lunedì 3 maggio 2021

FLAVIA BARIGELLI OLTRE LA PARALISI

VERSO TOKYO NEL SITTING VOLLEY

di Alberto Francescut (fonte Gazzetta dello Sport)

Paralisi ostetrica significa perdita di mobilità e forza del braccio - nella fattispecie il sinistro - avvenuta in circostanze collegate al parto. Di certo, però, Flavia Barigelli non ha perso quella voglia dentro che ti fa andare oltre. Lungo il viaggio della sua vita sta per arrivare una tappa da sogno: si chiama Tokyo. “Con la Nazionale l’obiettivo più importante è sicuramente quello delle Paralimpiadi: daremo il massimo per finalizzare tutti i sacrifici e gli allenamenti che stiamo facendo. È un sogno che stiamo coltivando ed alimentando da tanto, per questo ci impegniamo costantemente. In azzurro abbiamo mediamente collegiali da 4 giorni, con 2 allenamenti al giorno, a settimane alterne, mentre con il club 3 volte a settimana”.

L’INCONTRO COL SITTING—La 30enne romana, ruolo schiacciatrice, ha iniziato a giocare a sitting volley a maggio 2018 dopo la convocazione ad un collegiale ad Albano Laziale: “Lì ho avuto modo di conoscere le mie attuali compagne di squadra e di vedere in prima persona a che livello può essere praticato questo sport. Finito il collegiale, ho iniziato ad allenarmi con le squadre romane SportAcademy360 e Astrolabio2000”. Nell’agenda sportiva di quest’anno c’è anche il campionato italiano: “Con il mio team, lo SportAcademy360, confido in un ottimo risultato. Ci stiamo allenando molto e dopo il quarto posto degli ultimi due campionati, vogliamo puntare alla medaglia. Nel programma stagionale anche la Champions: sarà sicuramente interessante poter competere in un contesto internazionale”.

UNA VITA CON LO SPORT—   Nata con la paralisi ostetrica, Flavia è “cresciuta convivendo con la mia disabilità, accettandola e adattando la mia vita in modo naturale. Sicuramente questa reazione è stata positivamente influenzata dalle persone che sono state accanto a me: mi hanno sempre incoraggiato a credere nelle mie potenzialità che cerco sempre di sfruttare per influenzare attivamente gli eventi, anziché attendere che si mettano in moto autonomamente e quindi si sia costretti a seguirli”. Non come le foglie del vento bensì come il marinaio che tiene stretto in mano il timone della sua vita. A proposito di sport, “è sempre stato una parte importante nella mia vita. Ne ho praticati diversi da piccola: tanto nuoto, basket, karate, danza, palestra. Poi alle medie ho iniziato a giocare a pallavolo e non l’ho più lasciata”. Sempre a caccia di nuove opportunità da cogliere ed emozioni da vivere: “Cogliete tutte le occasioni che la vita vi pone davanti, non rinunciando a nulla e insistendo costantemente su quello che volete ottenere - dice a chi fatica a uscire dal proprio guscio -. Non si può modificare il passato, ma si può fare in modo che il presente e il futuro sia migliore, si può riscoprire un io più forte e riprendere in mano la propria vita”.

OLTRE LO SPORT—   L’azzurra lavora come sviluppatrice software e sta terminando la magistrale in ingegneria energetica. Nel tempo libero ama guardare film e serie TV, in particolare d’azione e fantascienza. Mentre Tokyo no, non è fantasia: è splendida realtà.

 

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