giovedì 16 dicembre 2021

MONDIALI NUOTO

RECORD MONDIALE PER HAUGHEY

di Stefano Arcobelli (fonte Gazzetta dello Sport)

Pronti, via. Ai Mondiali di vasca corta a Dubai l'Italia comincia la prima sessione di finali con un grande rimpianto. Un gran progresso, il terzo tempo italiano di sempre ma la medaglia è solo di legno. Il bronzo vola in Svizzera, per un secondo esatto in meno, nelle mani di Antonio Djakovic anziché in quelle di Maro De Tullio, barese del 2000, che tocca in 3'37"83 nei 400 sl vinti dall'austriaco Felix Auboeck in 3'35"90 (per 15 centesimi non entra nella top ten di sempre) sul lituano Danas Rapsys (3'36"23).

Nella prima finale femminile, cade anche il primo record mondiale di Federica Pellegrini, sia come oro che come primato. I 200 sl salutano la nuova padrona iridata Siobhan Haughey, che tocca in 1'50"31 (53"81, già sotto il precedente limite) e cancella il limite della svedese Sarah Sjostrom di 1'50"43 del 12 agosto 2017 a Eindhoven, dove la neo primatista aveva provato più volte a prenderlo. Stavolta col crisma del titolo mondiale, la Haughey fa un monologo e si porta sul podio la canadese Rebecca Smih 1'52"24 e l'americana Pagie Madde in 1'53"01, sotto il podio la slovena Fain in 1'53"48. La Haughey è salita sul podio anche ai Giochi di Tokyo: nel dopo Fede i 200 sono made in Hong Kong e Australia (con la Titmus).

BENNY C'È—   Una finale col quarto tempi nei 50 rana per Benedetta Pilato, primatista e argento mondiale in vasca lunga. Qui la sedicenne tarantina è al debutto è tocca in 29"76 ex aequo con la svedese Sophie Hansson. Squalificata la primatista giamaicana Atkinson, eliminata l'olimpionica dei 100, Lydia Jacoby (Alaska), comanda la russa Godun in 29"42. Domani però Benny potrà entrare nella lotta per le medaglie. Un talento ritrovato. Lorenzo Mora si prende la finale dei 100 dorso pur essendo un duecentista e fa tremare ancora il record italiano di Simone Sabbioni di 49"68. Il modenese tocca quinto in 49"99, mentre è sfortunato Thomas Ceccon: primo degli esclusi per un centesimo in 50"22.

DOPPIO RAZZO—   Alberto Razzetti, nei 200 farfalla, si è preso con la vittoria nella sua batteria, la finale con il quinto tempo in 1'51"33: davanti ha il più veloce americano Trenton Julian, nato nel '98, l'olimpionico sudafricano Chad Le Clos e lo svizzero Noè Ponti, allenato da Massimo Meloni nonché l'estone Zirk. Il genovese di stanza a Livorno, allenato da Stefano Franceschi, ha un record italiano di 1 '50"24. Ha anche i 200 misti da affrontare, partendo dal terzo tempio dietro Seto e l'americano Carson Foster, pericolosi anche Scott e Vazaiois.

VAI CUSI—   Ilaria Cusinato, che da gennaio si allenerà a Verona con Matteo Giunta, si qualifica per la finale dei 400 misti con il miglior tempo: 4'30"27 (1'01"87, 2'11"60, 3'27"37). Sarà sfidata dalla canadese Tessa Chieplucha e dalla solida americana Melanie Maragalis: la padovana è apparsa molto sciolta e rilassata, s'è pure controllata nel finale. Insomma: una Cusi lanciata. Per la medaglia serve tornare al 4'27"88 di personale che risale agli ultimi Mondiali di Hangzhou 2018.

ALTRI PASS—   Nicolò Martinenghi è in semifinale nei 100 rana di cui è bronzo olimpico. Tete nuota a fianco dell'americano Nic Fink (57"02) e prende le misure con un passaggio a 26"63 e un tocco a 57"43, migliorabile stasera. Gli altri rivali sono il turco Enre Sakci a 57"16, il primatista mondiale, il bielorusso Shymanovich (56"20) e l'olandese Arno Kamminga, primo per un centesimo. Per 3 centesimi, Margherita Panziera resta fuori dalle semifinali dei 100 dorso, in cui approda invece col 13° crono (58"05) Silvia Scalia, da poco trasferitasi a Verona con Matteo Giunta. Poi la rinuncia dell’austriaca Pilhatsch farà nuotare la veneta anche in semifinale. E' una di quelle specialità in cui non abbiamo speranze da podio. Infine la staffetta veloce 4x100 ha timbrato la qualificazione alla finale di stasera con il terzo tempo in 3'07"00 (il record italiano è di 3'05"20) dietro Russia 3'06"02 e Usa 3'06"78. Lanciato da Miressi (46"76), il quartetto doveva effettuare il classico spareggio interno per lasciare posto stasera a Thomas Ceccon (bene Deplano). L'importarsi è regalarsi una nuova emozione: veloce come quella dell'argento di Tokyo...

 

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