venerdì 11 marzo 2022

POCA ATTIVITA' FISICA?

CRESCE LA FATICA

di Vera Martinella (fonte Gazzetta dello Sport)

Non è soltanto un’impressione molto diffusa, ma c’è anche una spiegazione scientifica alla base dello sforzo maggiore che facciamo a muoverci dopo un periodo di sedentarietà prolungato. Secondo uno studio britannico pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation sarebbe infatti “colpa” della proteina Piezo1 che si disattiva quando siamo inattivi e che, non svolgendo più il suo ruolo, riduce la densità dei capillari che portano sangue ai muscoli. Sarebbe dunque questo il processo che, stando alle conclusioni dei ricercatori rende poi più difficoltoso ricominciare a fare attività fisica.

MUSCOLI, CUORE E VASI SANGUIGNI—“L’attività fisica moderata o vigorosa, praticata regolarmente, rafforza il muscolo cardiaco – chiarisce Luigia Brugliera, medico fisiatra, responsabile della Riabilitazione Specialistica Motoria dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. Migliora così la capacità del cuore di pompare il sangue ai polmoni e nel circolo. Di conseguenza ai muscoli arrivano quantità maggiori di sangue e salgono i livelli di ossigeno in circolo. Si dilatano anche i capillari, ossia i vasi sanguigni piccoli del corpo: questo consente l’erogazione di maggiori quantità di ossigeno alle cellule e una rimozione più efficace delle sostanze di rifiuto”.

LO STUDIO—  Le cavie utilizzate per la ricerca inglese sono state divise in due gruppi: una metà ha continuato a fare movimento (camminare, correre, utilizzare la ruota) l’altra metà è stata messa a riposo per 10 settimane e, successivamente, ha mostrato livelli di attività molto più bassa degli altri. Dopo l’inattività le cavie mostravano una fatica e anche un disinteresse maggiori rispetto a quelle che si erano allenate con regolarità. “Sebbene il nostro studio sia stato condotto su cavie di laboratorio, ci aspettiamo che negli esseri umani i meccanismi siano gli stessi - dice l’autrice principale della nuova ricerca, Fiona Bartoli, dell’Università inglese di Leeds -. Troppe persone sottovalutano la grande utilità per la salute”.

COSA SI GUADAGNA A FARE SPORT—  L’attività fisica costante, infatti, garantisce un corretto sviluppo e mantenimento dell’apparato muscolo-scheletrico (aumentando la massa ossea e riducendo quindi il rischio di osteoporosi), un miglior controllo della pressione arteriosa (con vantaggi a tutto il sistema cardio-vascolare), un corretto metabolismo di zuccheri, grassi e proteine (con conseguente prevenzione da malattie metaboliche croniche, come ad esempio il diabete), una riduzione del tessuto adiposo in eccesso, un valido stimolo allo sviluppo del sistema immunitario. Anche la sfera psichica beneficia dallo svolgimento di attività sportiva regolare con la riduzione di sintomi quali ansia, stress, depressione e solitudine. “L’intensità e le diverse forme di attività devono essere calibrate in base ala singola persona – conclude Brugliera-. Le linee guida internazionali si basano su una suddivisione in base all’età, ma il proprio medico potrà fornire indicazioni più precise e personalizzate. Anche salire a piedi le scale è utile, l’importante è fare movimento e praticare sport, ognuno in base alle proprie possibilità”.


 

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