giovedì 16 giugno 2022

ASHTANGA YOGA

LAVORARE SUL CORPO E SUL RESPIRO PER RITROVARSI

di Eleonora Biliotti (fonte Gazzetta dello Sport)

Letteralmente Ashtanga significa “otto rami“ e sono quelli descritti da Patanjali negli Yoga Sutra: Yama (principi Etici), Nyama (Osservanze), Asana (Posizioni), Pranayama (Controllo del Respiro), Pratyahara (Controllo dei Sensi), Dharana (Concentrazione), Dhyana (Meditazione), Samadhi (Contemplazione e Beatitudine). Ashtanga Vinyasa Yoga è uno stile di yoga molto impegnativo e molto dinamico. È caratterizzato dalla combinazione di respiro controllato ed esecuzione di asana in serie (posture), pratica che combina una corretta respirazione (Ujjayi), le asana, il vinyasa (respiro sincronizzato al movimento), i drshti (direzione dello sguardo) e l’attivazione dei bandha (chiusure energentiche).

QUANDO PRATICARE LO YOGA ASHTANGA—  Al mattino è il momento ideale per praticare questo stile di yoga, essendo l'Ashtanga molto energizzante. Praticando al mattino si riesce a proseguire la giornata godendo dei benefici ottenuti. 

SERIE E LEZIONI DELL'ASHTANGA—  L’Ashtanga è basato su sei serie di posizioni che sono delle sequenze in cui le asana hanno un ordine preciso. La prima sequenza è quella più semplice e man mano che si diventa più esperti si sale di livello e quindi anche di serie. È formata da una serie di posizioni fisse e ripetute. Ad oggi la pratica e l’insegnamento nelle classi di Ashtanga sono legati a due tipologie di lezione. Il Mysore style: lo studente acquisisce progressivamente autonomia nella gestione della propria pratica attraverso il sostegno individuale dell’insegnante. La pratica viene adattata tenendo in considerazione le caratteristiche dello studente, ad esempio modificando alcune posture in base alle competenze motorie raggiunte sino a quel momento, in modo da promuovere uno sviluppo graduale, sensato e sostenibile. La lezione guidata: gli studenti praticano in gruppo, tutti al ritmo impartito dalla voce dall’insegnante che nomina le posizioni e conta sia la durata dello stato di postura, sia i movimenti di entrata e di uscita, avendo cura che questo ritmo sia sostenibile dai praticanti. 

BENEFICI DELL'ASHTANGA—  Benessere fisico, rilassamento mentale, spiritualità. Con la pratica il corpo si rafforza tantissimo, si alleggerisce e diventa più flessibile. Mentre la mente si calma, aumenta la capacità di concentrazione e diminuisce lo stress. La sincronizzazione dei movimenti con l’attivazione dei bandha, crea un intenso calore corporeo che purifica e scioglie tutti i muscoli del corpo e anche gli organi interni. Con la respirazione corretta si ristabilisce una buona circolazione del sangue. Il risultato è quello di un corpo molto forte e molto leggero.

CONTROINDICAZIONI DELL'ASHTANGA—  Trattandosi di un’attività fisica intensa, può presentare delle controindicazioni soprattutto per alcune tipologie di persone. Essendo una pratica piuttosto intensa è consigliata a persone in buono stato di salute. L’Asthanga, infatti, pur non avendo particolari controindicazioni di base, è svolta con un ritmo piuttosto intenso. Il consiglio è quello di praticare gradualmente e affidarsi ad un insegnante esperto.

LA PAROLA ALL'INSEGNANTE DI ASHTANGA—  Molti sono gli insegnanti sparsi per Italia, uno tra questi che riprende ancora la pratica antica insegnando secondo la tradizione è Giuseppe Panarello, torinese insegnante esperto, a cui ci siamo affidati per riprendere questa pratica così intensa spiritualmente e fisicamente. 

Direttamente dalle sue parole: “L’aspetto terapeutico dello yoga è proprio questo ed è globale. Passa attraverso un lavoro sugli asana, di cura del corpo, un metodo di controllo sul respiro per riequilibrare il sistema nervoso, e infine cerca il silenzio con la meditazione. Queste tre cose devono essere fatte insieme, in modo metodico e continuativo, ma ci si deve arrivare in modo graduale, senza forza o violenza. Prima mettiamo a posto il corpo perché possa stare seduto, comodo e senza troppe tensioni. Poi impariamo ad ascoltare e controllare il respiro per placare la mente e prepararla all’ascolto senza giudizio. Lo yoga così diventa cura, oltre che una magnifica metafora della vita. Ci sono momenti sul tappetino in cui tutto scorre molto facilmente e altri molto faticosi, magari mentre stai facendo una postura difficile per il tuo corpo. Quando eseguiamo una postura sfidante e cerchiamo di avere un approccio non sfidante, allora riusciamo a goderci il progresso che avviene gradualmente per raggiungere questa postura senza forzare il corpo. Dobbiamo avere la pazienza di accettare per sviluppare resilienza. Lo yoga è una profonda ricerca sul corpo e sulla mente. Ogni corpo è diverso e ognuno di noi ha una storia differente. Impariamo a trovare la nostra pratica”.

 

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