lunedì 20 dicembre 2021

ARABIA SAUDITA

UNO SPETTACOLO DI PAESE DOVE LE SORPRESE SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO

Sta per partire il primo scavo archeologico sotto le acque del Mar Rosso. Il sito dove avverranno i lavori si trova al largo della costa dell’Arabia Saudita, un Paese di cui sente parlare sempre più spesso ultimamente, proprio come meta di viaggio. La Red Sea Development Company, che sta promuovendo il Red Sea Project, il più ambizioso progetto di turismo rigenerativo al mondo, insieme all’Università di Napoli “L’Orientale” si occuperà dello scavo archeologico. E sarà proprio l’ateneo italiano a guidarlo, un vanto per il nostro Paese.

Il primo sito sottomarino saudita

Si tratta del recupero del relitto di un’antica nave, considerata il relitto di legno meglio preservato del Mar Rosso. Il naufragio di questo vascello deve essersi verificato tra il 1725 e il 1750 nella laguna di Al Wajh. Adagiato sul fondale, a circa 20-22 metri di profondità, lo scafo presenta un cumulo di oltre mille brocche calcificate che formano un tutt’uno con la nave. Nel corso dei secoli, infatti, il legno dello scafo è stato trasformato dalla calcificazione in una sorta di legno pietrificato così come le terracotte che trasportava.

Il sito sottomarino in Arabia Saudita

Il relitto è lungo circa 40 metri e largo 10 e ospita un carico intatto che potrebbe raggiungere le mille tonnellate. Tutti i manufatti, una volta frecuperati, saranno depositati, conservati e catalogati nel Red Sea Museum di Gedda, mentre alcuni pezzi saranno esposti ai visitatori nell’ambito del Red Sea Project. L’idea è quella di trasformare questo sito che si trova a soli 25 metri di profondità e in acque incredibilmente trasparenti in una delle più particolari destinazioni al mondo dove fare immersioni. “Si tratta del relitto in legno più integro e meglio conservato individuato finora nel Mar Rosso”, ha spiegato la dottoressa Chiara Zazzaro, Direttrice della spedizione Red Sea Shipwreck Excavation e professore associato di archeologia marittima presso la stessa Università. “Con il suo spettacolare carico di giare, porcellane e spezie, questo mercantile del XVIII secolo testimonia le intense attività commerciali che animavano il Mar Rosso prima dell’apertura del Canale di Suez e le loro articolate connessioni con i commerci nell’Oceano Indiano. La struttura lignea giunta fino a noi rappresenta un’evidenza unica nel suo genere di una cantieristica navale su larga scala e dai costi notevoli, di cui finora non si conosceva l’esistenza nella regione”.

Arabia-Saudita-anfore

Il tesoro trasportato dal vascello colato a picco

Per secoli al centro delle rotte commerciali globali, la costa saudita del Mar Rosso è una terra ricca di storia. Le origini dell’Arabia Saudita si possono far risalire alle primissime civiltà della Penisola Arabica, che ha svolto un importante ruolo storico, oltre che per essere la culla dell’Islam, anche per essere stata per secoli uno snodo commerciale che collegava il mondo mediterraneo con i Paesi produttori di incenso, spezie e di altri beni di lusso. La Rotta dell’incenso, in particolare, fiorì all’incirca tra il VII secolo a.C. e il II secolo d.C..

I futuri sviluppi turistici sul Mar Rosso saudita

Ma il progetto non finisce qui. È prevista anche la rilevazione completa del fondale marino, partendo da Gedda e risalendo la linea di costa interessata dal Red Sea Project e dal megaprogetto “Amaala” che in arabo significa “speranza”. Prevista per la fine dell’anno, la rilevazione individuerà sul fondale oceanico altri resti archeologici che potranno essere escavati in futuro.Grazie alla collaborazione con la Commissione per il Patrimonio e con la Commissione per i Musei dell’Arabia Saudita, verrà anche lanciato un progetto per la costruzione di un museo marittimo, la prima struttura in Arabia Saudita ideata per preservare in modo adeguato ed esporre i reperti dell’archeologia subacquea.

