(fonte Gazzetta dello Sport)
Quando si parla di attività fisica e longevità, l'idea diffusa è che serva correre maratone o passare ore in palestra. E questa convinzione, spesso, impedisce alle persone di iniziare: chi ha tempo per 90 minuti di corsa e altri 45 di pesi ogni giorno? Ma due studi appena pubblicati su The Lancet ribaltano questa prospettiva. I ricercatori hanno analizzato quasi 200 mila persone seguite per una media di otto anni, scoprendo che, in realtà, bastano cinque minuti al giorno di camminata per ridurre il rischio di mortalità del 10 per cento. Cinque minuti, non cinquanta.
BASTA POCO— Nel primo studio, condotto da un team internazionale, sono stati esaminati i dati di oltre 135 mila individui provenienti da Regno Unito, Svezia, Norvegia e Stati Uniti. Il risultato è che aggiungere alla routine quotidiana solo cinque minuti di attività moderata (parliamo di una camminata a circa cinque chilometri orari, niente di eroico) si associa a una riduzione del 10 per cento del rischio di mortalità per la maggior parte degli adulti. Per chi è molto sedentario la riduzione scende al 6 per cento, che comunque non è poco. Se si raddoppia il tempo a dieci minuti, i numeri salgono: 15 per cento di riduzione per chi ha già una vita abbastanza attiva, 9 per cento per i più pigri. Ma non si tratta solo di muoversi di più: conta anche stare seduti di meno. I ricercatori hanno scoperto che ridurre di mezz'ora al giorno il tempo trascorso sul divano o alla scrivania corrisponde a una diminuzione del rischio di morte del 7 per cento. Arrivare a un'ora in meno di sedentarietà porta la riduzione al 13 per cento.
SINERGIE— Il secondo studio, condotto su quasi 60 mila persone reclutate tra il 2006 e il 2010 per il progetto UK Biobank, aggiunge un elemento interessante: movimento, sonno e alimentazione non funzionano in modo isolato, ma si potenziano a vicenda. È la prima volta che una ricerca quantifica i miglioramenti minimi combinati in questi tre ambiti per calcolare l'impatto sulla longevità. Il dato che emerge è che anche chi dorme male, mangia in modo poco sano e si muove poco potrebbe guadagnare un anno di vita semplicemente aggiungendo cinque minuti di sonno in più ogni notte, mezzo piatto di verdura al giorno e due minuti di attività moderata. Insomma, basta poco.
L'aspetto più interessante è l'effetto sinergico: per ottenere quello stesso anno di vita agendo solo sul sonno, senza toccare dieta e movimento, servirebbe cinque volte tanto tempo in più a letto. All'estremo opposto della scala, chi già mangia bene, dorme regolarmente sette-otto ore e fa più di 40 minuti di attività moderata o intensa ogni giorno potrebbe aggiungere oltre nove anni alla propria aspettativa di vita rispetto a chi sta agli antipodi. Naturalmente, gli studi mostrano un'associazione tra comportamenti e longevità, non un rapporto diretto di causa-effetto. Ma l'associazione è abbastanza solida da indurci a pensare che cinque minuti al giorno non siano poi così difficili da trovare...
