sabato 11 dicembre 2021

OSPEDALI IN CRISI

SENZA SANITARI SOSPESI. I SINDACATI:" RIVEDERE LA NORMA"

I contagi da Covid-19 in Italia non si placano, con tanti pazienti costretti a ricorrere alle cure ospedaliere per l’aggravarsi delle condizioni dopo le cure domestiche. Mentre le intensive sembrano reggere il colpo, in corsia c’è un ritorno alla crisi, con diversi ospedali che si ritrovano sotto organico a causa della sospensione di diversi operatori no vax.

Medici no vax sospesi, corsie in difficoltà

In diverse parti dell’Italia, da Nord a Sud, tanti sono stati i medici sospesi dall’attività perché contrari alla vaccinazione. Tanti operatori, che hanno rifiutato la somministrazione del siero anti-Covid, sono stati dunque costretti a lasciare il servizio fino a nuova decisione. Gli operatori ad oggi non vaccinati e sospesi sarebbero poco meno di duemila, ma tanti da creare disagi e problemi alle corsie di diversi ospedali. Tra questi ci sono quelli di Padova e provincia, dove il presidente della sezione padovana del sindacato che rappresenta i primari ospedalieri ha lanciato l’allarme sulla situazione.

Ospedali senza medici, l’appello del sindacato

Giampiero Avruscio, presidente della sezione padovana dell’Anpo, il sindacato che rappresenta i primari ospedalieri, ai microfoni di Adnkronos ha spiegato la difficile situazione negli ospedali, che già prima della pandemia erano in crisi e sotto organico. “Siamo in guerra contro il Covid ed abbiamo bisogno di soldati” ha sottolineato Avruscio, che ha spiegato come la mancanza di personale ha messo in ginocchio tanti ospedali. Per il presidente dell’Anpo andrebbe dunque “rivista la norma che allontana il personale sanitario non vaccinato”.

La sospensione del personale non vaccinato mette in difficoltà gli ospedali

Per Avruscio infatti bisognerebbe riflettere su questa “punizione”, in quanto “sono stati allontanati centinaia di medici e infermieri di grande esperienza, di elevata professionalità che non sono facilmente sostituibili”.

Pandemia e emergenza, cosa succede

Giampiero Avruscio, presidente del sindacato che rappresenta i primari ospedalieri, ai microfoni di Adnkronos ha spiegato la situazione di disagio che diversi ospedali di Padova e provincia stanno vivendo a causa della sospensione di molti medici. Come riferito dal dirigente in tanti all’interno degli ospedali non vanno in ferie da tanto tempo. I numeri dicono che a Padova gli operatori allontanati dal servizio sono 200. “Anche a noi vaccinati vengono fatti i tamponi salivari e soltanto se trovati positivi finiamo in quarantena. E lo stesso dovrebbe essere per i colleghi non vaccinati” ha spiegato Avruscio. Ecco allora la possibile soluzione: fare tamponi ogni 24-48 ore per garantire il ritorno in servizio dei sospesi. “L’anno scorso, prima dell’arrivo del vaccino, venivamo ‘tamponati’ con molta frequenza” ha infatti sottolineato Avruscio, augurandosi che il consiglio sia presto accolto per riabbracciare i tanti medici fermi.

 

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