venerdì 17 settembre 2021

INTERVISTA AD ALESSANDRO BARBERO

"COSI' PROPRIO NON VA"

(tratto dalla Stampa)

Alessandro Barbero, docente di Storia medievale all’università del Piemonte Orientale e comunicatore con migliaia di follower, è diventato, suo malgrado, bandiera del mondo No Vax e No Pass dopo aver firmato l’appello dei 600 docenti universitari contro l’obbligo del Green Pass nelle università. Il giorno dopo l’approvazione del decreto con cui il governo rende il certificato verde obbligatorio per tutti i lavoratori, ribadisce in un’intervista alla Stampa la sua posizione. E, lui che dice di essere «molto di sinistra», indirizza le sue critiche proprio alla sinistra. Rea di aver consegnato – dice – «il controllo dei dipendenti al datore di lavoro».

Il decreto prevede che, se il dipendente comunica di non avere il Green Pass, o ne sia privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è sospeso. Ma non licenziato. Per le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata del contratto del sostituto e non oltre dieci giorni. Ma ci sono anche le multe: da 600 a 1.500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso in azienda violando l’obbligo di Green Pass; e per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

Barbero spiega: «Devo dire che da sinistra l’idea di affidare alle aziende un compito di controllo dei loro lavoratori è una cosa rischiosa. Che va contro tutta una tradizione che la sinistra ha cercato di evitare. E cioè che gli imprenditori avessero troppo potere di controllo su quello che fanno i loro dipendenti. Quindi, personalmente, questa cosa mi preoccupa un po’. E non è certamente quello che avrei voluto». E aggiunge: «Si stanno facendo delle cose che è legittimo che la sinistra consideri con qualche preoccupazione. E sulle quali si dovrebbero chiedere chiarimenti». L’obbligatorietà del vaccino invece, dice, sarebbe stato «un provvedimento più coraggioso. E giusto», spiega. E invece, dice, «viviamo in un’epoca in cui ci preoccupiamo del fatto che i governi possano esigere una sorta di fedeltà da parte dei cittadini senza assumersi fino in fondo le loro responsabilità». «Mi colpisce che questa classe politica non si assuma responsabilità».

Il professore si difende per le sue posizioni sul Green Pass, per le quali è stato molto attaccato. «Gli intellettuali sono quelli che provano a metter in fila i pensieri, a dare una collocazione logica agli stessi. Poi, però, capita come con Cacciari, che dice una cosa particolare e apriti cielo».

 

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