martedì 7 novembre 2023

INTERVISTA A SIMONA MAGGINI

"LA SINERGIA TRA VISIONI E PUNTI DI VISTA FUORI DAGLI SCHEMI NUTRE LA CREATIVITA'(fonte Tgcom)

Simona, partiamo dall’importanza dell’essere donna, in azienda come nella società.

Pensiero laterale, abilità nella gestione dei conflitti, empatia: sono tante le parole che descrivono alcuni tratti peculiari delle donne, preziosi sia nella vita quotidiana, sia sul posto di lavoro. Qualità che bisogna valorizzare e fare emergere, con la consapevolezza però che il merito e i risultati contino e debbano contare di più di una semplice appartenenza di genere. Tra le mie principali responsabilità, come guida delle attività di un network multinazionale di comunicazione, penso ci sia anche quella di rimuovere qualsiasi limite e ostacolo che possano condizionare il benessere dei nostri talenti e alterarne il lavoro, in modo da costruire una cultura aziendale dove l’equità sia davvero all’ordine del giorno. Così facendo, dimostrando che è possibile diffondere un nuovo modo di lavorare, sento di dare un contributo generale alla società, scardinando molti degli stereotipi che condizionano ancora le donne.

Da sempre non ti sei posta limiti, ma obiettivi che hai raggiunto con grande determinazione.

Il mio percorso nel mondo della comunicazione è cominciato oltre 20 anni fa, quando ho iniziato la mia carriera. Ho affrontato diverse sfide, sempre con caparbietà e positività: penso ai quattro anni di esperienza internazionale tra Vienna, Europa dell’Est e Mosca, oppure al progetto di integrazione, rebranding e change management che ha portato le due agenzie Y&R e VML a unirsi in VMLY&R, e la recente fusione con Wunderman Thompson. Credo nel potere dell’esempio e spero che la mia carriera possa rappresentare per altre donne e ragazze una testimonianza del fatto che è possibile rompere il cosiddetto soffitto di cristallo. Mi impegno costantemente per supportare la leadership femminile e ho coltivato negli anni un dinamico team di donne investendo in mentoring, formazione e sviluppo continuo per favorire un cambiamento profondo e duraturo, che non può che avvenire insieme a colleghi.

Esperienza all’estero: quanto ha influito sul tuo lavoro potersi confrontare con realtà diverse?

Vivendo e lavorando all’estero diventa naturale cogliere la bellezza della diversità, imparare ad apprezzarla e rispettarla. L’incontro con l'altro, diverso da noi, apre necessariamente la mente, ci stimola a cercare e vedere soluzioni nuove, a uscire dalla routine. Quello che ho appreso nei miei anni all’estero mi è utile ogni giorno in un network multinazionale come WPP, dove può capitarti di lavorare con colleghi che abitano in Paesi o addirittura in continenti diversi. Proprio la sinergia tra visioni e punti di vista fuori dagli schemi nutre la nostra creatività e rende unico il nostro lavoro. L’esperienza all’estero mi ha anche permesso di comprendere a pieno le grandi opportunità che il nostro Paese, anche grazie alla comunicazione, può e deve valorizzare. È il tema che ormai da numerosi anni trattiamo nel Forum WPP | The European House – Ambrosetti che ospiteremo nel nostro Campus di Milano. Un evento che è punto di riferimento in Italia per le imprese, le istituzioni e tutti gli operatori che lavorano nel mondo dei servizi di marketing e comunicazione, che quest’anno si è focalizzerà sull’attrattività dell’Italia nel contesto delle grandi transizioni. Con numerosi ospiti analizzeremo come le crisi che interessano il pianeta e il nostro Paese stiano rivoluzionando i paradigmi produttivi e condivideremo idee e proposte su come l’Italia può e deve raccogliere la sfida della sostenibilità economica, sociale e ambientale per rafforzare la sua attrattività nei confronti dei talenti, delle imprese e dei capitali.

Anche quest’anno sei stata inclusa per la terza volta tra i Top100 Manager italiani più influenti da Business People: che effetto fa?

È un riconoscimento straordinario e anche una bella sfida! Nel contesto attuale sappiamo che l’unica certezza è l’incertezza: ogni giorno lo scenario cambia e non esistono standard che permettano di gestire gli eventi con il pilota automatico. Quel che deve restare stabile è la fiducia nel team, l’apertura continua al confronto e al dialogo in modo da prendere le decisioni più corrette per il business e per le nostre persone, mantenendo la visione strategica sul futuro. 