Il progetto di sviluppo sul Mar Rosso saudita

Il museo diventerà un’attrazione educativa tanto per i futuri visitatori internazionali quanto per i sauditi desiderosi di approfondire il loro emozionante passato e il ruolo centrale rivestito dal Regno nello sviluppo della regione. Un accordo con la Commissione musei assicurerà che reperti di grande interesse possano essere preservati in modo sicuro e ammirati da tutti, inoltre, si sta già pensando a candidare la costa del Mar Rosso all’Unesco affinché venga inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Una nuova destinazione turistica d’eccezione

I lavori per il Red Sea Project sono già in stato avanzato e si prevede di accogliere i primi turisti entro la fine del 2022. La prima fase, che comprende l’apertura di ben 16 hotel, sarà completata nel 2023.

Il Red Sea Project si svilupperà su terreaferma e sulle isole del Mar Rosso saudita

L’intero mega progetto, però, sarà concluso solo dentro il 2030, quando il Red Sea Project comprenderà 50 resort con oltre 8.000 camere e più di mille proprietà residenziali distribuite su 22 isole e sei siti sulla terraferma. Ci saranno anche campi da golf e strutture per l’intrattenimento e il tempo libero. La nuova destinazione sarà raggiunta facilmente anche grazie all’apertura di un nuovo aeroporto internazionale, di porti turistici di lusso. Il Red Sea Project si svilupperà su oltre 28mila km quadrati di terre e acque intatte lungo la costa occidentale dell’Arabia Saudita e su un vasto arcipelago formato da più di 90 isole incontaminate. Questa zona comprende una parte di deserto con splendide dune, canyon di montani e persino vulcani dormienti oltre ad antichi siti di interesse storico e culturale. Proprio per questo, anche le infrastrutture di supporto ai resort e ai porti e aeroporti che saranno costruiti saranno attente alle energie rinnovabili e alla conservazione e riutilizzo delle risorse idriche. Un sistema di gestione circolare dei rifiuti permetterà di evitare lo smaltimento in discarica. Esiste già un vivaio paesaggistico di cento ettari che fornirà più di 25 milioni di piante per il Red Sea Project.

Arabia Saudita, nuova meta di vacanze

Ultimamente si è parlato molto di Arabia Saudita e la curiosità verso questo Paese cresce sempre più. Sarà perché c’è stato diverse volte Matteo Renzi – più per questioni di business che per altro -, poi perché vi ha trascorso la luna di miele uno degli ultimi scapoloni d’oro: Lapo Elkann, convolato a nozze lo scorso 7 ottobre con Joana Lemos, ex campionessa di rally. Proprio i suoi post sui social hanno mostrato le immagini del sito di AlUla, l’inedita regione storica saudita, nel bel mezzo del deserto arabo, un sito che ha 7mila anni di storia e che non ha nulla da invidiare alla più famosa Petra in Giordania.

Il sito di AlUla in Arabia Saudita

In questo angolo remoto, affiorano dalla sabbia del deserto più di cento monumenti di straordinaria bellezza, circondati da una natura unica, fatta di montagne di arenaria e altipiani, di rocce dalle forme più strane e di stretti “wadi” (passaggi) e canyon e persino di rigogliose oasi coltivate con palme da datteri e alcune varietà di agrumi. Proprio qui, nel sito Unesco di Hegra, lo scorso 8 aprile, Andrea Bocelli, il tenore italiano più amato al mondo, si è esibito in un concerto open air. E poi, da qualche settimana, MSC Crociere ha fatto partire le prime navi da Gedda, con tappe nei porti sauditi di King Abdullah Economic City (KAEC) e Yanbu, per poi proseguire verso Aqaba, in Giordania, prima di tornare di nuovo a Gedda. E proprio durante l’overnight nel porto di Yanbu che i crocieristi possono visitare AlUla o sperimentare il deserto arabo provando la magia di un campo tendato nel deserto dormendo sotto le stelle.

 

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