martedì 14 dicembre 2021

OGGETTI VINTAGE

POSSONO VALERE UNA FORTUNA

Il mondo è pieno di collezionisti che vanno sempre in giro alla ricerca di oggetti vintage rari o bizzarri, che talvolta possono valere una vera fortuna. Sui mercatini dell’usato o sul web, se ne trovano davvero a bizzeffe ma, spesso, chi possiede un piccolo tesoro non lo sa neppure. Ma sapete quali sono gli oggetti del passato che possono valere di più? Abbiamo redatto apposta per voi una breve guida per orientarsi in questo mondo così vasto (e per correre subito a cercare in soffitta!).

Videogiochi vintage che possono valere una fortuna: cosa cercare

Partiamo da oggetti “vintage” ma non troppo, che possono valere una fortuna: le console di videogiochi. Il vecchio Sega Master System, il NES e il Super Nintendo, ad esempio, hanno raggiunto una quotazione di circa 500 euro per modelli ben tenuti e perfettamente funzionanti. Ma se qualche videogiocatore particolarmente appassionato avesse conservato addirittura un Atari Jaguar del 1993, sappiate che il suo valore sul mercato del collezionismo è di circa 1.200 euro, dovuti alla rarità di una console tanto sfortunata. Tornando a nomi più comune, alcuni modelli di Game Boy Color in edizione limitata, addirittura, arrivano a 1.500 euro. Anche certi videogame sono estremamente rari. Per esempio, la cartuccia originale di Mario Kart 64 per Nintendo 64 è venduta oggi intorno ai 2.000 euro! Abbastanza comune negli anni ‘90 ma decisamente raro oggi, il CD-ROM di Tombi! per la prima PlayStation ha un valore di 300 euro circa. Infine, la cartuccia originale di Megaman: The Wily Wars, unico capitolo della serie di Megaman ad essere uscito su console Sega nel nel 1994, oggi viene venduta a 250-300 euro.

Musica: i prodotti più rari e ricercati dai collezionisti

Anche la musica rappresenta da sempre un pianeta ricco di oggetti vintage che possono valere una fortuna. Il primo walkman a musicassette di Sony, iconico oggetto di culto di intere generazioni ricercatissimo dai collezionisti, è oggi venduto a circa 600 euro. Se ne avete uno in soffitta, correte a recuperarlo. Anche il primo iPod di Apple può valere oggi fino a 4.000 euro. Cifra che può essere tranquillamente moltiplicata per 10 qualora ne avessimo uno ancora imballato e inscatolato. Anche i vinili in stampa originale possono arrivare a cifre di capogiro. Ad esempio, Diamond Dogs di David Bowie (1974) arriva a circa 3.500 euro, anche se il re incontrastato è il White Album dei Beatles (1968): lo si trova in giro a circa 50mila euro. Nel rock italiano, invece, la prima stampa in vinile dell’album Ma cosa vuoi che sia una canzone di Vasco Rossi (1978) può essere valutata intorno ai 2.200 euro.

Gli oggetti vintage strani che possono valere una fortuna

Tra gli oggetti vintage di uso comune più strani, quelli che possono valere una fortuna sono spesso inaspettati. I vecchi salvadanai, ad esempio, possono raggiungere un valore che supera il migliaio di euro. Specie se a forma di porcellino o a ‘goccia’, ovvero di quelli tradizionali in terracotta. Tutto sta nella qualità del prodotto. Anche le sedie a dondolo, spesso lasciate inutilizzate in soffitta a prendere polvere, sono molto ricercate sul mercato del collezionismo, specie se realizzate interamente a mano con legni pregiati. In ogni caso, una sedia a dondolo di qualità media non vale meno di 250-300 euro. Meglio ancora se da qualche parte in soffitta conservate ancora una macchina da scrivere appartenuta ai vostri genitori o nonni. I modelli più iconici di Olivetti o Remington arrivano a superare tranquillamente i 1.000-2.000 euro. Infine, i classici “gioielli della nonna” sono spesso delle vere e proprie fonti di guadagno inaspettato. Collane, bracciali, orecchiini o collezioni che contengono (anche per puro caso) qualche pezzo unico o decisamente raro, possono fare davvero la fortuna di chi li possiede.

Smartphone antichi e telefoni vintage: quelli che valgono di più

Oggi compagni insostituibili delle nostre vite, un tempo il loro uso era molto più sporadico e riservato alle élite: stiamo parlando dei telefoni cellulari. Alcuni modelli hanno fatto storia e tutt’ora rappresentano un vero e proprio must per ogni collezionista che si rispetti. Un esempio è il Nokia 3310, che all’inizio del secolo seppe diventare leggenda. Oggi, i collezionisti pagano anche più di 200 euro per un modello in ottimo stato e perfettamente funzionante. Come lui, anche il primo iPhone della Apple (risalente al 2007), è oggi ricercatissimo dai collezionisti ma con prezzi tutt’altro che umani. Un modello in versione 2G del celebre smartphone di Steve Jobs viene venduto in media a 800-1.000 euro, ma certi modelli possono arrivare anche a 10mila euro! Infine, il vecchio Motorola DynaTAC 800x, risalente addirittura al 1984, è uno dei telefoni vintage più richiesti al mondo. Tra i primi cellulari mai prodotti, ne esistono in circolazione solo 300mila, molti dei quali non funzionanti. Il loro valore si aggira intorno ai 1.000 euro.

