martedì 18 gennaio 2022

MUMMIA DI FARAONE

ECCO COSA E' STATO TROVATO DENTRO

Una mummia risalente a 3.500 anni fa è stata “aperta” di recente grazie a tecnologie digitali. Degli scienziati egiziani hanno svelato il contenuto del corpo imbalsamato, scoperto nel 1881, ma mai ‘scartato’ dagli archeologi. (Leggi qui altre curiose scoperte). Grazie a questo straordinario studio “Digital Unwrapping of the Mummy of King Amenhotep I (1525–1504 BC) Using CT” sono venuti alla luce elementi della mummia del faraone Amenhotep I, nonché dettagli inediti della sua vita e della sua morte. Si trattava fino a questo momento dell’unica mummia reale egiziana, recuperata nel XIX secolo e non ancora aperta dagli studiosi.

Ornata da ghirlande di fiori e da una suggestiva maschera facciale in legno la mummia era così delicata che gli archeologi non avevano mai voluto esporla.  Scaricando digitalmente la mummia e ‘staccando’ virtualmente la maschera facciale e le bende – gli studiosi hanno potuto individuare dettagli “senza precedenti. Ad affermarlo Sahar Saleem professore di radiologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università del Cairo e radiologo dell’Egyptian Mummy Project.

I dettagli incredibili e l’arte della mummificazione

Alto 169 centimetri e di 35 anni, circonciso e con denti sani al momento della morte è quanto hanno scoperto gli studiosi di Amenhotep I. Se grazie alle tecnologie digitali è stato possibile risalire persino ai suoi capelli ricci e ai suoi lineamenti del viso e individuare All’interno degli involucri i suoi 30 amuleti e una cintura d’oro  impossibile è stato per l’equipe di scienziati ricostruire le ragioni della morte attraverso segni che ne rivelassero le cause.

Amenhotep I governò l’Egitto per circa 21 anni tra il 1525 e il 1504 avanti Cristo, portando avanti un regno pacifico e di progresso, grazie anche alla costruzione di numerosi templi .La ricerca, pubblicata sulla rivista Frontiers in Medicine, ha trovato il cranio del faraone e i denti in ottime condizioni ma anche diverse lesioni post mortem, forse causate da antichi predatori di tombe, e che sacerdoti e imbalsamatori avrebbero cercato di riparare più di 4 secoli dopo dalla sua prima sepoltura. La civiltà egizia è la più nota per il rito delle  mummie. Da rituale riservato al sovrano e alla sua famiglia ed esteso poi ai nobili e ai ricchi, la conservazione dei corpi divenne un’autentica arte capace di affascinare e sorprendere ancora oggi.

 

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