giovedì 13 gennaio 2022

DIMAGRIRE E PERDERE PESO

LA DIFFERENZA TRA DIETA E SPORT

di Maria Elena Perrero (fonte Gazzetta dello Sport)

Dimagrire e perdere peso: sembrano due sinonimi ma non lo sono. Non lo sono a livello fisico, estetico, e non lo sono a livello di salute. “Una persona potrebbe perdere peso anche mangiando esclusivamente merendine, purché il suo introito calorico risulti inferiore al dispendio energetico, in modo quindi da avere un deficit calorico. Ma di certo questa non è la strada giusta per ottenere risultati buoni in termini di dimagrimento, quindi di riduzione di massa grassa, e di salute”, premette a Gazzetta Active la dottoressa Chiara Vitobello, ex campionessa italiana di salto in alto, oggi allenatrice e biologa nutrizionista.

LA DIFFERENZA TRA DIMAGRIMENTO E PERDITA DI PESO

Per comprendere se si sta registrando una semplice perdita di peso o un vero e proprio dimagrimento, bisogna essere in grado di capire a che cosa è dovuto il calo ponderale. “E’ opportuno limitarsi a parlare di perdita di peso quando non si conosce la natura di questo cambiamento, vale a dire se sia legato ad una perdita di massa magra, massa grassa o acqua. Al contrario, possiamo parlare di dimagrimento quando a ridursi è, nello specifico, il quantitativo di massa grassa“, chiarisce la nutrizionista. “Il numero sulla bilancia è quindi un dato parziale, in grado di testimoniare unicamente la perdita di peso. Ma per capire se è in atto un reale dimagrimento servono strumenti più precisi, che valutino la composizione corporea, come il plicometro e la bioimpedenziometria. Solo un dimagrimento confermato attraverso questi strumenti è positivo a livello di salute. La perdita di peso evidenziata dalla bilancia può invece nascondere una perdita di massa muscolare che, a dispetto dell’entusiasmo iniziale dettato dal calo registrato, non rappresenta in realtà una conquista positiva né a livello di estetica né a livello di salute”.

METABOLISMO BASALE, TERMOGENESI, MOVIMENTO E CALORIE: I FATTORI CHE INCIDONO SUL DIMAGRIMENTO

Negli ultimi tempi hanno riscosso sempre maggior successo le diete che tagliavano semplicemente un macronutriente, per lo più i carboidrati o i grassi, dall’alimentazione quotidiana. “Nell’ottica della mera perdita di peso, la suddivisione in macronutrienti nella dieta occupa un ruolo secondario”, ci dice la dottoressa Vitobello. “Ha un ruolo centrale, invece, il quantitativo totale di calorie che introduciamo nel corso della giornata. Se quest’ultimo risulterà essere inferiore rispetto alle calorie consumate nell’arco delle 24 ore, ecco che andremo a registrare un progressivo calo di peso. Il consumo energetico, però, non è dato solo dall’attività sportiva, ma è la somma di quattro fattori: il metabolismo basale, la TID (termogenesi indotta dalla dieta, ovvero le calorie che il nostro organismo consuma per digerire quello che mangiamo), il NEAT (non exercise activity thermogenesis, ovvero tutte le calorie che consumiamo per svolgere le attività quotidiane che non siano sport) e l’energia consumata nel fare attività sportiva. Le diete che attribuiscono il merito dei loro risultati all’eliminazione di un alimento, di una classe di alimenti o di un macronutriente, ingannano. Se andiamo, ad esempio, ad eliminare tutti i carboidrati dalla nostra dieta, finiremo con altissime probabilità per introdurre meno calorie rispetto al nostro fabbisogno. La perdita di peso, quindi, non sarà merito dell’assenza di carboidrati in quanto tali, ma, piuttosto, dell’indiretta ma conseguente diminuzione dell’introito calorico totale”.

PER DIMAGRIRE MEGLIO LA DIETA O LO SPORT?

Una delle domande che tutti coloro che vogliono dimagrire si fanno è se sia più efficace la dieta o lo sport, l’attività fisica, il movimento. In altre parole, se per dimagrire sia più utile tagliare l’apporto calorico o aumentare il consumo energetico. “E’ difficile rispondere. All’inizio si ottengono risultati anche applicandosi solo in uno di questi due ambiti. Ma a mio avviso la strada vincente è quella che prevede la messa in atto di uno stile di vita attivo unito ad una dieta controllata. Anche perché solo in questo modo si evita di dover portare all’estremo una di queste due pratiche, finendo per seguire diete estreme o attività fisica troppo intense, che possono essere dannose per l’organismo”.

DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO: PERCHÉ SI PERDE IL GRASSO IN CERTI PUNTI E NON IN ALTRI

Va poi detto che il rischio di alcune diete drastiche è anche quello di ‘svuotarsi’ in alcune parti del corpo che magari non sono quelle che avremmo voluto vedere dimagrire. E se sicuramente una dieta drastica non fa bene in generale, i punti in cui si dimagrisce possono non dipendere dall’alimentazione: “Una volta impostata una dieta che preveda un deficit energetico, sarà la nostra genetica a determinare in che distretti corporei, più che in altri, andremo a perdere massa grassa e volumi – chiarisce la dottoressa Vitobello -. Saranno invece proprio le caratteristiche del piano nutrizionale ipocalorico, in termini di ripartizione dei macronutrienti, a determinare a carico di che tessuto avverrà il calo. Deficit calorici abbinati ad un insufficiente apporto proteico, per esempio, faranno sì che a essere sacrificata sia per lo più la massa muscolare, con conseguenze negative in termini di salute, estetica e prestazione”.

DIMAGRIRE DOPO LE FESTE: CONSIGLI PRATICI TRA DIETA, SPORT E STILE DI VITA

Chiarita la distinzione tra dimagrimento e semplice perdita di peso, e sottolineata l’importanza sia della dieta sia dell’attività fisica (e non solo sportiva) per dimagrire, ecco qualche consiglio pratico per tornare a regime dopo gli eccessi delle feste: “Il mio consiglio per questo periodo è di non cadere nella trappola di diete drastiche, che prevedono eccessivi tagli calorici o addirittura il digiuno – sottolinea la nutrizionista -. Si è infatti visto che privarsi totalmente di qualcosa porta poi a ricercarne un eccesso. E passare da un eccesso all’altro può portare ad avere uno scorretto rapporto con il cibo e perfino all’insorgere di disturbi del comportamento alimentare. Per questo motivo suggerisco di tornare a uno stile di vita attivo. E prima di parlare di allenamento penserei ad aumentare la cosiddetto NEAT a cui abbiamo già accennato, ovvero l’insieme di tutte quelle attività quotidiane a costo zero che nell’arco di una giornata hanno un peso a livello di dispendio energetico, come camminare, fare le scale, fare le faccende domestiche, portare le borse della spesa. A questo poi andrà abbinata una dieta varia, calibrata sui propri fabbisogni, da strutturare in accordo con uno specialista del settore come un dietologo, un nutrizionista o un dietista”.

 

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