domenica 9 maggio 2021

INTERVISTA A STEFANOS TSITSIPAS

"SOGNO ROMA E L'OLIMPIADE"

di Federica Cocchi (fonte Gazzetta dello Sport)

L’Italia ha un posto speciale nel cuore di Stefanos Tsitsipas. A Milano nel 2016 ha vinto il Bonfiglio, due anni dopo si è aggiudicato le Next Gen Atp Finals. A Roma il risultato migliore è stato quello del 2019, quando ha raggiunto la semifinale. Dall’altra parte della rete, ahilui, c’era un Nadal assetato di rosso, che poi vinse il torneo per la nona volta. Ma lo Tsitsipas che arriva al Foro Italico quest’anno è tra i favoriti per la vittoria del titolo come è giusto che sia per chi è numero 4 del mondo e in testa alla Race to Torino, che tiene conto della classifica dell’anno. Nel 2021 sulla terra rossa ha già vinto il Masters 1000 di Montecarlo, poi si è arreso a Nadal in una finale epica, di quasi quattro ore, a Barcellona.

“Ha significato molto per me, per la mia famiglia. Quando avevo sei anni sonno andato con mia mamma per la prima volta al Country Club e lei mi ha mostrato il suo nome. Perché lì aveva vinto un titolo da junior. Ne sono rimasto affascinato. Quindi sapere che adesso c’è anche il mio nome insieme al suo è come un cerchio che si chiude”.

Anche Barcellona è stata una grande cavalcata, poi la finale con Nadal e quella lotta all’ultimo colpo con la vittoria di Rafa.

“È ovvio che avrei preferito vincere... Non ho mai visto nessuno combattere con tata foga. Ma questo tipo di battaglie mi fanno bene, mi fanno crescere e raggiungere i miei limiti, è importante confrontarsi a questi livelli”.

Adesso tocca a Roma, come si sente?

“Sto bene, ho voglia di giocare, arrivo da un buon periodo. Ma ho soprattutto voglia di rivedere il pubblico perché è da due anni che non sento il calore della gente italiana. Devo arrivare almeno a giovedì. così potrò godermi finalmente i tifosi”.

La ricordiamo ancora ragazzino, a Milano nel 2018 quando vinse le Next Gen Atp Finals. Ora è numero 1 della Race. Quanto è cambiato da allora?

“Ero un ragazzino, ora sono un adulto. Molte cose sono cambiate, a livello personale e tennistico. Due cose che vanno un po’ di pari passo ultimamente. Ho fatto molta esperienza sul campo, ho vissuto avventure, dentro e fuori dal tennis, giocato tante partite. Dal punto di vista tennistico devo dire che mi sento completamente diverso rispetto ad allora, mi sento più equilibrato”.

Suo padre la allena, sua mamma è stata una sua collega, i suoi fratelli Paolos, Petros ed Elisavet sono tennisti e la vedono come esempio da seguire. Le pesa essere il loro punto di riferimento o ne è orgoglioso?

“I miei genitori mi seguono, mi aiutano, fanno di tutto perché io abbia successo. Non è sempre facile. Non ci avevo mai pensato ma al momento sono l’unico della famiglia che guadagna ed è una responsabilità. I miei fratelli sì, mi vedono come un esempio, e vorrebbero essere come me e la cosa mi rende felice”.

Una famiglia che vive di tennis.

“Sì sento di essere in grado di provvedere alla mia famiglia, i miei fratelli hanno potuto frequentare la Mouratoglou Academy e ci stiamo costruendo una vita nel Sud della Francia. Tutto questo grazie a me e al mio tennis, ed è una grande soddisfazione”.

Ultimamente sta giocando anche il doppio con suo fratello Petros. Vi divertite o finite per litigare nello spogliatoio?

“Grazie a lui mi diverto molto di più sul campo. L’ho sempre desiderato e finalmente possiamo dividere il campo. No non litighiamo, quando vinciamo siamo felici il doppio, spero che potremo continuare a farlo il più spesso possibile”.

Giocherete in coppia a Tokyo? In famiglia c’è una tradizione olimpica importante...

“Sì è il nostro obiettivo per quest’anno. Mio nonno Sergej, il papà di mia mamma ha vinto la medaglia d’oro nel calcio con l’Unione Sovietica a Melbourne 1956. Vorrei continuare su questa strada”.

Sì, ma tra pandemia e tennis non la vediamo più molto attivo con il suo blog di viaggi.

“Purtroppo il calendario è davvero compresso, e le limitazioni per il Covid non hanno aiutato. Il viaggio più bello che ho fatto è stato l’ultimo, in Oman. Mi ha arricchito molto, ho visto posti straordinari e conosciuto persone meravigliose. Appena si potrà vorrei andare in Namibia, mi sembra un posto magico con il deserto che incontra il mare e poi la Giordania, sarebbe bellissimo girare immagini a Petra. Anche a Roma, ovviamente, ma siamo nella bolla...”.

 

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