venerdì 11 giugno 2021

ATLETICA LEGGERA IN LUTTO

MORTA PAOLA PIGNI

In una circostanza che avrebbe dovuto suscitare solo serenità, si è aggiunta la notizia dell’improvvisa e tragica scomparsa di una delle figure dell’atletica più iconiche degli anni Sessanta e Settanta, Paola Pigni. Una conferma che arriva dalla Fidal, dopo il lancio ANSA in tarda mattinata, che ha tributato all’atleta un lungo omaggio attraverso delle parole che ne hanno ripercorso il successo da un punto di vista sportivo e l’impegno umano, educativo. Proprio dopo la partecipazione alla Festa dell’educazione alimentare delle scuole nella tenuta presidenziale di Castel Porziano, alle porte di Roma, alla presenza di Sergio Mattarella. Paola Pigni era lì con la rappresentanza delle Legends di Sport e salute. Subito dopo si è sentita male, è stata immediatamente trasportata all’ospedale Sant’Eugenio, poco distante dalla tenuta, dove purtroppo è deceduta.

L’addio drammatico a Paola Pigni, leggenda del mezzofondo azzurro

Paola Pigni, 75 anni, era una leggenda dell’atletica italiana: bronzo olimpico dei 1500 metri ai Giochi di Monaco nel 1972 e due volte campionessa mondiale di corsa campestre (1973 e 1974). Per 33 volte la maglia della nazionale ed era stata anche primatista del mondo dei 1500 nel 1969: la Fidal le ha dedicato l’apertura del sito ufficile e ha provveduto a ricordarla degnamente sui social.

La carriera di Paola Pigni

Come si legge sul sito ufficiale della Federazione, Paola Pigni è cresciuta a Milano dove ha iniziato come velocista (12.9 nei 100 e 27.0 nei 200 a 16 anni), salendo poi fino ad accasarsi di preferenza nei 1500 metri. Non esita però ad esplorare il fondo, avventurandosi perfino nella maratona, corsa a Roma il 31 dicembre del 1971 (la San Silvestro del Cus Roma) in 3h00:43. Nella Notturna di Milano del 1969 porta a 4:12.4 il record mondiale dei 1500 metri dopo aver superato sul passo l’olandese Maria Gommers (4:15.0). Sono tempi di rapida evoluzione per il mezzofondo femminile e più tardi, nella stessa stagione, ai campionati Europei di Atene, pur migliorandosi ulteriormente con 4:12.0, deve accontentarsi del terzo posto dietro Jaroslava Jehlicková (4:10.7, nuovo record del mondo) e la stessa Gommers (4:11.9). Lo stesso fenomeno, e in forma ancor più eclatante, si verifica ai Giochi olimpici del 1972 a Monaco: pur migliorando il suo record italiano tre volte nel giro di cinque giorni (4:09.53 in batteria, 4:07.83 in semifinale e 4:02.85 in finale), nella gara decisiva finisce ancora terza, dietro la russa Lyudmila Bragina (4:01.38, nuovo record del mondo) e la tedesca dell’Est Gunhild Hoffmeister (4:02.83).

Eccezionali i suoi titoli nel cross, nel 1970 a Vichy (quando era ancora Cross delle Nazioni), i due trionfi mondiali nel 1973 a Waregem e nel 1974 a Monza. Allenata dal marito Bruno Cacchi, tesserata in successione con il Circolo Giuliano Dalmata, con lo Sport Club Italia e con la Snia, vincitrice di 19 titoli nazionali, dai 400 ai 3000 e nel cross, e dei Giochi del Mediterraneo del 1975, ha detenuto anche i primati italiani di numerose altre distanze: 400 metri con 54.2 (1966); 800 metri con 2:01.98 (1975); 1 miglio con 4:29.5 (1973), a suo tempo record mondiale; 3000 metri con 8:56.6 (1973); 5000 metri con 15:53.6 (1969); 10.000 metri con 35:30.5 (1970) e 33:39.0 in gara ufficiosa nel 1972.

 

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