venerdì 11 febbraio 2022

LARA GUT

IL SUO ANNO DI GRAZIA

Dall’Olympia di Cortina all’Olimpiade di Pechino. In dodici mesi si è presa tutto quello che ancora mancava a una carriera comunque già speciale. Lara Gut-Behrami, trentenne ticinese dal sangue italiano, ha sbancato il superG olimpico, chiudendo il conto aperto con i Giochi, lei che a Vancouver 2010 aveva dovuto dare forfeit per un infortunio a un’anca; che a Sochi 2014 aveva preso il bronzo in discesa, ma a soli 10/100 dall’oro di Tina Maze; che a PyeongChang 2018, rientrata dopo il crack al ginocchio dell’anno prima, aveva mancato il bronzo sempre in superG per 1/100 e l’oro per 12/100. Insomma, il titolo olimpico sembrava stregato. Finché oggi, dopo il prodigioso recupero nella seconda manche che lunedì le ha consegnato il bronzo in gigante, si è presa finalmente i cinque cerchi.

UN ANNO DI TRIONFI—Un anno fa, ai Mondiali di Cortina, aveva già fatto pace con i Mondiali, nei quali si presentava con 5 medaglie al collo, ma nemmeno una d’oro. Arrivò ai piedi delle Tofane e dominò il superG e poi il gigante (beffando Mikaela Shiffrin per 2/100), con l’aggiunta del bronzo in discesa. Adesso la sua carriera, oltre a una non certo invidiabile sequela di infortuni, ha praticamente tutto, perché nella collezione della ragazza di Comano fanno bella mostra la Coppa del Mondo assoluta 2015/16, tre coppe di superG e la bellezza di 34 successi, che ne fanno la nona donna più vittoriosa nel massimo circuito.

STAGIONE IN SALITA-- E pensare che quest’anno le cose non si erano messe molto bene per la biondina ticinese. Prima la paurosa caduta nel superG di St. Mortiz, all’indomani della prima vittoria stagionale, poi la positività al Covid, che l’ha tolta di mezzo per tre settimane. Rientrata l’8 gennaio nel gigante di Kranjska Gora, sette giorni più tardi era già di nuovo sul gradino più alto del podio, nella discesa di Zauchensee, quella della prima caduta di Sofia Goggia. E lì s’è capito che all’Olimpiade il suo nome non avrebbe potuto essere escluso dal lotto delle favorite per almeno una gara tra superG, discesa, gigante e combinata.

UN PO' D'ITALIA—Padre ticinese (Pauli, il suo mentore-manager) e mamma italiana (Gabriella Almici, bresciana di Zone, paesino-terrazzo sul Lago d’Iseo), Lara è sposata con il calciatore Valon Behrami, centrocampista di origine kosovara già titolare della nazionale svizzera, che guarda caso da questa stagione - dopo esperienze nella Lazio, nella Fiorentina, nel Napoli, nell’Udinese e nel Genoa - milita nel Brescia (serie B), la squadra delle origini materne della moglie. E quando lei non è in giro per il mondo, la coppia abita a Udine, dove ha detto di voler andare a vivere quando chiuderà la carriera. Intanto, però, la carriera è ben lungi dall’essere chiusa.

 

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