mercoledì 31 marzo 2021

MUSEO DI KEATS

A ROMA UN VERO GIOIELLO DA VISITARE

A parte i romani e qualche turista più curioso, pochi sanno che a Roma, nella centralissima piazza di Spagna, non c’è solo la Scalinata di Trinità dei Monti, ma un altro luogo che vale la pena visitare. È la casa di John Keats, il poeta britannico, autore di tantissimi poemi tra cui “Ode on Melancholy” e “Ode on Indolence”, che si trasferì a Roma per trascorrere gli ultimi mesi della sua vita (morì nel 1821). Il maggiore esponente del Romanticismo letterario ha lasciato per sempre, quindi, la sua testimonianza proprio nella “città eterna”. Visse al numero 26 di piazza di Spagna, in una palazzina di tre piani che s’appoggia proprio alla scalinata. Chissà quante volte ci siete passati davanti senza avere mai alzato lo sguardo verso la lastra di marmo che porta l’incisione “L’inglese poeta Giovanni Keats mente meravigliosa quanto precoce morì in questa casa il 24 febbraio 1821 ventesimosesto dell’età sua”.

Secondo i racconti popolari amava mangiare alla Trattoria della Lepre e passeggiare per via Condotti. Oggi l’abitazione di Keats ospita la Keats-Shelley Memorial House, un museo dedicato a lui e ad altri due illustri poeti inglesi, Percy Bysshe Shelley, autore di tantissimi poemi tra cui “Prometeo liberato” (grande amore di Mary Shelly, autrice di “Frankenstein”), e Lord Byron, considerato, quest’ultimo, uno dei massimi poeti britannici, autore di tantissime opere degne di nota, tra cui “Childe Harold’s Pilgrimage” e “Don Juan”. La casa-museo fu allestita subito dopo la morte di Keats. Le sale ospitano i ricordi dei poeti Romantici inglesi, insieme a un’ampia biblioteca dedicata al Romanticismo, e tantissimi oggetti come quadri, sculture, manoscritti e anche alcune prime edizioni delle opere dei tre scrittori. Sono conservate anche alcune reliquie decisamente curiose: Altri pezzi importanti della collezione sono: un reliquiario contenente una ciocca di capelli di John Milton e di Elizabeth Barrett Browning, una maschera di carnevale di cera di Byron e manoscritti di Jorge Luis Borges, Oscar Wilde, Mary Shelley, Walt Whitman, William Wordsworth, Robert Browning e Joseph Severn, l’amico e compagno di viaggio di Keats.

Il museo venne inaugurato il 3 aprile 1909, alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

La casa romana di Keats si vede benissimo anche in un bel film che racconta gli ultimi anni di vita dello scrittore, intitolato “Bright Star“. Nel ruolo del protagonista Ben Whishaw, mentre Abbie Cornish recita nei panni della sua musa, Fanny Brawne. Il titolo del film è tratto proprio da un sonetto, forse il più famoso, di Keats intitolato “Bright star, would I were stedfast as thou art”, che il poeta scrisse durante la sua relazione con Fanny.

 

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