lunedì 10 maggio 2021

WOODY ALLEN

ECCO I SUOI SEGRETI

di Michele Antonelli (fonte Gazzetta dello Sport)

In un’altra vita avrebbe avuto i guantoni o la canotta da basket, il cappellino da baseball o il casco da football. Idee strane. Soprattutto se il soggetto è Woody Allen, tra i più noti registi internazionali. Intelligenza oltre la media ma ribelle, fin dai tempi della scuola. Tagliato per lo sport - dalla boxe alla pallacanestro - ma costretto da mamma e papà a lasciar perdere. Binari paralleli.

WOODY E LO SPORT - In diverse interviste fu lui stesso a raccontarlo, nell’incredulità dei giornalisti: "Mi confondete con i personaggi dei miei film…". Woody e lo sport , strano a dirlo e anche a pensarlo. Una passione che ha accompagnato la sua vita negli anni. Un esempio? I figli. Ronan, avuto con Mia Farrow (anche se lei mise in dubbio la sua paternità, tirando in mezzo l’ex marito Frank Sinatra) si fa chiamare così ma il suo vero nome è Satchel. In tanti pensarono a Satchmo, Louis Armstrong, vista la passione di Allen per il jazz. Sbagliato. Sta per Satchel Paige, giocatore di baseball che per colpa della segregazione razziale nello sport ha giocato quasi tutta la carriera nella Negro League arrivando soltanto nel 1948 - a 42 anni - in MLB: "La nostra ipocrisia ci ha tolto la possibilità di vedere un atleta che avrebbe potuto essere per il baseball quello che Michael Jordan è stato per il basket. Se i neri avessero potuto giocare fin da subito, il nostro sport sarebbe stato molto più ricco e bello, Satchel Paige è un eroe". E ancora, il secondo figlio adottato: all’anagrafe si chiamerebbe Moshe, ma tutti lo chiamano Moses fin da bambino. Come Malone, star dell’NBA tra la metà degli anni ’70 e ’90. E non è un caso.

BASEBALL, NBA, FILOSOFIA… - Woody segue l’NBA e tifa i New York Knicks: "Ma non sono appassionato di basket come lo sono del baseball, il più grande sport americano", spiegò in un’intervista del 2002 all’Observer. Un aneddoto "a canestro" resta indelebile e fu lo stesso regista a raccontarlo: per "Io e Annie" (1977) aspettò l’ultima partita della stagione 1971 dei Knicks per avere i giocatori e il Madison Square Garden a disposizione. Li mandò poi in campo contro una squadra di… filosofi, un team di attori scelto per interpretare Nietzsche, Hegel e Kant e che provava a tener testa a colossi come Earl Monroe, Walt Frazier e Bill Bradley. Poi la confessione: "Scene distrutte e mai utilizzate". Rispetto alla storia, un’esagerazione anche per i suoi film.

SUPERMAN E… L’UNIVERSITÀ - Intellettuale? No, grazie. Al massimo per comodità. Contro le consuetudini, meglio lo sport rispetto a noiose letture. In libreria spazio solo a fumetti di eroi come Superman e Batman finché - intorno ai 17 anni - fu costretto a dare uno sguardo ai classici della storia della letteratura per far colpo sulle compagne di classe. Giusto per avere qualche argomento in più per chiacchierare. Poi le frasi celebri sul contrastato rapporto con l’istruzione: "Ho un pessimo ricordo dell’università. Fui sbattuto fuori al primo anno perché copiavo agli scritti di metafisica. Stavo sbirciando nell’anima del compagno accanto a me…". Ironia, ma non solo. "Feci un corso di filosofia esistenziale. All’esame mi diedero dieci quesiti e non seppi rispondere neanche a uno. Consegnai in bianco, presi 110".

PSICOANALISI E "MAGIA" - A scuola Woody si distinse tra i compagni per la bravura nei giochi di carte e nei trucchi di magia, dote che verrà poi spesso fuori nelle pellicole. Nel ’59 iniziò a sentirsi malinconico senza apparenti cause, decidendo di consultare un analista. Per trent’anni la terapia divenne - con sedute settimanali - un appuntamento fisso, con la psicoanalisi spesso sullo sfondo in tanti film.

TRA TAVOLA E "PAURE" - Con 49 titoli per il cinema, Woody Allen è uno dei registi più prolifici degli States. Vincitore di quattro Oscar su ventiquattro nomination : due nel 1978 per "Io e Annie" (Miglior regia e Miglior sceneggiatura originale), uno per la sceneggiatura di “Hannah e le sue sorelle” (1987) e uno - sempre per la sceneggiatura - di "Midnight in Paris" (2012). Paranoico e ipocondriaco, si sottopone di continuo a visite mediche e cura la sua salute nei dettagli. A tavola prima di tutto : "Seguo la dieta mediterranea con olio d'oliva, noci, fichi e formaggio di capra. A parte l'impulso ogni tanto di andare in giro a vendere tappeti, direi che funziona…". Brillante anche in questo, a modo suo.

 

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