domenica 26 aprile 2020

MOTORI

La Mazda RX-7 deve il suo successo commerciale al propulsore Wankel che l’equipaggiava. Debuttò nel marzo 1978 con la prima serie, mentre la seconda generazione fu lanciata a settembre 1985. Con la stessa carrozzeria nel 1987 vide la luce anche la Cabriolet, infine nel 1991 arrivò la Mazda RX-7 FD terza serie, prodotta fino al 2002, sostituita dalla RX-8 l’anno seguente.

L’ESSENZA DELLA SPORTIVA DA CORSA


La Mazda con motore rotativo più sportiva di sempre è stata proprio la RX-7 FD, che fu lanciata in seguito alla vittoria assoluta della Mazda 787B alla 24 Ore di Le Mans, nel giugno 1991. Era potente, grazie al birotore con doppio turbocompressore, e leggera oltre il possibile. Ne vennero prodotti meno di 85.000 esemplari fino al 2002 e fu venduta nel Nord America solo per due anni, rendendola ancora più leggendaria. La RX-7 del ’92, rispetto alle generazioni precedenti, possedeva accentuate doti sportive che andavano al di là delle linee affusolate e grintose, modellate con cura maniacale dagli stilisti giapponesi, ben attenti alle regole dell’aerodinamica. Era compatta, con baricentro basso, ed estremamente leggera, alleggerita almeno di un centinaio di chili, a dispetto di un equipaggiamento decisamente più ricco delle precedenti e con un birotore Wankel dotato di un inedito sistema di sovralimentazione.
Marina Terpolilli ( fonte Gazzetta dello sport )

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