene che drenano il sangue da un organo. Le cause in questo caso sono diverse e vanno dall'immobilità provocata da traumi o malattie intercorrenti ai tumori, dalla gravidanza agli interventi chirurgici, passando per l'uso della pillola contraccettiva. 

Se i sintomi della trombosi arteriosa sono facilmente identificabili, quelli della trombosi venosa sono meno evidenti e spesso quando ci si rende conto del problema l'occlusione è già importante. In generale, però, è bene non sottovalutare situazioni di intorpidimento e arrossamento di una parte del corpo o di un arto, così come un'improvvisa sensazione di calore, improvvise difficoltà respiratorie sia a riposo che sotto sforzo, alterazioni improvvise del ritmo cardiaco e dolori improvvisi al torace. 

COME SI CURA LA TROMBOSI?—  La cura per la trombosi dipende dalla tipologia dell'occlusione e dai danni già fatti al nostro corpo. In genere l'occlusione di arterie viene trattata con farmaci antitrombotici che riducono la capacità delle piastrine di aggregarsi tra di loro, come la classica aspirina, mentre nei casi di trombosi venosa si utilizzano farmaci anticoagulanti che inibiscono parzialmente la coagulazione del sangue con l'obiettivo di sciogliere il trombo e bloccarne la crescita. 

Per i casi più gravi di trombosi, quando la vita del paziente è a rischio, in ambito ospedaliero e controllato vengono usati dei farmaci trombolitici che riescono a sciogliere i trombi molto più velocemente, anche se questo può aumentare il rischio di emorragie.

 

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