(fonte Libero)
Secondo l’astrologia cinese, il 17 febbraio 2026 si apre l’anno zodiacale del Cavallo di Fuoco. È il giorno del Capodanno cinese, che non segue una data fissa ma viene calcolato in base alla seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Per questo cade ogni anno tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. Nel calendario tradizionale cinese i mesi seguono le fasi lunari e l’anno zodiacale, quindi, non coincide con quello civile. Dal 17 febbraio 2026 al 5 febbraio 2027 il segno dominante sarà il Cavallo, associato all’elemento del Fuoco.
Il ciclo dei sessant’anni
Nello zodiaco cinese ogni anno nasce dall’incontro tra uno dei dodici animali e uno dei cinque elementi. Gli animali che si alternano nel ciclo sono, nell’ordine tradizionale: il Topo, il Bufalo (o Bue), la Tigre, il Coniglio, il Drago, il Serpente, il Cavallo, la Capra, la Scimmia, il Gallo, il Cane e il Maiale. A ciascun anno si associa anche uno dei cinque elementi — Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua — che ne definisce la qualità energetica.
Le combinazioni possibili sono sessanta e si ripetono con regolarità. Il Cavallo di Fuoco è una di queste ed è già comparso nel 1966 e nel 1906.
Il 1966, in particolare, è rimasto nella memoria storica come un anno di forti scosse politiche e culturali: dall’avvio della Rivoluzione culturale in Cina ai movimenti di trasformazione che avrebbero segnato la fine degli anni Sessanta in Occidente. L’astrologia non stabilisce relazioni di causa, ma osserva una coincidenza simbolica. Quando l’energia del Cavallo si unisce al Fuoco, il clima tende a diventare più intenso e meno conservativo. Il ciclo dei sessant’anni è uno degli aspetti più affascinanti dell’astrologia cinese. Non è una semplice rotazione aritmetica, ma è l’idea che il tempo ritorni su un livello diverso. La stessa combinazione riappare in un contesto storico completamente mutato, eppure conserva una qualità simbolica riconoscibile. Il 2026 non replica il 1966, ma ne riattiva l’archetipo: accelerazione, esposizione, tensione al cambiamento.
Yin e Yang: la polarità dell’anno
Nel pensiero cinese ogni segno e ogni elemento appartengono a una polarità: Yin o Yang. Yang è il principio maschile attivo, estroverso e luminoso. Yin è il principio femminile ricettivo, interno e ombroso. Il Cavallo è un segno Yang e il Fuoco è l’elemento più Yang dell’intero ciclo. Quindi, con questo intreccio astrologico l’energia attiva si concentra al massimo livello. Un anno doppiamente Yang è un anno in cui prevale il movimento rispetto alla stabilità, l’azione rispetto all’attesa, l’esposizione rispetto alla discrezione. Le dinamiche tendono a manifestarsi in modo diretto e le scelte individuali o collettive diventano visibili.
Il Cavallo: velocità e affermazione
Nella tradizione cinese il Cavallo è simbolo di avanzamento. È associato alla rapidità, alla libertà personale e alla capacità di prendere decisioni. È un segno legato anche alla comunicazione e alla presenza pubblica. Il cavallo in corsa è un’immagine ricorrente nell’arte e nella cultura cinese. Rappresenta il successo raggiunto attraverso il movimento. Non è un simbolo contemplativo, ma è un simbolo di azione. Negli anni del Cavallo cresce la spinta a cambiare ciò che non funziona. Le situazioni statiche vengono messe in discussione e le persone tendono a cercare maggiore autonomia.
Il Fuoco: luce e amplificazione
Nel ciclo dei cinque elementi il Fuoco rappresenta la fase di massima espansione. È collegato all’estate, alla piena luce, alla visibilità e simbolicamente è associato alla reputazione e alla leadership. Il Fuoco non crea necessariamente nuovi fenomeni, ma rende più evidenti quelli esistenti, li amplifica. Se una dinamica è già in corso, tende a intensificarla. Quando il Fuoco governa un anno, le tensioni possono diventare più chiare e le ambizioni più esplicite.
Un anno di accelerazione
La combinazione tra Cavallo e Fuoco concentra velocità e intensità. Ecco perché il 2026 zodiacale può essere letto come un anno di accelerazione. Il precedente del 1966 mostra come questa energia possa coincidere con periodi di forte trasformazione. Il contesto attuale non è meno dinamico: l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui si lavora e si comunica, la competizione tecnologica tra Stati è evidente e gli equilibri economici sono in evoluzione. In una fase già rapida, un anno doppiamente Yang può spingere ulteriormente verso decisioni nette e leadership sempre più visibili.
Curiosità e superstizioni popolari
Esiste anche un aspetto meno noto del Cavallo di Fuoco. Nella tradizione popolare cinese questa combinazione è stata a lungo considerata particolarmente intensa, soprattutto per le nascite femminili. Nel 1966, ultimo anno del Cavallo di Fuoco, in alcune regioni si registrò un calo significativo delle nascite proprio per questa credenza. Molte coppie, proprio nel 1966, hanno evitato di concepire per non avere una figlia femmina in quell’anno. Si riteneva che una bambina nata sotto questo segno avrebbe avuto un carattere troppo indipendente, difficile da contenere dentro i ruoli tradizionali. Al di là della superstizione, il dato racconta qualcosa di più profondo: il Cavallo di Fuoco è percepito come una forza che rompe gli argini, che spinge verso l’autonomia e che rende complicata la sottomissione a strutture rigide. È un simbolo di potenza vitale, ma anche di tensione. Il ritorno di questa combinazione nel 2026 riporta in primo piano quell’immagine di energia non facilmente addomesticabile. Non è un anno neutro nella sensibilità tradizionale. È un anno che, nel ciclo dei sessant’anni, segna uno dei suoi passaggi più intensi.