Sei il Country Manager di WPP, multinazionale leader nei settori del marketing e della comunicazione: la tua personale esperienza di worklife balance?

La nostra industry vive di creatività: velocità, coraggio, dinamicità sono le parole d’ordine che scandiscono le giornate di chiunque lavori nel settore della comunicazione. Eppure sappiamo tutti quanto sia fondamentale anche il tempo del riposo e come talvolta le idee migliori emergano proprio nei tempi che consideriamo “vuoti”. In WPP crediamo sia importante che tutti possano dedicare del tempo esclusivamente a sé stessi, ai propri affetti e alle proprie passioni ed è per questo che a ottobre, in occasione del Mental Health Day, abbiamo chiuso gli uffici garantendo a tutti i dipendenti due giorni totalmente liberi. Un modo per sottolineare l'importanza della nostra salute mentale e la necessità di dare priorità al benessere mentale ed emotivo nostro e dei nostri cari. Ho sempre cercato di trovare nell’efficienza e nella velocità il mio modo per proteggere il tempo fuori dal lavoro. Ho lavorato su me stessa facendo un percorso di executive coaching e sto per intraprenderne un altro che mi impegnerà per qualche mese. Sogno nel cassetto: fare un master… ma qui trovare il tempo è una sfida che non ho ancora risolto.

Ti occupi di diversi progetti legati all’inclusione e all’empowerment femminile: me ne parli?

WPP si distingue per l’importante numero di professioniste che lavorano non solo nel network, ma che spesso ricoprono anche alcuni dei principali ruoli di responsabilità. Il cantiere della parità, però, è ancora aperto e tutti noi sentiamo di avere un ruolo essenziale per raggiungere la piena uguaglianza. Per questo attraverso il progetto Stella, dedicato all’inclusione e all'empowerment femminile, mettiamo in campo tante attività con cui valorizzare il potenziale delle donne, offrire pari opportunità di sviluppo e promozione e creare un ambiente lavorativo inclusivo, nella convinzione che proprio inclusione ed empowerment femminile siano pilastri fondamentali per il successo dell’intero Network. Dal suo lancio nel 2017, Stella ha organizzato in Italia oltre 15 eventi dedicati a tematiche DEI e più di 30 corsi in partnership con alcune delle aziende più rilevanti sul mercato. Inoltre, tra le più recenti attività a supporto dell’occupazione femminile a cui abbiamo lavorato, ho il piacere di citare “The Ceo Call Center”, lanciata da Dress for Success Milan, organizzazione globale senza scopo di lucro che supporta le donne nella ricerca di lavoro, con WPP in Italia. Si tratta di uno speciale call center i cui per una giornata gli operatori sono stati diversi CEO o Top Manager di grandi aziende presenti nel nostro Paese, che hanno deciso di mettere a disposizione la loro esperienza a favore delle donne in cerca di consigli per la ricerca di un lavoro. Ricordo poi anche il WPP Diversity & Inclusion Board, il cui obiettivo è riflettere e dare vita a un nuovo linguaggio della diversità e dell’inclusione, basato sulla partecipazione, sulle testimonianze e sullo scambio di opinioni di tutti i partecipanti, le campagne pro bono per Pangea Onlus, che si impegna a dare visibilità e supporto alle donne in difficoltà, e le cinque edizioni di Hack your Campaign, organizzato collaborazione con SheTech Italy, per sostenere alcune start-up guidate da donne. A livello personale cerco di trovare spazi solo per me che mi aiutino a concentrami su sforzi fisici e sportivi: il movement training e il golf sono la mia attuale passione, senza dimenticare lo shopping e le serate con le amiche.

Cosa ti sentiresti di suggerire alle ragazze che intendono muovere i propri passi all’interno del mondo del lavoro?

Tra gli strumenti fondamentali per coltivare la leadership femminile c’è sicuramente la formazione. A partire dalla scuola, dove è fondamentale che bambin* e ragazz* crescano in un ambiente libero da condizionamenti e definizioni aprioristiche, così come sul luogo di lavoro, con corsi di aggiornamento e crescita professionale, che aiutino le donne a valorizzare i propri risultati e a prendere consapevolezza del proprio valore, che tante volte sono le prime a sottovalutare. Credere in noi stesse sempre, soprattutto quando sembrerà che gli altri non ci credano. Concedersi il lusso di sbagliare e di stare comode nei propri errori: la crescita sta anche nei momenti difficili e non è vero che si ha successo facendo sempre tutto bene. Io di errori ne ho fatti molti, ad esempio...

 

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