sabato 7 febbraio 2026

LEGGENDA LOLLOBRIGIDA

ORO NEI 3.000 DI PATTINAGGIO 

(fonte Gazzetta dello Sport)

Francesca la diva, Francesca la mamma, Francesca la combattente. Il primo oro italiano di Milano Cortina cade al collo della donna che, come uno scrigno, svela perle e gemme preziose appena si schiude. Sorride mentre assapora un tardo pomeriggio magico la regina dei 3000 metri del pattinaggio velocità. Arrivano i complimenti del Presidente della Repubblica attraverso il numero uno del Coni Buonfiglio e lei ricorda: 

"Nel pranzo con gli atleti al Villaggio di giovedì ha condiviso un pezzetto della nostra vita e io ne ho approfittato per parlargli del nostro sport. “Si ricordi di me Presidente, sono quella col cappuccio e gli occhialini viola!”…". Parla veloce Francesca, come i suoi pattini filanti. Risponde in un inglese fluente ai giornalisti stranieri arrivati a Rho per raccoglierne le emozioni e restituirle a platee abituate a dibattere di lame e ghiaccio come noi italiani facciamo con pallone e calci d’angolo.

COME UN FILM—  Olanda, Norvegia, Canada. Lollobrigida è un cognome che ha una certa presa nei Paesi dove la pista lunga è una religione. Hollywoodiano come lo smalto verde sulle unghie dell’olimpionica. "Anche Gina sarebbe orgogliosa di me, un palcoscenico migliore di questo non può esistere", dice riferendosi all’icona del cinema italiano di cui è pronipote. In effetti il giorno che ha consegnato Francesca alla storia sembra parte di un film di successo: è il suo 35esimo compleanno, parte da “underdog” (quota 67 per le agenzie di scommesse) e finisce con l’Inno di Mameli. Ah, record olimpico sbriciolato: 3’54”28 al termine dell’ottava batteria (in coppia con la canadese Maltais, terza), ben 2 secondi e 65 centesimi meglio del primato appartenuto all’olandese Schouten da Pechino 2022. "Ammazza che tempo! Mi sono detta guardando il tabellone", scherza la pattinatrice di Frascati che sulla stessa distanza quattro anni fa era stata d’argento. "Se penso a quante volte ho pianto prima di arrivare qui… Ho attraversato momenti bui, la stagione scorsa è stata davvero negativa, volevo smettere. Prima di questi 3000 avevo scritto un messaggio a Matteo, mio marito, per dirgli che mi sentivo troppo tesa. E invece è stato tutto perfetto".

MAMMA FELICE—  Mamma felice Un fastidioso virus intestinale l’aveva rallentata, condizionandola in un contesto di per se esigente. "A Maggio 2023 è nato Tommaso, l’ho allattato per 18 mesi conciliando la mia vita da atleta con le esigenze di un bimbo così piccolo. L’Italia non è come il Nord Europa. Le piste non ci sono, per allenarci e gareggiare si passano 250 giorni l’anno in giro per il mondo. La federazione mi è stata vicina con il “Progetto mamma”, la mia famiglia è stata fondamentale, tutto lo staff della Nazionale mi ha supportata". Così, dopo la maternità è tornata più forte di prima vincendo i 5000 ai Mondiali. "Aver dimostrato che si può tornare anche più competitive dopo una gravidanza è il mio orgoglio".

COMBATTENTE—  Racconta tutto con un sorriso che incanta mentre la attendono la sorella Giulia, anche lei pattinatrice e la mamma, pronte alla doppia festa con medaglia e candeline. Questo oro ha il potere dell’energia e del sollievo. "Vorrei un secondo figlio e più tempo per la mia famiglia". Il momento di smettere non è lontano. "Ma non ho ancora finito, mi manca il titolo mondiale All Around e lotterò per questo". Ed ecco la lottatrice, la prima donna capace di vincere un’oro nella velocità vent’anni dopo Enrico Fabris, il campione a cui questa generazione si è ispirata. "Francesca è stata superlativa sotto diversi aspetti – ricorda il biolimpionico di Torino – ha vinto con la testa e con il cuore. Ha stupito tutti e queste sono le vittorie più belle", dice Fabris, che venerdì ha passato la fiaccola a Tomba e Compagnoni all’Arco della Pace e a Rho è il riferimento tecnico scelto dal Cio e dall’Isu per questa pista creata dal nulla e capace di esaltare le qualità della “diva Lollo”. "Feeling immediato. Per giorni ho continuato a ripetere a Marchetto, il nostro direttore tecnico, che volevo allenarmi e allenarmi ancora. Quasi ha dovuto frenarmi. Del resto amo pattinare, è la mia vita". Lo farà nei 5000 da iridata in carica e nella Mass Start, che a Pechino le regalò il bronzo. "Le affronterò con leggerezza. Il mio oro è qui con me"


 

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