martedì 8 febbraio 2022

ALLENAMENTO EFFICACE

VANTAGGI E SVANTAGGI DELL'HIIT

a cura di Vera Martinella (fonte Gazzetta dello Sport)

Ormai lo hanno dimostrato numerosi studi scientifici: l’attività fisica è indispensabile non solo per smaltire i chili di troppo, ma anche per preservare la salute e deve diventare una parte integrante delle nostre giornate. Altrettanto importante, però, è non esagerare con gli sforzi e preparare sempre il corpo all’allenamento, che deve sempre essere graduale. Buone regole preziose soprattutto se si guarda a uno degli ultimi trend nel mondo del fitness: l’High Intensity Interval Training (O HIIT), caratterizzato da una costante alternanza tra esercizi ad alta e bassa intensità. Se la popolarità dell’HIIT è in aumento, non si tratta soltanto di una semplice moda, ma di un’attività dai vantaggi scientificamente provati.

Consumare più energie

“Il nostro corpo, il nostro cervello, i nostri muscoli, il nostro cuore odiano la monotonia – dice Patricio Spallarossa, fisioterapista dei centri medici Humanitas Medical Care -. Nel momento in cui sono sottoposti a uno sforzo costante vanno in modalità economica, cioè sfruttano il minimo dispendio energetico possibile. L’HIIT permette di bypassare questo sistema tenendo il nostro corpo costantemente in apprendimento cosicché il suo primo vantaggio sia quello di aumentare e rendere costante il dispendio energetico. È molto utile per coloro che devono perdere peso: in una sessione di HIIT, infatti, si bruciano almeno il doppio delle calorie di un’attività a ritmo fisso”. Non solo, poiché all’interno di una sessione di allenamento sono coinvolti addominali, gambe e braccia, consente anche di allenare tutto il corpo.

Resistenza e potenza

Nella pianificazione dell’allenamento molti sono gli elementi da considerare, primo fra tutti il risultato desiderato. Un buon punto di partenza per strutturare un percorso sportivo efficace è comprendere la differenza tra attività aerobica ed anaerobica. “La diversità sta soprattutto nel tempo in cui viene distribuito lo sforzo dell’attività sportiva – spiega Spallarossa -. Facciamo un esempio pratico: uno sforzo aerobico tipico è quello della corsa, dove occorre sostenere un’attività ripetitiva per un tempo prolungato. Un esercizio anaerobico, invece, può essere il sollevamento pesi, dove la fatica intensa viene espressa in modo istantaneo, in una volta sola. L’attività aerobica è indicata, quindi, quando l’obiettivo è allenare la resistenza, mentre l’attività anaerobica, di forza, è adatta quando si vuole aumentare la robustezza di uno più distretti muscolari”.

No agli allenamenti quotidiani

Un secondo fattore chiave da valutare con attenzione nel predisporre il proprio piano di allenamento è la frequenza con la quale dedicarsi all’attività sportiva: allenarsi ogni giorno è un errore comune, che non tiene conto della necessità fisiologica del corpo di riposare. D’altro canto il nostro cervello necessita di un certo periodo di tempo per fare proprie le competenze acquisite durante l’allenamento e imparare a eseguire determinati movimenti.

“In linea generale si consiglia un giorno di riposo ogni tre di allenamento, dove il riposo però non è da intendersi come completa astensione dall’attività, bensì come un esercizio fisico blando” conclude l’esperto.

 

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