giovedì 9 dicembre 2021

ADDIO A LINA WERTMULLER

MORTA LA MITICA REGISTA

Lina Wertmüller, una delle più grandi registe del cinema italiano, è morta a 93 anni nella sua casa romana. Ad annunciarlo sui social un amico di famiglia e, come riportato dal Corriere della Sera, fonti vicine alla famiglia stessa hanno dichiarato che “è mancata serenamente a casa, vicino alla figlia e ai suoi cari”. All’anagrafe Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich era conosciuta per film come “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto”, “Pasqualino settebellezze”,”Mimì metallurgico” segnando la storia della commedia italiana.

Addio a Lina Wertmüller, muore a 93 anni la grande regista: la carriera

Per aver diretto “Pasqualino Settebellezze”, nell’edizione degli Oscar del 1977 Lina Wertmüller è stata la prima donna nella storia ad essere candidata alla statuetta come migliore regista, ma anche per il miglior film straniero e migliore sceneggiatura. Nel 2020 è alla fine arrivato l’Oscar alla carriera e durante la cerimonia di premiazione suggerì di ribattezzare il “Signor Oscar” al femminile. È stata la prima donna ad avere successo in tv ai tempi degli “sceneggiati” con la trionfale accoglienza del “Giornalino di Giamburrasca” (1964-65) e divide con Iaia Fiastri il privilegio di avere avuto spazio nella premiata ditta Garinei&Giovannini.

Addio a Lina Wertmüller, muore a 93 anni la grande regista: la vita

Nata a Roma il 14 agosto 1928 da una famiglia di origini svizzere e aristocratiche, Lina Wertmüller era sposata con lo scenografo Enrico Job, con il quale adotterà la figlia Maria Zulima. “Sono andata dritta per la mia strada, scegliendo sempre di fare quello che mi piaceva” disse la regista. A 17 anni si iscrive all’accademia teatrale di Pietro Sharoff, debutta come regista di burattini con la guida di Maria Signorelli, scrive per la radio e la televisione cominciando da lì a fare emergere la sua comicità fuori dagli schemi che si rivelerà uno delle doti vincenti per il prosieguo della sua carriera. Va a scuola di cinema da Fellini sui set di “La dolce vita” e “8 “, collabora alla prima Canzonissima della Rai e quando debutta nel lungometraggio con “I basilischi” nel 1963 gia’ vince la Vela d’oro del Festival di Locarno. Grazie al sodalizio con Rita Pavone ne “Il giornalino di Giamburrasca” emerge come regista, ambita dai produttori. Lina svilupperà un’intesa artistica con altri grandi protagonisti del cinema italiano, uno su tutti Giancarlo Giannini che dirige nel suo primo grande successo datato 1972 “Mimi’ metallurgico ferito nell’onore” con il quale si guadagna l’invito al festival di Cannes. La regista stringerà forti legami sul set anche con Sophia Loren, con la quale negli anni ’90 tornerà a fare coppia, per portare in tv un riuscito adattamento di “Sabato, domenica e lunedì ” da Eduardo e con Paolo Villaggio per “Io speriamo che me la cavo” dal romanzo-verita’ di Marcello D’Orta

 

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