venerdì 17 dicembre 2021

ASPETTANDO LE FESTE

QUANTE NE SAI SU BABBO NATALE?

Secondo tradizione Babbo Natale ha i capelli e la barba bianca, un po’ di simpatica pancetta, veste di rosso e viaggia freneticamente su una slitta carica di doni e trainata da renne. È una delle figure più amate e attese dai bambini di tutto il mondo, ma è un simbolo di cui abbiamo bisogno anche da adulti. Nonostante questo, il fatto di cominciare a dubitare della sua reale esistenza è interpretato come segnale che il bambino sta uscendo dall’età dell’infanzia per diventare “grandicello”. Ecco allora qualche curiosità legata al simpatico anziano dispensatore di doni e divoratore notturno di latte e biscotti. 

CHI È BABBO NATALE – La figura di Babbo Natale discende, anche se un po’ alla lontana, da un personaggio realmente vissuto nel IV secolo: San Nicola, vescovo di Myra, una città situata nella provincia romana di Licia, che oggi corrisponde a una regione della Turchia. Si racconta che San Nicola ritrovò e riportò in vita tre bambini uccisi da un oste: per questo è considerato protettore dei piccoli. Il nome Santa Klaus viene invece dalla parola olandese Sinterklaas, che indica appunto San Nicola in quella lingua. Si dice che i suoi seguaci, inviati a portare il messaggio cristiano di casa in casa, usassero portare un dono ai bambini. Babbo Natale come lo conosciamo oggi, deriva dall’unione di due figure: una ha il ruolo di portatore di doni, l’altra discende da un personaggio del folclore britannico, lo Spirito del Natale Presente, un personaggio del racconto Canto di Natale di Charles Dickens, personificazione della bontà e dello spirito natalizio. Il personaggio, come risulta da illustrazioni dell’epoca, era un anziano piuttosto corpulento e vestito con un costume verde orlato di pelliccia. 

IL VESTITO ROSSO – Anche se è poco romantico, ormai sappiamo per certo che il colore fiammante di Babbo Natale è opera della Coca Cola, che negli anni Trenta inserì Babbo Natale in una sua pubblicità natalizia, sostituendo il verde originale della sua veste con il rosso vivace che conosciamo oggi. Babbo Natale in qualche caso però appare vestito di rosso anche in epoca precedente: risalgono all’inizio del Novecento alcune cartoline natalizie e alcune copertine di un periodico umoristico statunitense in cui il dolce vecchio appare vestito di questo colore. 

LE RENNE E LA SLITTA VOLANTE – Anche qui, la tradizione è antica e risale al folclore legato alla figura di Sinterklaas, il quale si spostava nella notte su un cavallo bianco alato con il quale volava al di sopra dei tetti: i suoi aiutanti si fermavano di casa in casa scendendo nei comignoli per lasciare doni ai bambini depositandoli nelle scarpe lasciate vicino al caminetto. Nel folclore germanico, invece San Nicola si spostava su una slitta trainata da cani. Dato che la dimora di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni, ma di solito si colloca molto a Nord, al Polo o nei dintorni, queste simbologie confluiscono in una slitta carica di doni e trainata da renne volanti. Il loro numero è variabile, ma in Occidente di solito sono otto e hanno nomi accattivanti: in inglese Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Dunder (o Donder) e Blitzen., tradotti in italiano con Fulmine, Ballerina, Saltarello, Freccia, Cometa, Cupido,  Donnola, Lampo.  Un ruolo speciale spetta alla nona renna, Rudolph, diventata molto popolare nella tradizione britannica. Rudolph era preso in giro dalle otto renne “titolari”, per via del suo grosso naso rosso: proprio il nasone diventò però la guida luminosa della slitta in una notte di grande nebbia, trasformando Rudolph in eroe del Natale. 

LA CALZA – Anche la consuetudine di appendere la calza al camino per trovarla piena di doni ha origine antica. Secondo il folclore germanico, infatti, il dio Odino teneva nel periodo del solstizio invernale una grande battuta di caccia notturna. Per questo i bambini riempivano di paglia e carote le loro scarpe e calze, lasciandole accanto al camino: in cambio del cibo, gli dèi cacciatori lasciavano doni. La tradizione è passata negli Stati Uniti d'America attraverso le colonie olandesi e si è affermata in larga parte del mondo. Nel nostro Paese è collegata anche all’usanza della calza della Befana. 

PERCHÉ NON POSSIAMO FARE A MENO DI BABBO NATALE (NEANCHE DA GRANDI) – Babbo Natale serve ai bambini per sperimentare in prima persona che l’amore è più grande di qualsiasi marachella possano aver combinato durante l’anno. Dato che ogni anno troviamo sempre i nostri doni sotto l’albero e dato che il grande vecchio porta regali ai bambini buoni, significa che Babbo ha saputo vedere il bambino buono che c’è in noi nonostante i comportamenti non sempre adeguati e apprezzati dagli altri. È l’esperienza del perdono e l’incoraggiamento indispensabile perché il bambino costruisca la sua autostima e la giusta immagine di se stesso. Gli adulti, invece, non possono, e non devono, fare a meno di Babbo Natale perché i riti condivisi rafforzano le tradizioni e i valori su cui si fonda la vita. Non ultimo, il vecchio signore vestito di rosso ci regala la gioia di tornare un po’ bambini, almeno una volta all’anno.  

 

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