lunedì 26 febbraio 2024

COLESTEROLO E SPORT

COME ALZARE QUELLO BUONO

a cura di Roberto de Filippis (fonte Gazzetta dello Sport)

Nonostante non vi siano collegamenti diretti tra il colesterolo e la glicemia, ossia il livello degli zuccheri nel sangue, chi ha valori alti di uno dovrebbe prestare attenzione anche all’altra. Infatti, elevate concentrazioni di colesterolo favoriscono l’aterosclerosi, che a sua volta fa aumentare le possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari. L’aterosclerosi, cioè la formazione di placche nei vasi sanguigni, è però favorita anche dall’infiammazione dell’organismo e gli zuccheri (quelli “semplici”), se in eccesso, svolgono un’attività pro-infiammatoria.

COLESTEROLO: CE NE SONO PIÙ TIPI— Il colesterolo è prodotto dal fegato ed è un elemento essenziale per varie funzioni dell’organismo. Per esempio, è parte essenziale della membrana cellulare ed è a partire da esso che si sintetizzano gli ormoni steroidei, come il cortisolo, fondamentale per la sopravvivenza, e quelli sessuali. In realtà, esistono diversi tipi di colesterolo, che sono classificati in base alla densità. Quelli più importanti sono l’LDL (a bassa densità) e l’HDL (ad alta densità). “Il colesterolo LDL è responsabile soprattutto dell’aterosclerosi, mentre quello HDL può essere considerato come una sorta di ‘spazzino’ delle arterie, in quanto rappresenta il colesterolo rimosso dalle pareti dei vasi sanguigni” spiega il dottor Lelio Morricone, responsabile del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiometabolica a Palazzo della Salute - Wellness Clinic di Milano e collaboratore dell’Irccs Ospedale Galeazzi - Sant’Ambrogio di Milano. Il colesterolo totale è dato dalla somma di quello LDL, di quello HDL e di altre forme presenti in minime quantità; è nella norma quando è al di sotto dei 200 mg/dl. Secondo le attuali Linee Guida quello LDL dovrebbe essere inferiore a 115 mg/dl. “Questi valori vanno però tarati sulle condizioni di salute della persona, tenendo presente soprattutto gli altri fattori di rischio cardiovascolari, quali ipertensione, fumo, diabete, sedentarietà, familiarità e obesità, specie viscerale. Per esempio, nei diabetici il colesterolo LDL dovrebbe essere almeno inferiore a 100 mg/dl. Inoltre, va considerato che corre meno rischi di aterosclerosi chi ha alti sia il colesterolo totale sia quello HDL rispetto a chi li ha entrambi bassi” precisa l’esperto.

ATTENZIONE AGLI ZUCCHERI SEMPLICI—  Alla base dell’aumento del colesterolo possono esserci fattori legati alla genetica (ipercolesterolemia familiare, che comporta alti livelli di questa molecola fin da giovani), o stili di vita poco sani, in particolare una dieta non equilibrata e una scarsa attività fisica. L’accumulo di colesterolo nelle arterie favorisce la formazione di placche, che possono diventare così grandi da ostacolare il flusso sanguigno o, se si crea un trombo, addirittura da bloccarlo, condizione che dà origine a problemi molto seri, quali l’infarto del miocardio e l’ictus ischemico. L’aterosclerosi è favorita anche dall’infiammazione, sul cui aumento influisce un eccessivo consumo di zuccheri. “A favorire l’infiammazione sono gli zuccheri semplici, non quelli complessi (noti anche come carboidrati complessi), che invece rappresentano un nutriente fondamentale per l’organismo, da cui dovrebbe provenire circa il 50% delle calorie introdotte quotidianamente” raccomanda il dottor Morricone. Non esagerare con gli zuccheri semplici significa soprattutto evitare prodotti industriali che ne contengono molti, a partire dalle bevande. Per tenere invece sotto controllo il colesterolo è importante limitare molto il consumo di grassi saturi, specialmente quelli d’origine animale (eccetto il pesce, che apporta grassi insaturi, quindi “buoni”).

LO SPORT FA ALZARE IL COLESTEROLO HDL—  Nell’evitare eccessivi livelli di infiammazione e nel diminuire il colesterolo l’attività fisica ricopre un ruolo centrale. “Un esercizio costante riduce in modo modesto i livelli di colesterolo LDL e aumenta in modo significativo quello HDL. Per centrare questo obiettivo è sufficiente un’attività fisica aerobica di almeno 30 minuti continuativi al giorno per 5 giorni alla settimana, a partire da una semplice camminata a passo svelto. Se poi a questo tipo di allenamento si aggiunge qualche esercizio di contro-resistenza, che preveda l’uso di carichi, gli effetti positivi sul colesterolo sono ancora più marcati” afferma il dottor Morricone. Fra i numerosi benefici connessi alla pratica di sport ci sono dunque anche quelli di attenuare l’infiammazione, ridurre gli accumuli di grasso, in particolare negli organi più a rischio (fegato e cuore), e di migliorare la concentrazione di colesterolo nel sangue, proteggendo così dalle malattie cardiovascolari.

 

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