giovedì 20 gennaio 2022

INTERVISTA A LUDOVICA BIZZAGLIA

"I SOCIAL? HO UN DOVERE MORALE"

di Chiara Zucchelli (fonte Gazzetta dello Sport)

Attrice, influencer, imprenditrice: Ludovica Bizzaglia è tutte queste cose insieme ma, soprattutto, è una ragazza di neppure 26 anni che ogni giorno parla a un milione di persone su Instagram. Non le interessa il facile consenso, ma le interessa raccontare e raccontarsi: “E se con le mie esperienze riesco ad aiutare anche solo una persona va benissimo così”. Tra temi leggeri (la moda, la sua routine con fidanzato e cani, la passione per la cucina e quella per il pilates) e conversazioni più intime (la psicoterapia, i disturbi alimentari), Ludovica non si nasconde: ha ammesso di essersi rifatta il seno “perché mi andava e il corpo è mio e faccio quello che voglio”, ha raccontato la pericardite da vaccino, il Covid e la sua dermatite atopica e ha anche sensibilizzato su un corretto utilizzo dei filtri Instagram: “Il set è una cosa, la realtà un’altra”.

Proprio per questo ha pubblicato le sue foto con la dermatite?

“Ho capito dopo anni, e dopo un lungo percorso con la mia psicoterapeuta, che non c’è nulla di cui vergognarsi. Le dermatiti possono essere di varia natura, io ci sono proprio cresciuta. Mia mamma, scherzando, dice sempre che quando sono nata, visto che ero di oltre quattro chili e sono arrivata al termine di una gravidanza di quasi dieci mesi, avevo la dermatite nelle pieghe della ciccia. Poi è chiaro, ci sono dei periodi in cui si manifesta di più, come quelli di cattiva alimentazione o di forte stress, ma ormai lo so e ci convivo”.

E ha imparato a curarla.

“Quando sono nata io ai problemi della pelle non veniva data l’attenzione di oggi. Il mio dermatologo, Diego Orsini, è stato preziosissimo per me, attraverso una cura biologica sperimentale abbiamo risolto il problema. Purtroppo si è manifestato di nuovo perché tra pericardite, vaccino e Covid l’ho dovuta sospendere, ma ora ho ripreso”.

Le sue foto hanno colpito molto.

“Trovo che ci sia molta disinformazione a riguardo, ma le malattie cutanee creano molti disagi psicologici, sono a 360 gradi invalidanti, la gente pensa che tu sia contagiosa o che non ti lavi bene. Immaginate questi discorsi che effetti possono avere su un’adolescente”.

Lei parla con cognizione, l’adolescenza non è stata facile.

“Sui social sento un dovere morale, a 15 anni soffrivo di disturbi alimentari e di ansia, non sapevo a chi ispirarmi, chi guardare, anche fuori da casa mia. I social erano proprio all’inizio, non c’era Instagram che invece oggi c’è e, se gestito bene, può far sentire le persone meno sole. Quindi se le mie parole possono aiutare anche solo un ragazzo o una ragazza per me va bene così. Ho condiviso la mia storia quando ero pronta, non subito, proprio per essere d’aiuto e non sbagliare nulla”.

Stessa cosa per quanto riguarda la pericardite.

“Io sono pro vax e per l’obbligo vaccinale, nonostante abbia avuto una reazione avversa. Ma poteva succedere con una medicina qualsiasi, con la carne piena di antibiotici che spesso mangiamo o una verdura non lavata bene. Magari mi sarebbe venuta lo stesso con il Covid e senza vaccini sarebbe stato peggio. Ora l’ho curata, sto bene”.

Lei parla spesso anche di uno stile di vita sano.

“Beh, faccio anche vedere pizza, patatine e vino (ride, ndr). Però in assoluto sì. Mi piace cucinare, mangiare bene e allenarmi. Yoga e pilates, con la mia coach Francesca Pace, sono i miei allenamenti della vita. In cucina dicono che i miei piatti forti siano le polpette in bianco e la torta ricotta e cioccolato. Ho capito con il tempo, proprio perché ho sofferto di disturbi alimentari, quanto sia importante una buona alimentazione”.

Gli haters hanno da ridire anche su questo?

“Devo essere onesta, ne ho pochi rispetto alle persone che mi seguono. La vera shitstorm è arrivata con il vaccino e la pericardite e mi dispiace che sui social ci sia così poco controllo. Faccio parte di questo mondo da quando ho nove anni, sono abituata alle critiche, ma quando feriscono le persone a me care ci resto male. E allora penso a tutta la gente meno strutturata o meno forte in quel momento, come l’influencer francese che qualche giorno fa si è tolta la vita per insulti e minacce”.

Un altro tema a lei caro è la psicoterapia.

“Trovo che sia un argomento tabù: vai dallo psicologo? Allora sei matto. Non è così. La terapia mi ha salvato la vita, non sarei uscita dai miei disturbi alimentari, ma mi rendo conto che sia ancora un privilegio per pochi. In molti casi è un costo, per fortuna ci sono consultori gratuiti che si trovano su Internet, ma fino a quando rimarrà un tabù anche per le famiglie non credo che le cose cambieranno. Io ci spero, soprattutto perché sono due anni che la vita di tutti è stata stravolta e non bisogna vergognarsi nel chiedere aiuto”.


 

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