mercoledì 17 novembre 2021

CATTIVA POSTURA E DOLORI ALLA SCHIENA?

ATTENTI ALLA MASTICAZIONE

di Sabrina Commis (fonte Gazzetta dello Sport)

Denti e sport: un connubio perfetto. Studi scientifici hanno stabilito che esiste un rapporto tra occlusione dentale e prestazioni atletiche:  possono migliorare del 6% se si ha una chiusura perfetta. “La malocclusione è un capitolo importante e spesso ancora trascurato – spiega Clotilde Austoni, odontoiatra specialista in chirurgia odontostomatologica a Milano -. L’errata chiusura della bocca può essere all’origine di alcuni dei disturbi più diffusi: mal di schiena, cervicalgia, nausea e vertigini. E le conseguenze si estendono alla colonna vertebrale: rischio di ernia del disco, pubalgia, problemi al ginocchio e ai piedi.  Fastidi noti anche nel calcio: anni fa, campioni come Gianfranco Zola e Beppe Signori si sono affidati al dentista per risolvere guai muscolari. 

COME LA CATTIVA OCCLUSIONE È INFLUENZATA DALLA POSTURA SCORRETTA

“Il gesto atletico può essere diretto dall’equilibrio presente tra denti, muscoli e articolazione temporo-mandibolare. Del rapporto  tra occlusione, postura e performance sportiva si parla già da diverso tempo, ma negli ultimi anni si è presa sempre più coscienza di come durante l’attività sportiva anche una minima variazione di equilibrio possa modificare l’intensità della forza e la capacità di coordinazione. Quali sono i meccanismi a entrano in gioco?  Come denti, muscoli e articolazione temporo-mandibolare possano interferire con lo sport praticato? Pensiamo a una gara: la concentrazione, lo stress e la tensione sono al massimo, l’organismo rilascia alcuni ormoni tra cui cortisolo, noradrenalina, adrenalina. L’effetto dell’adrenalina è quello di preparare il corpo a una situazione di allarme e in modo inconscio, l’atleta si ritrova a stringere i denti, a serrarli. La conseguenza? Oltre a danneggiare i denti, specie se di sport se ne pratica tanto e si partecipa spesso a competizioni,  i muscoli della masticazione si contraggano in modo esagerato al punto da sviluppare tensioni anche al collo: nel tempo possono crearsi scompensi posturali e esporre l’atleta a un maggior rischio di infortuni. Inoltre, quando durante il gesto atletico si serrano i denti, si crea un lavoro muscolare inutile, si disperde energia,  si riducono efficienza e  rendimento della prestazione. Una malocclusione, ovvero un rapporto anomalo tra ossa mascellari e denti, i disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare e il bruxismo causano a loro volta tensioni e dolori muscolari. Le tensioni si ripercuotono sulla postura e di conseguenza sul gesto atletico. Negli sportivi basta una minima variazione di equilibrio per limitare la forza e la capacità di coordinazione”.

COME PREVENIRE LE TENSIONI MUSCOLARI E MIGLIORARE LA PRESTAZIONE ATLETICA —“La prima cosa è rivolgersi a un dentista per escludere la presenza di malocclusione: nel caso questa fosse invece presente,  trattarla in modo adeguato. In seconda battuta viene realizzato un bite dentale su misura, ovvero una placca in resina acrilica dura, regolata dal dentista in modo da bilanciare la masticazione. Ecco perché molti sportivi, tra cui Leonardo Bonucci, Valentino Rossi o ancora Tiger Woods utilizzano un bite. Lo scopo è proprio quello di bilanciare l’occlusione, annullare le forze generate dai muscoli masticatori che consumano energia,  ridurre il rischio di infortuni, proteggere i denti dall’usura e aumentare la capacità di concentrazione.  Particolare attenzione va riposta sul nuoto: i nuotatori trascorrono tantissime ore in una piscina clorata, il che significa che i denti sono sottoposti agli attacchi degli acidi come il cloro, miscela tra acido cloridrico e acido nitrico. Sul lungo periodo lo smalto dei denti, se non protetto, può andare incontro a erosione, demineralizzarsi fino a disciogliersi. Per contrastare l’acidità presente nella piscina, è opportuno eseguire terapie remineralizzanti che abbiano lo scopo di reintrodurre i minerali persi a causa dell’acidità”.

DAL DENTISTA E A CASA — “Esistono trattamenti remineralizzanti da eseguire dal dentista, in poltrona, e altri domiciliare che prevedono l’utilizzo di dentifrici e mousse dentali da applicare ogni giorno secondo protocolli specifici. Questi prodotti contengono molecole come le idroassipatiti biomediche sostituite con altre molecole, oppure il complesso calcio fosfato amorfo, che contrasta la demineralizzazione e allo stesso tempo favorisce l’integrazione di minerali”.

 

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