(fonte Gazzetta dello Sport)
L'intelligenza artificiale è ormai entrata a far parte delle nostre vite. Sempre più spesso viene usata in diversi ambiti: c'è chi la usa per risistemare gli appunti, chi per rielaborare dei testi e chi per preparare dei report nel proprio settore lavorativo. Anche in campo medico può essere usata ma è importante che a farlo siano i professionisti, sfruttando la macchina per le sue funzioni di assistenza e supporto, e non i pazienti che dovrebbero evitare di ricorrere all'IA per cercare diagnosi.
TUMORI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: I POSSIBILI USI— Ian Tannock, professore all'Università di Toronto in Canada, durante un recente convegno a Milano dedicato al tema dell'uso dell'Intelligenza Artificiale in campo medico ha sottolineato come questo strumento possa aiutare soprattutto in ambito oncologico, nella cura e prevenzione dei tumori. Infatti permette l'identificazione di nuovi bersagli molecolari o nuovi farmaci, aiuta nella valutazione di esami di imaging come mammografie. Però bisogna anche fare attenzione nell'usarla per le diagnosi perché può fare più fatica soprattutto nei casi complessi e poco comuni, su cui ha poche informazioni. L'importante è quindi che il percorso di diagnosi e terapia resti in mano a un medico che può usare l'IA come supporto.
POSSIBILI USI— L'intelligenza artificiale può essere utile anche nella ricerca, supportando gli studi su nuovi farmaci, sempre più mirati per ogni singolo paziente. Nel convegno milanese è stato presentato l'istituto diffuso una rete di collaborazione tra diversi centri di ricerca europei per portare più rapidamente le rispettive scoperte e allargare gli studi che sempre più avanzano anche grazie all'uso dell'intelligenza artificiale. Attraverso gli sviluppi tecnologici sono stati introdotti due nuovi settori della diagnostica per immagini, la radiomica e la patologia computazionale, che permettono di migliorare la capacità di stratificazione del rischio dei pazienti e la diagnosi di tumori solidi. Queste novità, prima di arrivare all'uso clinico, devono essere convalidati in modo più netto, al contrario l'impiego della valutazione del Dna tumorale circolante, è già utilizzato per le strategie di cura di alcuni tumori.
