domenica 10 aprile 2022

IL CAFFE' PIU' ECONOMICO D'ITALIA

ECCO DOVE

Nei giorni in cui si parla moltissimo dell’aumento dei prezzi di energia e beni di prima necessità, e in cui diversi bar hanno iniziato ad alzare il prezzo della tradizionalissima e italianissima tazzina di caffè per farvi fronte, c’è chi va contro corrente. Un bar siciliano nello specifico, che ha deciso di tenere il prezzo del caffè al banco ai minimi storici, spiccando come il bar che ha il caffè più economico d’Italia. Il bar è in questione è il bar Perrone di Alia, in provincia di Palermo, dove l’espresso al banco costa ancora 30 centesimi nella sua versione più classica, con qualche “oscillazione” verso l’alto per le varianti: caffè freddo 60 centesimi, macchiato 40 centesimi, caffè corretto 80 centesimi e cappuccino un euro. La tradizione risale ormai al lontano 1960: sono trascorsi oltre sessant’anni, e nel piccolo Comune alle spalle di Termini Imerese i prezzi non sono praticamente cambiati.

Quanto costa il caffé al bar Perrone di Alia

Come ha raccontato al Corriere della Sera la nipote del primo proprietario del bar, la politica è sempre stata quella di offrire e servire caffè super economico per attirare clienti: “Mio nonno ha sempre adottato questa politica – ha confermato al Corriere – Nel 1960 lo vendevamo a 20 lire, che nei decenni sono diventate 300. Nel momento del passaggio all’euro il cambio avrebbe portato a 17 centesimi, arrotondammo a 20. E così fino al 2020”. Qualcosa è cambiato con la pandemia di covid-19: la necessità di acquistare bicchierini usa e getta, bustine di zucchero e palette per assicurare il servizio d’asporto ha costretto la famiglia Perrone a ritoccare al rialzo i prezzi. Ma sempre in misura estremamente ridotta: dai 20 centesimi del 2019, nel 2020 si è saliti a 30 centesimi di euro. Il che significa che se si somma il prezzo del caffè a un cornetto, il costo della colazione al bar Perrone di Alia è di un euro e 30: scontrini che moltissimi clienti increduli hanno condiviso sui social, rendendolo famoso in tutta Italia.

Caffè patrimonio dell’Unesco, bocciata la candidatura

Tra rincari e aumenti, intanto, la tazzina di caffè vede sfumare la possibilità di diventare patrimonio dell’Unesco. La commissione nazionale per l’Unesco ha infatti deciso di bocciare la candidatura del “caffè italiano espresso tra cultura, rituali, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli” come patrimonio immateriale. Il percorso per la presentazione della candidatura era stato lungo e non privo di insidie, con diverse realtà che avevano manifestato l’intenzione di presentare candidature simili. Napoli e Trieste, in particolare, si erano “contese” la candidatura, sino a quando non era intervenuto il Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali. Che a gennaio era riuscito ad arrivare a una unica candidatura in cui l’Italia aveva individuato undici comunità emblematiche del caffè, Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Roma, Napoli, Lecce, Pescara, Palermo e Modica, che avevano sottoscritto la Carta dei Valori del Rito dell’Espresso italiano. La commissione ha però preferito come candidatura italiana da presentare al Comitato intergovernativo per il ciclo 2023 “l’arte italiana dell’Opera lirica”, anche se l’Unesco sul proprio sito ha spiegato che, nonostante l’esito della votazione, il dossier per la candidatura dell’espresso è stato molto apprezzato.

 

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