lunedì 22 gennaio 2024

COME VANNO GESTITI GLI INSUCCESSI NELLO SPORT

L’IMPORTANZA DEL MENTAL COACH

di Roberto de Filippis (fonte Gazzetta dello Sport)

Anche se il sapore della vittoria è indubbiamente più dolce, è grazie alle sconfitte che si riesce a diventare atleti (e anche persone) migliori. Per riuscirci, però, è importante saper gestire gli insuccessi, evitando che si trasformino in freni che ostacolano il processo di crescita. Diversamente da quel che si può pensare, affrontare una sconfitta con l’atteggiamento giusto e trovare nuovo slancio per dare il massimo non è però cosi semplice.

LAVORARE SULLE EMOZIONI—  Uno degli errori più comuni che si commette dopo una sconfitta è la mancata assunzione di responsabilità. La creazione di alibi (dall’arbitraggio al clima fino alle non perfette condizioni di forma) impedisce di mettere a fuoco ciò che davvero non ha funzionato nella propria prestazione. Per avere ben chiaro il quadro della situazione e capire come prepararsi e come comportarsi in gara per ottenere risultati migliori è utile fare un’analisi swot, così da avere ben chiari da un lato i vantaggi e le opportunità e dall’altro i rischi e i pericoli, sia interni che esterni. Anche la difficoltà a elaborare le emozioni negative, come quelle suscitate da un insuccesso, è un ostacolo nella crescita di uno sportivo. “In qualsiasi disciplina si è atleti prima nella mente e poi nel corpo. I grandi campioni riescono a raggiungere risultati di prestigio non soltanto perché sono estremamente competitivi, ma anche perché sono in grado di gestire le emozioni negative conseguenti ai fallimenti” sottolinea Francesco Cundò, mental coach e psicologo in formazione a Milano. Dopo una sconfitta, un errore abbastanza diffuso è mettere in discussione sé stessi e non la prestazione, mentre andrebbe fatto il contrario. Senza vittimismo, ma con positività e rinnovata motivazione, bisogna lavorare con la consapevolezza che si hanno sempre margini di miglioramento.

LIBERARE LA MENTE—  Ritrovarsi ad affrontare lo stesso avversario dopo essere usciti sconfitti dai confronti precedenti può causare dei blocchi psicologici che impediscono di rendere al meglio. Per evitarli, è fondamentale concentrarsi solo su di sé, senza pensare all’avversario. “A volte, non è la paura di perdere a rappresentare un freno, ma la paura di vincere, problema scientificamente noto come nikefobia. Chi ne è vittima si esprime al di sotto del proprio potenziale perché teme di non riuscire a sopportare il peso delle responsabilità e delle aspettative che scaturirebbero dalla vittoria” aggiunge Cundò. Perché gli insuccessi diventino solo una tappa del proprio percorso di crescita dal punto di vista sportivo è fondamentale focalizzarsi sulla prestazione, gestire al meglio l’ansia e far emergere emozioni positive. A tal fine sono d’aiuto alcune tecniche psicologiche, come il training autogeno, a cui si ricorre soprattutto negli sport di squadra, e l’autoipnosi, più comune negli sport individuali. Per esempio, con l’autoipnosi l’atleta può “costruire” un gesto, anche banale, da associare a emozioni e pensieri positivi (ancoraggio). Se questo gesto è ripetuto prima della gara o dell’allenamento aiuta a liberare la mente e a concentrarsi, condizioni fondamentali per esprimersi al massimo.

STEP BY STEP—  Fondamentale per una gestione costruttiva di un insuccesso è la motivazione con cui ci si allena in vista delle successive gare. La motivazione non è una risorsa esterna, bensì interna, e può essere alimentata da emozioni (per esempio dalla rabbia) o semplicemente dalla volontà di centrare l’obiettivo prefissato. “Per tenere sempre accesa la motivazione è meglio non porsi obiettivi a lungo termine (per esempio vincere un campionato), ma concentrarsi su micro-obiettivi, come vincere la prossima partita o, meglio ancora, giocare bene, perché quando ci si confronta con un avversario il risultato finale è conseguenza anche della sua prestazione” osserva Cundò. Piccoli successi aiutano infatti a mantenere alta la motivazione senza troppi sforzi.

 

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