Gli oggetti degli anni ‘80 e ‘90 ricercati dai collezionisti

Gli anni ’80 e ’90 sono stati senza dubbio quelli dell’esplosione della plastica e della tecnologia, ma anche anni capaci di regalarci tantissimi oggetti diventati iconici: alcuni di essi possono valere davvero una fortuna. Basta saperli individuare e piazzare al giusto prezzo sul mercato del collezionismo. Vi ricordate ad esempio del vecchio Tamagotchi? L’animaletto domestico elettronico, che fece il boom negli anni ’90, oggi viene venduto a circa 300 euro. Se lo avete ancora, resuscitatelo e fatelo valutare. Potrebbe fruttarvi un bel gruzzoletto. Meglio ancora se avete determinate Carte dei Pokemon: ce ne sono alcune che valgono circa 900 euro, come la Carta Charizard Set Base. Sul web, ci sono moltissimi siti web di collezionisti che effettuano valutazioni a riguardo. Provate a farlo con tutta la vostra collezione: troverete sicuramente qualcosa di valore. Tra gli oggetti anni ’80 e ’90 che possono valere di più ci sono i giocattoli. Ad esempio, il vecchio Super Liquidator può costare oggi più di 500 euro. E anche i set Polly Pocket, arrivano a cifre molto alte: in media 400 euro, ma ci sono set che arrivano anche 800-900 euro. Attenzione soprattutto ai modellini di automobili. Quelli ben tenuti e, soprattutto, che siano parte di determinate collezioni, raggiungono spesso quotazioni decisamente elevate, con cifre da capogiro talvolta prossime ai 25mila euro.

Monete in lire rare più ricercate dai collezionisti: quali sono

Le monete rare sono da sempre tra gli oggetti più cercati dai collezionisti. Che presentino errori e varianti di conio o che siano state emesse in tirature limitate, saperle riconoscere è spesso il primo passo verso il guadagno facile di somme piuttosto discrete. Le monete in lire, per esempio, sono ancora presenti nelle nostre case. Tanti di noi le hanno conservate per nostalgia, ma da loro potremmo ricavare anche sommette relativamente alte. Di sicuro parecchio superiori rispetto al loro stesso valore nominale. Se circolano tantissime 10 lire e 1.000 lire, sono le piccole 50 lire a poter valere una piccola fortuna. Coniate per la prima volta nel 1954, un esemplare di quell’anno può valere anche più di 200 euro. Sono però quelle coniate dal 1958 al 1961 a valere molto di più. Una 50 lire del del 1958 può arrivare fino a 1.300 euro, mentre quelle del 1960 fino agli 800. Quelle del 1959 e del 1961 hanno un valore compreso tra 500 e 650 euro. Le 5 lire, invece, raggiungono cifre altissime soprattutto se provenienti dall’era pre-repubblicana. Quelle del Regno d’Italia valgono anche più di 10mila euro e, addirittura, la 5 lire “Aquila Sabauda” del 1901 arriva a 110mila euro! Anche perché si tratta di una moneta praticamente introvabile. Molto più comuni le 5 lire “Delfino” che, a seconda della versione, possono arrivare fino ad 8mila euro.

Monete in euro più rare: quali sono

Spostandoci dall’era della lira a quello dell’euro, ci sono tante monete non così antiche ma che possono valere davvero tanto. I pezzi più rari e ricercati sono quelli da 2 euro coniati dal Principato di Monaco. La 2 euro emessa nel 2007 per ricordare i 25 anni dalla morte della principessa Grace Kelly, ad esempio, può superare il valore di 3mila euro. Anche la moneta del 2015, che celebra gli 800 anni della fondazione del Principato, arriva a 1.500-2.000 euro. Particolarmente ricercata è invece una 2 euro proveniente dalla Grecia. Si tratta della normale moneta emessa dal paese ellenico, ma con una particolarità: c’è una ‘S’ all’interno di una delle stelle che fanno da contorno alla scena del rapimento di Europa da parte di Zeus trasformatosi in toro. Il suo valore arriva a 1.000 euro.

Schede telefoniche vintage: quali valgono una fortuna

Prima della diffusione di massa dei telefoni cellulari, tutti utilizzavamo le vecchie cabine grazie all’ausilio delle schede telefoniche. Negli anni ’90 e nei primi 2000 erano grandissimi oggetti da collezione, tanto è vero che alcune di loro oggi valgono davvero tanto. Oggi, il valore delle schede telefoniche SIP o Telecom Italia è da stimare in base alla loro tiratura, all’anno di emissione o all’appartenenza ad una determinata collezione, nonché al loro utilizzo. Una scheda intonsa vale molto di più di una carta telefonica usata. Ad esempio, le carte gialle e azzurre risalenti agli anni ’70 e ’80 possono arrivare anche a 500 euro se nuove e 400 se usate. Quelle che di sicuro valgono di più sono però quelle del 1990 dedicate alle Pagine Gialle: la collezione completa delle 12 schede può essere venduta anche a 2.500 euro. Poi, circolano alcuni prototipi della serie Panini dedicate ai calciatori della stagione 1993-94. Le schede telefoniche di questo tipo con su raffigurati campioni come Roberto Baggio e Roberto Mancini arrivano a circa 250 euro l’una. La serie di quattro schede telefoniche che promuovono i prodotti della Italtel oggi vale, da nuova e completa, oltre i 1.000 euro. Infine, la scheda telefonica “Labirinto“ della serie “La scheda enigmistica” è una di quelle dalla tiratura più bassa. Oggi, se intonsa, vale circa 300 euro.

 

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